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Seat Exeo

Seat Exeo

La penultima generazione dell'Audi A4 cambia identità e vive una seconda giovinezza in terra spagnola. Con un look rinfrescato Seat la porta al debutto nel segmento D, dove punterà a farsi largo, da maggio, tra una concorrenza agguerrita grazie a prezzi competitivi e a una gran cura costruttiva.
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Autore:
Paolo Sardi

NELLA MISCHIA La Seat si butta per la prima volta nella mischia delle berline del segmento D con la nuova Exeo, che arriverà sul mercato ai primi di maggio. La mossa potrebbe sembrare a prima vista un po' un azzardo, vuoi per la spietata concorrenza che si contende questo che è il terzo settore del mercato europeo per volumi, vuoi per il momento di crisi che sembrerebbe sconsigliare certi slanci.

RISCHIO CALCOLATO A Martorell pare invece che abbiano fatto per bene i loro conti. In prima battuta, le tre volumi sono sempre molto richieste sul mercato interno spagnolo. Inoltre in Seat avevano bisogno di un'auto che permettesse loro di fidelizzare, senza perderli, i clienti Ibiza e Leon al momento dell'acquisto di un mezzo di categoria superiore. Dulcis in fundo, per industrializzare la nuova Exeo hanno dovuto sostenere costi piuttosto ragionevoli, visto che la macchina è realizzata pescando a piene mani dalla sconfinata banca organi del Gruppo VW.

TEDESCA DI SPAGNA Già a livello del look, la Exeo non fa gran mistero della sua parentela con la penultima generazione dell'Audi A4. La proporzioni tra i volumi e il taglio di certe lamiere, come anche dei finestrini, dicono una volta di più che la classe non è acqua. L'impressione è quella di aver davanti forme già viste e uno sforzo in più per uscire dal seminato e dare alla berlina spagnola una maggior personalità sarebbe forse stato opportuno. In questo senso tutto è invece demandato al frontale, con il suo scollo a V e con i fari che contribuiscono a creare un taglio a freccia, definito dalla Casa giust'appunto "arrow design".

FLASHBACK Il colpo d'occhio della Exeo è comunque appagante. Le forme non si possono certo definire brutte e il loro unico difetto (molto relativo) è il retrogusto di déjà vu che resta una volta varcata la soglia dell'abitacolo. Anche qui comunque ci vuole un bel fegato per lamentarsi. Nel passaggio dalle linee Audi a quelle Seat, la componentistica non è peggiorata in modo evidente e un design non fresco di giornata è più che compensato da una cura costruttiva di ottimo livello. La plancia ha uno stile sobrio e forme equilibrate, che invecchiano comunque bene. Con particolari così curati c'è poco da stupirsi che in Spagna indichino la Exeo come la miglior Seat di sempre.

LA DEA KALI' Il gemellaggio tra Martorell e Ingolstadt continua chiaramente anche sotto le lamiere. Assieme alla piattaforma, a fare da ritornello tra A4 e Exeo ci sono anche raffinate sospensioni con schema multibraccio per tutte e quattro le ruote. Tale soluzione promette diversi vantaggi, specie quando ci si trova in curva a dover frenare o su fondi sconnessi.

I SOLITI NOTI La gamma della Exeo si articola attorno a sei motori, tre a benzina e tre a gasolio common rail (e con filtro per il particolato), la maggior parte dei quali già visto sotto i cofani di altri modelli del Gruppo VW. Quello d'accesso è il classicissimo 1.6 da 102 cv (190 km/h, 12,6 secondi per lo 0-100 e 13,3 km/litro di media. Ad affiancarlo ci saranno un 1.800 Turbo da 150 cv riservato per ora ai mercati esteri e il 2.0 TSI da 200 cv (241 km/h, 7,3 secondi e 13 km/litro), punta di diamante della famiglia in chiave sportiva.

SVILUPPI FUTURI Questo ruolo gli è conteso più di quanto dicano gli aridi numeri dal due litri TDI da 170 cv (229 km/h, 8,4 secondi e 16,9 km/litro). A fare la parte del leone nella raccolta ordini sarà invece con ogni probabilità il gemello da 140 cv (214 km/h, 9,2 secondi e 18,2 km/litro), mentre la variante da 120 cv completerà degnamente l'offerta nella seconda metà dell'anno.

