Autore:
Simone Valtieri

TRE GIORNI FA Oggi siamo qui a celebrare la vittoria di Danilo Petrucci, la prima in carriera nel Motomondiale, ma per capire un po' meglio cosa stia passando per la testa di questo ragazzone ternano di 29 anni dobbiamo fare un salto indietro di tre giorni, a quanto accaduto giovedì pomeriggio. Era da poco finita la consueta conferenza inaugurale del Gran Premio d'Italia. Nella sala stampa del Circuito del Mugello Danilo Petrucci si è fermato a scambiare due parole con quattro o cinque giornalisti, tra cui il sottoscritto, mentre il grosso dell'attenzione lo stavano catalizzando Andrea Dovizioso e Valentino Rossi. Aveva gli occhi lucidi, sintomo dell'influenza, e un sorriso un po' abbacchiato, relativo solo alla sua condizione di salute. Ha parlato con noi e le parole complete le potete leggere qui, ma su due affermazioni occorre soffermarsi.

IPSE DIXIT La prima è:"Prima avevo l'ossessione del primo successo, ma poi ho capito che è un po' come quando perdi qualcosa in casa, la trovi appena smetti di cercarla." E ancora: "Non ho ancora un contratto, sto cercando di meritarmelo facendo il massimo serenamente. Vorrei correre con questo team per molti anni, se non fosse possibile dovrò prenderne atto e magari fare altro, anche perché alternative non ce ne sono. Se non sarò riuscito a far bene con questa moto non è che potrò far bene con un'altra." Partendo dalla fine, diciamo subito che lasciare la MotoGP per "fare altro" sarebbe delittuoso, visto il talento che questo umile e simpatico ragazzo ha nel suo DNA.

CERCARE E TROVARE E per il resto... beh, lo vada a dire a Dovizioso e Marquez, entrambi superati con una manovra arrembante alla San Donato, che non stava cercando la vittoria... forse aveva perso il portafogli, o magari le chiavi di casa, gli saranno cadute nelle tante pieghe estreme fatte nei 22 giri precedenti, ma qualcosa stava cercando, era evidente. Smettendola di disquisire sulle metafore, la cosa principale è che alla fine abbia trovato questa vittoria, raramente meritata così tanto. Le due ore successive alla bandiera a scacchi resteranno probabilmente opache nella sua mente, come tutte quelle cose che accadono e che nel mentre non ti rendi conto stiano accadendo. Tutto troppo in fretta, troppo rumore intorno per godersele, ma tra qualche giorno realizzerà che vittoria strepitosa ha conseguito. La prima in carriera, e quanto suona strano...

FIGLIO O FRATELLO Tra le tante cose dette in queste due ore ci sono i ringraziamenti per questo successo, bellissimi e umili a tal punto che in conferenza stampa - oltre a ribadire quanto detto giovedì - è apparso seriamente dispiaciuto per aver tolto dei punti al compagno Andrea, al quale ha dedicato il successo (assieme alla Ducati e alla sua famiglia). "Mi ha preso sotto la sua ala come un figlio... anzi, un fratello minore" - si è corretto Petrucci facendo scattare le risate anche dell'abbacchiato Dovi. E sul ritiro paventato in caso di stagione deludente, ha aggiunto: "Forse dopo oggi mi toccherà cambiare i miei piani..." Altra risata. Ha chiesto anche scusa a un giornalista tifoso del Tottenham per il pronostico sbagliato fatto giovedì scorso (era stato l'unico a dare gli "Spurs" vincenti sul Liverpool nella finale di Champions League): terza risata.

DEDICATA AL DOVI Sul sorpasso decisivo Danilo ha spiegato: "Sapevo che avrebbero provato a passarmi alla San Donato (Marquez e Dovizioso) e l'hanno fatto. Quando abbiamo chiuso la curva c'era un metro, Andrea stava chiudendo la curva ma io ero già là. Mi dispiace per quel sorpasso, Andrea è l'ultima persona al mondo a cui vorrei far ri-tirare su la moto, ma oggi penso che avevo una buona chance di vincere, era il mio obiettivo e ora possiamo concentrarci sul nostro obeittivo per la stagione." Una dichiarazione da fido scudiero, un ruolo che si sente di dover fare per il suo amico e collega, ma che potrebbe precludergli altre possibili vittorie, sicuramente nelle sue corde con questa moto.

GIOIA INFINITA La chiave del successo? Danilo l'ha trovata nel lontano 2011. "Facevo il tester Ducati, avrò fatto mille giri su questa pista in quell'anno. E così anche se ero un po' in difficoltà con la gomma posteriore conoscevo troppo bene il tracciato e sapevo cosa fare." Lo si è visto. Infine torniamo all'inizio, alle dichiarazioni emotive rilasciate ai microfoni della Dorna, a pochi minuti dal trionfo: "Incredibile, è il miglior posto del mondo per vincere, come sono sceso in pista è stato tutto incredibile, davanti ai miei tifosi, a quelli giunti dalla mia città, è meraviglioso. La gara è stata fantastica, non riesco neanche a descrivere quello che provo, non ho ancora capito di aver vinto, forse lo capirò sul podio ma vorrei ringraziare la mia famiglia, i miei amici e Andrea che mi ha aiutato tutto l'inverno, questa vittoria è per tutti quelli che mi hanno sempre aiutato, grazie mille." Gioia e umiltà, bravo Petrux!


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