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Omoda Super AI Cockpit, come i 10 agenti AI sfidano Tesla eseguendo più comandi insieme


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1 ora fa - Il Super AI Cockpit esegue più comandi insieme. Quanto è sicuro?

Omoda introduce sulla 4 dieci agenti IA che eseguono più comandi insieme, superando i limiti dell'assistente Tesla.
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L’evoluzione tecnologica delle auto non è ancora finita. Anzi, con l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa molte cose cambieranno. Una di queste è legata all’interazione tra conducente e passeggeri e automobile. Fino a oggi, infatti, chiedere qualcosa all'assistente vocale della propria auto significava impartire un comando alla volta (accendi il climatizzatore, avvia la navigazione, eccetera) ma ora le cose iniziano a prendere una piega diversa. Il nuovo Super AI Cockpit di Omoda, marchio del gruppo Chery già presente in Italia con Omoda 4, è un sistema che non si limita ad ascoltare, ma agisce concretamente sui comandi dell'auto, gestendo più richieste contemporaneamente attraverso dieci agenti AI che lavorano in parallelo tra loro.

Il funzionamento è semplice da spiegare ma implica diverse complessità. Con questo sistema si può chiedere in un'unica frase di abbassare la temperatura, chiudere i finestrini, spostare il sedile e avviare la navigazione, e il sistema smista da solo le diverse richieste, eseguendole in sequenza senza bisogno di ripetere il comando ogni volta.

Come funziona il Super AI Cockpit di Omoda

Oltre alla gestione multipla dei comandi, il Super AI Cockpit punta a semplificare la navigazione, interpretando le indicazioni vaghe o i riferimenti ai punti di interesse invece di richiedere un indirizzo completo. Il sistema risponde anche alle domande sull'auto stessa, genera sfondi personalizzati per il display, sceglie la musica in base all'umore rilevato, riassume notizie e risultati sportivi, e ricorda come l'utente preferisce essere chiamato. Tra le funzioni annunciate per i prossimi aggiornamenti ci sono l'organizzazione degli spostamenti, la memoria delle conversazioni precedenti, il riconoscimento delle emozioni, la possibilità di riprodurre la propria voce, avatar digitali a forma di animale e il funzionamento anche senza connessione.

Il confronto con Tesla (con le dovute distinzioni)

L'angolo più interessante riguarda il paragone diretto con Grok, l'assistente firmato xAI sbarcato sulle Tesla all’inizio dell’anno. Grok è in grado di rispondere a domande, commentare l'attualità e persino scherzare in modalità “Unhinged”, ma non controlla le funzioni fisiche del veicolo come climatizzazione o sedili. Va precisato, però, che questa differenza non equivale automaticamente a una minore capacità tecnica di Tesla. Non è infatti da escludere che la scelta di non delegare a un'AI conversazionale il comando diretto di finestrini, sedili o climatizzazione risponda a una logica prudenziale, legata alla sicurezza e alla responsabilità legale in caso di comando frainteso, più che a un limite del software. Omoda comunque parla di un salto di categoria, passando da chatbot conversazionale a quello che l'azienda definisce un “copilota digitale”. Un approccio certamente più ambizioso, ma anche più esposto al rischio che qualcosa vada storto.

Ed è proprio questo il punto.

Delegare a un'intelligenza artificiale l'esecuzione simultanea di più comandi fisici solleva questioni a cui, al momento, è difficile rispondere. Cosa succede se il sistema fraintende una richiesta multipla e, per esempio, chiude un finestrino mentre un passeggero ha ancora la mano fuori, o abbassa un sedile mentre qualcuno si sta allacciando la cintura? Non è chiaro quali meccanismi di sicurezza intervengano per bloccare o correggere un'azione errata, né se esistano soglie di conferma per i comandi ritenuti più delicati. La vera sfida, infatti, non sarà quanto l’agente AI sarà in grado di parlare, ma quanto sarà in grado di eseguire i comandi senza sbagliare.

FONTE: Autoblog

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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