VW vende Ducati? La prima rivista di moto in Germania dice di no
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VW vende Ducati? La prima rivista di moto in Germania dice di no


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1 ora fa - Volkswagen vende Ducati? La rivista di moto più autorevole della Germania dice di no

Volkswagen venderà Ducati? Secondo Motorrad, la rivista moto più autorevole di Germania, il marchio bolognese resterà nel gruppo

Se segui le vicende del gruppo di Wolfsburg, saprai che ogni tanto torna a galla la stessa domanda: Volkswagen venderà Ducati? È ciò che è accaduto negli ultimi giorni e la più autorevole rivista motociclistica tedesca Motorrad ha voluto dire la sua, mettendo in fila numeri e precedenti per capire se la cessione della casa di Borgo Panigale sia davvero sul tavolo.

La risposta a cui arriva la testata, però, è piuttosto netta: no, Ducati resterà nel gruppo Volkswagen, almeno per ora. Vediamo le argomentazioni dei tedeschi.

Ducati va bene, Volkswagen un po' meno

Partiamo dai dati. Per il 2025 Ducati dovrebbe chiudere con 925 milioni di euro di ricavi e 52 milioni di utile, con un ritorno sulle vendite del 5,6%. Non male, considerando che il gruppo Volkswagen nel suo complesso sta attraversando una fase tutt'altro che brillante.

Non a caso, di recente Wolfsburg ha ceduto il 51% di Everllence (l'ex MAN Energy Solutions), altra controllata comunque redditizia che nel 2025 ha fatturato 4,9 miliardi di dollari con un utile di 336 milioni.

È proprio questa cessione, unita agli annunci del gruppo sulla necessità di snellire la struttura societaria e razionalizzare gli investimenti, ad aver riacceso le voci su un possibile addio a Ducati.

Ducati Desmo250 MXDucati Desmo250 MX

Chi potrebbe comprare Ducati? Tra India e Cina

Ma chi sarebbe davvero interessato a rilevare il marchio bolognese? Guardando a Oriente, alcuni nomi tornano sempre, a partire da Bajaj e TVS, entrambe realtà indiane già presenti in Europa.

La prima controlla KTM, la seconda sta provando a rilanciare la storica Norton. Sul fronte cinese il discorso si sposta invece dai costruttori di moto veri e propri verso i grandi gruppi della mobilità, con nomi come Geely o GWM che potrebbero avere le risorse per un'operazione del genere.

Non è la prima volta che si parla di vendita

Il legame tra Ducati e il gruppo tedesco, attraverso Audi, dura dal 2012, e la voce di una cessione riemerge puntualmente ogni volta che Volkswagen attraversa un momento difficile.

Era già successo nel 2017, dopo il Dieselgate, quando circolava una cifra attorno a 1,5 miliardi di euro e si erano fatti avanti nomi come Bajaj, Harley-Davidson, KKR e Bain Capital (che oggi ha in mano proprio Everllence).

Alla fine, però, Ducati è rimasta in famiglia, crescendo negli ultimi dieci anni fino a diventare uno dei marchi motociclistici premium più solidi al mondo.

Stessa storia quando Herbert Diess ha lasciato la guida del gruppo: anche allora si era parlato di un possibile disimpegno da Ducati. Sono passati altri quattro anni e il marchio è ancora lì.

Ducati Heritage ContestDucati Heritage Contest

Perché Volkswagen dovrebbe tenersi Ducati

Motorrad elenca alcuni motivi piuttosto solidi per cui, secondo la rivista, vendere Ducati non converrebbe. Intanto si tratta di uno dei brand motociclistici più forti e riconoscibili al mondo e in quanto marchio premium, regge bene le crisi economiche.

Inoltre produce numeri contenuti ma con margini alti e le previsioni indicano che la mobilità individuale del futuro passerà anche da due e tre ruote. Un asset strategico, insomma.

E perché, invece, sarebbe difficile venderla

Il rovescio della medaglia, però, esiste. Ducati produce tra le 50.000 e le 70.000 moto l'anno, senza una vera gamma entry-level né motori di piccola cilindrata: un profilo che potrebbe non attirare granché un investitore internazionale.

Anche l'impegno in MotoGP e Superbike, se da un lato costruisce l'immagine del marchio, dall'altro pesa sui conti più di quanto renda in termini diretti.

C'è poi la questione del prezzo. Se nel 2017 si parlava di 1,5 miliardi di euro, oggi la cifra difficilmente sarebbe più bassa. Tuttavia, Bajaj aveva speso molto meno per rilevare KTM: circa 600 milioni e per un marchio che, nei suoi anni migliori, vendeva 200.000 moto (fuoristrada comprese) per 2,7 miliardi di ricavi nel 2023.

Chi invece pagasse 1,5 miliardi per Ducati, sulla base dei 52-53 milioni di utile previsti, dovrebbe aspettare circa 30 anni per rientrare dell'investimento. Difficile che qualcuno sia disposto a farlo.

Multistrada V4 Voyagers 2026Multistrada V4 Voyagers 2026

Il verdetto: ''Ducati resta, ma il gruppo si alleggerisce''

Volkswagen ha ribadito più volte l'intenzione di razionalizzare il gruppo, sfruttare le sinergie tra i marchi e uniformare gli sviluppi tecnici: un discorso che riguarda soprattutto i marchi automobilistici e la gestione dei componenti condivisi. Se Ducati, piccola ma redditizia, rientri davvero in questa logica di snellimento resta tutto da dimostrare.

Secondo Motorrad, insomma, lo schema si ripete: Volkswagen attraversa un momento complicato, tornano le voci su una possibile cessione di Ducati, e c'è già chi in Asia o tra i fondi d'investimento sarebbe pronto a farsi avanti.

Ma la conclusione della rivista tedesca è che vendere Ducati non porterebbe benefici concreti a Volkswagen: il marchio ha un valore enorme, ma l'azienda è probabilmente troppo piccola per fare davvero la differenza nei conti del gruppo. Lo snellimento della struttura societaria, semmai, passerà da altre strade — e Ducati, con ogni probabilità, non sarà tra i rami tagliati. Speriamo che abbiano ragione.

Fonte: Motorrad

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 06/07/2026
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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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