La crisi di Porsche presenta il conto a Volkswagen. Il gruppo tedesco rivede al ribasso le previsioni di profitto per il 2026, dopo una svalutazione da 6 miliardi di euro (11,5 miliardi di dollari al cambio attuale) legata soprattutto a Porsche (controllata al 75% dal gruppo di Wolfsburg). Si tratta di un profit warning, ovvero l’avviso con cui un’azienda quotata in Borsa comunica in anticipo ai mercati che i risultati saranno peggiori di quanto previsto in precedenza, solitamente perché la guidance (le stime ufficiali di profitto o fatturato diffuse a inizio anno come riferimento per analisti e investitori) non è più raggiungibile. L’annuncio ha fatto perdere in Borsa il 5,6% al titolo Volkswagen, il 3,3% a Porsche AG e il 4,9% alla holding Porsche SE.
Le cause
Secondo il gruppo, il taglio delle stime nasce da due cause principali. Da un lato la contrazione del mercato automobilistico cinese (stimata attorno al 20%) con una domanda in caduta per i marchi di lusso stranieri. Dall’altro i dazi statunitensi, che colpiscono in particolare Porsche e ne hanno costretto la rete di concessionarie a una riduzione. Il direttore finanziario Arno Antlitz ha commentato dicendo: «Non abbiamo più tempo da perdere», aggiungendo che «non c’è alcun segno di consolidamento» sul fronte cinese.
Il marchio di Stoccarda, che negli anni scorsi veniva presentato come il segmento a maggior redditività del gruppo, aveva già chiuso un trimestre con un margine di appena l’1,1%. La transizione accelerata verso l’elettrico, unita al crollo della domanda cinese per il segmento di lusso, ha portato Porsche a rivedere i piani produttivi tanto da tagliare fino a 6.000 posti di lavoro entro il 2035. Il nuovo profit warning conferma che quella ristrutturazione, all’epoca presentata come misura sufficiente, non ha ancora arginato la crisi.
Il quadro si inserisce in una fase più ampia di difficoltà per l’intero gruppo Volkswagen, che a livello centrale ha già varato una maxi ristrutturazione con tagli e chiusure di stabilimenti in Germania. Resta da capire se il taglio della guidance sul margine, così netto, imponga ora un’accelerazione ulteriore di quei piani o se il gruppo confidi in una ripresa della domanda cinese nei prossimi trimestri, ipotesi su cui, al momento, non ci sono elementi concreti a supporto.
FONTE: Reuters
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