UNA FAMIGLIA RICCA Gli allestimenti previsti sono tre. Quello base si chiama, come vuole la tradizione della Casa, Reference e ha già una dotazione molto completa. Standard sono per esempio cose sette airbag, il climatizzatore bizona, lo stereo, i fendinebbia e il computer di bordo. Il livello intermedio è lo Style, che offre in più tra le altre cose cerchi in lega, cruise control, volante in pelle multifunzione, antifurto, sensori pioggia, crepuscolare e di parcheggio posteriori. Chiude l'elenco la versione Sport, nel cui equipaggiamento spiccano assetto e sedili sportivi.

GUERRA TRA FLOTTE Quanto poi ai prezzi, il listino si apre a quota 20.900 euro con la 1.6 Reference. La turbodiesel più economica è per ora la 2.0 TDI 143 cv Reference a 24.900. Il livello Style costa 1.750 euro in più. Sono cifre competitive, che, visti i contenuti e il momento delicato, potrebbero tentare molti a rinunciare addirittura a modelli premium per fare una scelta meno d'immagine ma di grande sostanza. Buona parte del successo, la Seat se lo giocherà però sul fronte delle flotte aziendali, che nel segmento D valgono circa la metà dei volumi totali.

L'EREDITA' Dell'eredità Audi fa parte anche un posto di guida ampio che si adatta bene ai piloti di tutte le taglie. Il sedile e il volante si regolano con escursioni chilometriche così da permettere a ognuno di assumere la posizione preferita. I passeggeri posteriori se la passano a loro volta piuttosto bene. Anche se l'abitabilità non è all'altezza della miglior concorrenza, ci sono centimetri a sufficienza per gambe, spalle e testa.

COMODA, LA VITA La Exeo non smette di trattare bene i suoi occupanti nemmeno in movimento. Sin dai primi metri si dimostra ben molleggiata. L'assetto standard, quello delle versioni Reference e Style, privilegia la comodità e digerisce buche e avvallamenti con una certa disinvoltura. Se questa Seat ha l'indole della globetrotter il merito va diviso con i sedili, ben conformati e imbottiti al punto giusto, e con ilcomfort acustico. Viaggiando a velocità di crociera elevate si sente solo un lieve sibilo aerodinamico dagli specchietti e si può parlare nell'abitacolo con toni da confessionale.

VOLA BASSA La silenziosità resta buona anche sugli esemplari Sport, che sacrificano invece un po' di molleggio pere accontentare gli amanti della guida arrembante e precisa. Con un assetto ribassato di 20 mm, molle anteriori e posteriori più rigide del 30 e del 25% e con la barra stabilizzatrice posteriore più resistente, entrano in traiettoria in modo più rapido e incisivo e si coricano meno in mezzo alla curva, permettendo di girare più svelti. Nel complesso, comunque,anche la Exeo standard si guida bene e rimane la più azzeccata per chi non soffre di pruriti cronici al piede destro.

L'ATLETA In questo caso - a patto di avere percorrenze annue contenute - si può anche valutare l'acquisto del motore 2.0 TSI, che regala a questa Seat un temperamento davvero sportivo. Come già visto in altre occasioni, questo due litri inizia a spingere con forza già ai bassi e sfoggia un'erogazione incredibilmente piena a qualsiasi regime. La progressione è forte e costante con ottime doti di allungo, anche ben oltre i 6.000 giri.

FACTOTUM La Exeo dimostra però una maggiore affinità di coppia con i due turbodiesel da 143 e 170 cv. Il primo è la scelta migliore per un uso a 360°. Lineare e corposo, riprende bene già prima dei 2.000 giri e dà il meglio di sé ai medi. Insistendo con l'acceleratore si gode di un buon vigore fin dopo i 4.000 ma da qui in poi si perde un po' di smalto ed è inutile insistere, anche se tecnicamente sarebbe possibile spingersi nell'orbita dei 5.000.

A TUTTA FORZA Quest'operazione diventa invece più fruttuosa con il TDI da 170 cv, che vanta una maggior linearità e una maggior propensione a salire di giri. Complice una rapportatura appena più corta, la sua esuberanza è a volte quasi eccessiva e può innescare reazioni allo sterzo che consigliano di sotterrare l'ascia di guerra e di agire con piede più felpato. Gestito in modo opportuno, il suo brio è comunque una manna in molti frangenti, specie quando c'è da completare un sorpasso.


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