Dimentica tutto quello che sai su nuova BMW X3, che con nuova BMW iX3 non ha nulla in comune. Dimentica anche ciò che sai su ''vecchia'' iX3.
Precedente iX3 era una conversione, un ''adattamento'' dignitoso, ma pur sempre un compromesso basato su una piattaforma nata per bruciare idrocarburi.
Qui siamo di fronte alla prima espressione di Neue Klasse, il Big Bang di Monaco, praticamente due generazioni avanti, una tabula rasa progettuale. Giunge l'ora di farsi una gitarella.
Partiamo da Milano, direzione Cortina: 400 chilometri che mescolano il traffico nervoso della circonvallazione, la monotonia della A4, i curvoni della A27 e quei tornanti dolomitici che decidono, senza appello, se un'auto è una vera BMW o solo un elettrodomestico premium con le ruote.

La sensazione? È come se a Monaco avessero smesso di inseguire Tesla sul terreno dei gadget, per riportare la sfida sul loro campo preferito: la dinamica pura, ma scritta in codice binario.
Design: addio cromature, benvenuta luce
Appena la vedi parcheggiata dentro House of BMW, capisci che il vento è cambiato. E spira in una direzione favorevole.
Il design è pulito, quasi monolitico, con superfici levigate che sembrano modellate dal vento: il Cd di 0,24 non è un miracolo, è ossessione ingegneristica per l'efficienza.

Il nuovo logo sul cofano è quasi bidimensionale, ma è la griglia a doppio rene verticale, a fare scena: non più prese d'aria finte, ma una firma luminosa (Iconic Glow) che ti riconosce e ti saluta mentre ti avvicini.
E le maniglie? Scompaiono a filo carrozzeria per saltare fuori solo quando serve, grazie alla Digital Key su smartphone (sulle maniglie a scomparsa, in Cina avrebbero qualcosa da obiettare).
È un futurismo sobrio, niente urla stilistiche, solo una presenza scenica che comunica... solidità.
Spazio mentale digitale. Gli interni
Salgo a bordo e la prima cosa che noto è... che non noto quasi nulla di fisico. E la cosa, non è che a me piaccia un sacco (sono l'unico a pensarla così?).

Non mancano, per fortuna, una rotella sulla console per il volume e i pulsanti a ''feedback aptico'' (a metà tra tasti fisici e comandi a sfioramento) sulle razze di un volante che sembra la cloche di un jet.
Il minimalismo regna sovrano, ma non è quella povertà francescana di certi competitor.

Il colpo di teatro è ovviamente il BMW Panoramic Vision, una fascia scura alla base del parabrezza che proietta le info su tutta la larghezza del vetro: guarda che è geniale, perché le informazioni sembrano ''galleggiare'' sulla strada e non devi mai staccare gli occhi dall'asfalto.
I materiali sono per un terzo riciclati (niente pelle animale, qui si viaggia sostenibili), ma al tatto sembrano usciti da un atelier di alta moda.
E poi, lo spazio: l'assenza del tunnel centrale e il passo allungato regalano centimetri d'oro per le gambe, mentre il tetto panoramico trasforma l'abitacolo in un loft itinerante inondato di luce. Si sta bene, che altro dire.

Quattro cervelli: la tecnologia
Mentre percorro l'autostrada verso Belluno, l'IA di bordo (l'Intelligent Personal Assistant) non si limita a eseguire comandi: ti parla in modo naturale. Ma arriviamo all'Intelligenza dinamica...
Sotto la pelle non batte una singola centralina, ma un’orchestra di quattro ''Superbrain''.
Quello che ci interessa di più è l'Heart of Joy. È lui il direttore che coordina tutto: motore, freni, sterzo e ricarica.
Mentre percorro l'autostrada verso Belluno, l'IA di bordo (l'Intelligent Personal Assistant) non si limita a eseguire comandi: ti parla in modo naturale.

Gestisce i flussi di energia con una velocità 20 volte superiore ai sistemi precedenti e la sensazione è in effetti di una simbiosi totale.
Arriva il momento di prestarsi come volontario al gioco di prestigio più sensazionale, la magia del Driver Assistant Pro (dove il termine che conta è ''Pro''): se una telecamera rileva dal mio sguardo che voglio cambiare corsia, cioè se fisso lo specchio retrovisore esterno, lo sterzo si fa complice e ruota nella stessa direzione. Non prima di essersi accertato che il sorpasso è una manovra in sicurezza.

Funziona se tengo le mani sul volante, quando non oppone quella resistenza fastidiosa tipica dei vecchi mantenitori di corsia. Funziona, e questo è il bello, anche se non ho le mani sul volante. Quasi inquietante.
Chiamasi guida assistita di Livello 2 evoluto (o L2+), chiamasi anche tecnologia ''shy-tech'': c'è, è potentissima, ma non è mai invasiva.
Su strada: piacere di guida 4.0
Arrivano le curve verso San Vito di Cadore e qui la iX3 decide di farsi perdonare il peso delle batterie.

Con 469 CV bi-motore e una coppia istantanea di 645 Nm, lo 0-100 in 4,9 secondi è solo un numero: quello che impressiona è la spinta costante, una schiena infinita che ti proietta fuori dai tornanti con una progressione elettrizzante.
Grazie al baricentro basso e a una distribuzione dei pesi quasi perfetta (49:51), l'agilità è quella di una berlina sportiva di 10 anni fa. No, dico sul serio.

Il recupero dell'energia è così evoluto che il pedale del freno diventa quasi un optional: nel 98% delle situazioni quotidiane fa tutto lei con il Soft Stop, rallentando con una fluidità millimetrica che evita il classico ''beccheggio'' da frenata elettrica.
È una guida quasi telepatica, dove l'auto sembra anticipare le tue intenzioni. Con un tatto quasi... umano.

Il caffè più veloce della storia: la ricarica
La batteria da 108,7 kWh è una nave cisterna di elettroni: il dato dichiarato nel ciclo WLTP è di 805 km, quella reale inferiore, certo, specie ad andature autostradali. Sta di fatto che, anche guidando senza troppi riguardi, l'ansia da ricarica è in effetti un ricordo sbiadito.
Lungo il tragitto, immancabile la sosta a una colonnina ultra-fast per testare la nuova architettura a 800V. Qui avviene la magia: carichiamo a 400 kW.
Il tempo di un espresso doppio e due chiacchiere al bar e recupero 372 km in soli 10 minuti. Praticamente, il tempo di sosta è dettato più dalla tua vescica, che non dalla chimica delle celle.
E se una volta arrivato a Cortina volessi improvvisare un picnic? Che problema c'è, la iX3 diventa un powerbank gigante. Potrei alimentare un barbecue elettrico direttamente dalla presa dell'auto (V2L), con le Tofane a fare da cornice.

Un grande SUV dal prezzo grande
Nuova BMW iX3 50xDrive, al lancio l'unica motorizzazione disponibile (ne arriveranno altre), parte da 69.900 euro.
Una cifra importante, certo, ma per la prima volta su un'elettrica di questa stazza non hai la sensazione di pagare solo il costo chimico del pacco batterie.
Stai pagando il software di domani, una piattaforma che si aggiorna da sola via cloud e, soprattutto, quel feeling di guida ''made in BMW'' che nessun produttore di smartphone su ruote è ancora riuscito a clonare.
Non è solo un SAV elettrico: è il manifesto di cosa diventerà l'auto nei prossimi dieci anni. Neue Klasse è arrivata e ha un accento sfacciatamente BMW.
















