L’aria di crisi nel comparto automotive che sta attanagliando la Germania potrebbe coinvolgere anche Mercedes-Benz, che ha ventilato l’ipotesi di seguire il percorso di Volkswagen e intervenire sulla propria rete produttiva sul territorio tedesco (leggi i piani di Volkswagen).
Mercedes-Benz, stabilimenti sotto osservazione
A Sindelfingen, il responsabile della produzione Michael Schiebe ha spiegato ai lavoratori che l’obiettivo resta ''mantenere tutti i nostri stabilimenti in Germania''. Ma ha poi fatto una precisazion significativa: ''Se non saremo in grado di farlo, dovremo chiudere uno stabilimento di assemblaggio e uno stabilimento di produzione di propulsori in Germania''. L'azienda lega l'ipotesi alla necessità di una maggiore riduzione dei costi e di condizioni capaci di aumentare la produttività.

La posizione dei sindacati
La prospettiva di chiusure ha incontrato la netta opposizione di IG Metall e dei rappresentanti dei lavoratori. I sindacati non l’hanno presa bene, se vogliamo usare un eufemismo, e hanno dichiarato: «Minacciare la chiusura [degli stabilimenti] non è il modo giusto per plasmare il futuro». E ancora: «Chiunque ricorra a tali minacce deve aspettarsi la nostra ferma resistenza. Se il consiglio di amministrazione crede di poter fare pressione sui dipendenti con l'ultimatum di 'concessioni o chiusura degli stabilimenti', la nostra risposta è un chiaro 'non finché ci saremo noi'». L'azienda, in una dichiarazione riportata da Reuters, ha ribadito: ''abbiamo bisogno di condizioni quadro che stimolino la produttività in Germania'' (leggi l’articolo su Reuters).

Produzione e pressione internazionale
Schiebe non ha indicato quali impianti potrebbero essere coinvolti. Secondo il testo di partenza, Mercedes-Benz conta sette stabilimenti tedeschi dedicati alla produzione di propulsori e tre siti di assemblaggio. Il quadro si inserisce nella crescente concorrenza dei costruttori cinesi e nelle difficoltà del mercato.
Nel secondo trimestre, le vendite Mercedes in Cina sono scese del 30%, mentre la società ha registrato una svalutazione di 800 milioni di dollari sul mercato cinese. A pesare sono anche i dazi statunitensi, che nel 2025 avrebbero generato un impatto negativo di 1,1 miliardi di dollari. Non resta che attendere novità, ma le prospettive non sembrano essere delle migliori. Voi cosa ne pensate?
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.







