Moto e auto in città: tempi di percorrenza e parcheggi a confronto
Approfondimento

Come lavorare un giorno in meno alla settimana? Andandoci in moto


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2 minuti fa - In moto il tragitto casa-lavoro è mediamente più rapido del 33% rispetto all'auto

Meno minuti nel traffico e meno spazio per parcheggiare: il rapporto ACEM misura i vantaggi delle due ruote in città
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Chi si muove ogni giorno in città lo sa: spesso il problema non è la distanza da percorrere, ma il tempo che si perde nel traffico e quello necessario per trovare parcheggio. È proprio su questi aspetti che le due ruote possono fare la differenza. A quantificarla è il rapporto The economic importance of motorcycles to Europe, realizzato da Oxford Economics per ACEM - già utilizzato per scoprire qualcosa in più su costi e inquinamento a confronto tra 2 e 4 ruote - secondo cui gli spostamenti casa-lavoro in moto sono mediamente il 33% più rapidi rispetto a quelli in automobile.

Una differenza che, tradotta in minuti, significa meno tempo trascorso in coda e più prevedibilità negli spostamenti quotidiani. Il vantaggio non è identico in tutte le città, perché dipende dalla congestione, dalla rete stradale e dalle infrastrutture disponibili, ma il dato europeo offre una fotografia interessante.

Moto contro auto: (almeno) 12 minuti risparmiati ogni giorno

In moto ''lavori un giorno in meno''In moto ''lavori un giorno in meno''

Nelle rilevazioni riportate dal documento, il tempo medio di percorrenza del tragitto casa-lavoro è di circa 26 minuti in moto, contro i 38 minuti in auto. Il vantaggio è quindi di 12 minuti per spostamento. Considerando andata e ritorno, si arriva a circa 24 minuti al giorno: una quantità di tempo che, nell'arco di una settimana lavorativa, può diventare significativa.Il report propone anche l'esempio di Bologna, dove il tempo medio indicato è di 27 minuti in moto e 43 minuti in automobile. In questo caso il divario sale a 16 minuti per tragitto.

A tal proposito io ne porto uno ancora più concreto, il mio casa-ufficio dalla Brianza a Milano. Il tempo di percorrenza in moto abitualmente è di 30 minuto, contro l'ora abbondante in automobile. Moltiplicate questa differenza per due tragitti al giorno per il numero di giorni lavorativi e avrete scoperto ''come lavorare un giorno in meno''.

Il parcheggio? Una moto occupa un quarto dello spazio

C'è poi una questione che chi guida in città conosce fin troppo bene: trovare un posto dove lasciare il mezzo. Anche qui le dimensioni giocano a favore delle due ruote. Secondo il report, un parcheggio standard per un'automobile occupa circa 11,5 metri quadrati, mentre per una moto sono sufficienti circa 2,9 metri quadrati, considerando anche lo spazio necessario per salire e scendere dal veicolo. Il rapporto è quasi di quattro a uno: in termini teorici, lo spazio occupato da un'auto può ospitare quasi quattro motociclette.

È un dato che interessa non soltanto il singolo utente, ma anche le amministrazioni locali. In una città dove lo spazio pubblico è limitato, una maggiore diffusione delle due ruote può ridurre la pressione sulle aree di sosta e liberare superficie da destinare ad altri utilizzi.

Cosa succederebbe se più automobilisti scegliessero le due ruote?

Il rapporto prova anche a stimare gli effetti di un cambiamento nelle abitudini di mobilità. Se il 5% degli automobilisti pendolari dell'Unione Europea e del Regno Unito passasse alla moto, si potrebbero risparmiare complessivamente 28 milioni di giornate di pendolarismo in termini di tempo e ridurre le emissioni di CO₂ di circa 2,6 milioni di tonnellate.

Sono proiezioni su scala europea, non la previsione di ciò che accadrebbe automaticamente in ogni singola città. Rendono però l'idea di quanto possano pesare anche piccoli cambiamenti nella scelta del mezzo utilizzato ogni giorno.

Lo studio cita inoltre una ricerca condotta in Belgio secondo cui una sostituzione del 10% delle auto con motociclette potrebbe ridurre i ritardi dovuti alla congestione fino al 40%. Un risultato da contestualizzare: si riferisce a uno specifico studio e non può essere applicato indistintamente a tutte le strade e a tutti i centri urbani.

La moto non risolve tutto, ma può essere parte della soluzione

Più moto non significa automaticamente città senza traffico. Servono infrastrutture adeguate, parcheggi organizzati, attenzione alla sicurezza e una pianificazione che tenga conto di tutti gli utenti della strada. Lo stesso rapporto ACEM invita a integrare le due ruote nei piani di mobilità urbana sostenibile, insieme al trasporto pubblico, alla bicicletta e agli spostamenti a piedi.

Il punto, quindi, non è sostituire un mezzo con un altro in ogni situazione. È scegliere quello più adatto al tragitto da affrontare. Per gli spostamenti individuali di breve e media distanza, soprattutto nelle città congestionate, la moto può ridurre i tempi di percorrenza, occupare meno spazio e alleggerire la richiesta di parcheggi. Vantaggi pratici che, messi insieme, possono migliorare la vita di chi si muove ogni giorno.

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Danilo Chissalé
Danilo Chissalé
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.

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