Sappiamo da tempo che il prossimo anno Volkswagen lancerà una city car elettrica da meno di 20.000 euro. Non sapevamo, invece, il nome. tra le diverse ipotesi c’erano sia il ritorno della storica Lupo sia quello della e-Up!. Oggi, invece, l’ipotesi più accreditata è che la piccola elettrica si chiamerà ID. Up.
La conferma, seppur non ufficiale, arriva per vie traverse. Non un comunicato Volkswagen, ma un documento del sindacato tedesco IG Metall relativo all’allocazione produttiva dello stabilimento di Emden, che avrebbe accidentalmente rivelato il nome definitivo prima ancora che la casa di Wolfsburg lo annunciasse.
Una strategia di naming ormai consolidata
La scelta si inserisce in un percorso già avviato da Volkswagen, che ha abbandonato la nomenclatura puramente numerica per le sue elettriche a favore di nomi storici. Lo stesso schema aveva già portato, un anno fa, alla trasformazione della sigla ID.2 in ID. Polo (che ha debuttato ufficialmente lo scorso aprile). Seguendo la stessa logica, non stupirebbe se in futuro anche la ID.3 diventasse ID. Golf e la ID.7 fosse ribattezzata ID. Passat.
Al netto del nome, le specifiche della futura ID. Up dovrebbero rispecchiare da vicino quelle già mostrate dalla concept ID. EVERY1. La vettura sarà lunga 3,88 metri e larga 1,81 metri, posizionandosi tra la vecchia e-Up! (3,60 metri) e la nuova ID. Polo (4,05 metri). La produzione partirà dalla metà del 2027 nello stabilimento Volkswagen di Palmela, in Portogallo.
Il nome scelto richiama direttamente la e-Up!, la prima elettrica compatta del marchio tedesco, uscita di produzione nell’autunno del 2023. Con il ritorno della ID. Up, Volkswagen sembra voler ripartire proprio da dove aveva lasciato, puntando su un nome già conosciuto dal pubblico europeo per rilanciare la propria offensiva nel segmento delle city car a batteria. Un segmento sempre più popolare nel quale l’utilizzo di un nome così familiare potrebbe rappresentare un vantaggio per Volkswagen.
FONTE: Motor.es
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




