Prova su strada

Audi RS 3


Avatar Redazionale , il 22/03/16

5 anni fa - Prestazioni da supercar nel corpo di una A3. In pista con la RS 3.

Prestazioni da supercar nel corpo di una A3. In pista con la RS 3.

DAMMI IL 5 Se c’è una cosa che rende terribilmente affascinante la Audi RS 3, prima ancora di sapere quanti cavalli scarichi a terra, prima ancora di conoscere lo scatto 0-100, è il suo mitico 5 cilindri. Un motore che ha sempre esercitato su di me un fascino particolare, anche per via del glorioso passato nella polvere dei mondiali rally anni 80 e 90. A distanza di 30 anni, però, i tempi sono cambiati e la maggior parte dei costruttori ha lasciato in cantina il pentacilindri, un po’ scorbutico di carattere e, se munito di turbo (come in questo caso), dall’erogazione tutt’altro che lineare. Non so voi ma io per una sportiva non chiederei di meglio.

PERCHE' IO VALGO E infatti Audi, un po’ per marketing, un po’ per tradizione ha continuato a crederci, portando questo motore anche sotto il cofano dell’ultima RS 3. Mostruosi i numeri: 367 cavalli, 465 Nm di coppia e una punta massima di 280 chilometri orari, oltre a un cambio doppia frizione, alla trazione integrale e quel piglio ignorante che differenzia una Audi con la scritta RS dal resto delle altre vetture dei Quattro Anelli.

SOLO 5 PORTE Da fuori è sempre la solita A3 seppur incattivita a modino. Tra l’altro, la scelta di proporla solo in versione Sportback le dona un certo understatment che non guasta mai. Sfruttabilissima come una normale A3, la RS 3 paga dazio alla voce bagagliaio con 100 litri meno. La colpa è del giunto centrale montato posteriormente per ottimizzare i pesi. Rimanendo in ambito trazione, è bene sottolineare che in modalità Dynamic e Sport può inviare fino al 100% della coppia alle ruote posteriori. Hai capito la 5 porte!

SOBRIETA' DI FAMIGLIA La linea, grazie a Dio, non è un concentrato di alettoni. Lo stile velatamente da teppistella di strada viene dai terminali di scarico ovali, dall’estrattore d’aria e dai profili inferiori che possono essere messi in risalto con il pacchetto esterno in alluminio opaco. Ma è il frontale che intimorisce quando lo si osserva nello specchietto retrovisore. Calandra a nido d’ape, grosse bocche per il raffreddamento e passaruota allargati per far spazio a pneumatici che, volendo, possono essere più larghi davanti che dietro.

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MISURE INVERTITE Sembra un controsenso ma è così: 255/30 davanti, 235/35 sull’asse posteriore (anziché 235 su cerchi da 19” per tutte le ruote), soluzione che viene impiegata spesso in pista sulle vetture a trazione anteriore per ridurre il sottosterzo.

DOTAZIONE DA GRANDE Completano il quadro le sospensioni Audi Magnetic Ride che garantiscono sempre l’assetto migliore in ogni circostanza e i freni carboceramici (-13 kg rispetto a quelli d’acciaio, a petalo, di serie). Ora basta, mi chiamano. E’ il mio turno sulla pista di Imola, e non sto più nella pelle. Quanto costa la RS 3? Poco più di 50mila Euro, nemmeno troppi considerato la levatura tecnologica di questa vettura. Ma adesso è ora di scendere in pista. 

MALEDUCATISSIMA La cosa che più mi affascina della Audi RS3 è il fatto che è una vera supercar, mascherata alla perfezione da auto normale, fatta eccezione per il sound: quello viene dritto dagli inferi. Con il sistema di scarico sportivo (vivamente consigliato) a ogni accelerata corrisponde un latrato molesto e ad ogni rilascio una sequenza di backfire manco fosse una WRC. Per darvi un’idea un po’ più precisa, diciamo che ricorda quello di un 10 cilindri. E’ cattivo, arrogante, sguaiato. A confronto la RS 6 sembra una scolaretta ben educata.

PRIME IMPRESSIONI Ma come è da guidare? Adesso vi dico. Sono a Imola, il mio circuito preferito. Piede sul freno, acceleratore a fondo corsa e il calcio arriva violento. Bastano poco più di 4 secondi per superare i 100 orari, poi è tutto un crescendo sino ai 280 orari. Ma se per i dueeottanta avrei bisogno di una Autobahn tedesca, per gustare fino in fondo la guida della RS 3 posso sfruttare ogni centimetro del mitico circuito emiliano.

CHIRURGICA Come inquadrare la RS 3? Anzitutto non è un’auto per gli amanti dei traversi in pista. La sua guida è troppo efficace e precisa. La trazione integrale lavora in modo egregio. Si arriva a bomba in curva, si inserisce il muso con precisione chirurgica e poi bisogna fidarsi ad aprire tutto.

SPINGE DIETRO A quel punto, si sente la trazione che inizia a spingere sulle ruote posteriori. Il risultato? Ogni curva passa via a una velocità esagerata. Egregi i freni (in pista i carboceramici, manco a dirlo, lavorano meglio), buono ma non da lode lo sterzo, che in certe occasioni avrei preferito più sincero nel riferire per filo e per segno ciò che accade sotto le ruote. Ma parliamo di piccolezze.

PASSO PASSO Pochi giri e sono già in sintonia con lei, capire la RS 3 è semplice. Il sistema di trazione integrale predittivo blocca il differenziale centrale in funzione dell’angolo di sterzo, di imbardata e di altri parametri, garantendo istante per istante sempre la giusta trazione. Visto il grande potenziale offensivo è un peccato che in certe condizioni persista un intervento latente dei controlli. Quando si tratta di uscire dalle curve lente, oppure nell’affrontare un curvone a gas spalncato, l’intervento dell’elettronica non consente all’Audi di esprimersi sempre al massimo.

PERCHE' SCEGLIERLA A guidare sporco si innesca un lieve alleggerimento del posteriore che aiuta a chiudere la curva, nulla di più. Ma allora perchè dovrei preferire una RS 3 a una meno costosa S3? Alla fine 67 cavalli in più non fanno cosi tanto la differenza e tenersi 8mila Euro in tasca non è mica cosa da poco. Il punto, però, è un altro: il carattere. La RS 3 è più ignorante nell'erogazione, comunicativa nella trazione e appagante in pista, senza contare il sound. Quando ho detto che è una sportiva di razza nei panni di un'auto normale, è perchè nessuna (del suo segmento) ti permette di raggiungere prestazioni simili con tanta facilità. Se vi piace guidare pulito e uscire dalle curve alla velocità più alta possibile la risposte è solo lei. 


Pubblicato da Marco Rocca, 22/03/2016
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