Porsche si prepara ad affrontare una nuova fase della propria storia con un piano destinato a ridurre la forza lavoro e a sostenere una più ampia ristrutturazione aziendale.
Nuovo piano industriale
Alla guida della casa di Zuffenhausen c'è Michael Leiters, subentrato a Oliver Blume, che aveva ricoperto contemporaneamente i ruoli di vertice in Porsche e Volkswagen. Secondo quanto riportato da Reuters, il nuovo programma, di cui Leiters aveva già parlato (leggi il piano di ristrutturazione), entra più nel dettaglio soprattutto per quanto riguarda la forza lavoro del costruttore tedesco. Un programma che potrebbe essere illustrato ai dipendenti già nei prossimi giorni e prevedere il taglio tra i 5.000 e i 6.000 posti lavoro entro il 2035, oltre alle riduzioni già annunciate in passato.

Utili in forte contrazione
Per anni il marchio ha rappresentato uno dei pilastri economici del Gruppo Volkswagen grazie ai suoi forti profitti (leggi quanto si guadagna lavorando in Porsche). Lo scenario è però cambiato dopo il calo del 93% dell'utile operativo registrato nell'ultimo esercizio. Tra le cause vengono indicati i dazi internazionali, il rallentamento delle vendite sul mercato cinese e gli elevati investimenti destinati allo sviluppo della mobilità elettrica. La strategia delineata da Leiters punta ora a valorizzare modelli ad alta redditività come la 911, senza aumentare i volumi di vendita complessivi.

Meno elettrico, più flessibilità
Uno degli aspetti più significativi del nuovo indirizzo riguarda gli investimenti. Le ingenti somme di denaro impiegate nello sviluppo delle versioni elettriche della 718 Boxster/Cayman e del futuro modello al vertice della gamma, il SUV a sette posti K1, non hanno prodotto, e in prospettiva non sembrano poter produrre, i risultati sperati. Per questo Porsche ha deciso di rivedere il proprio approccio: sia la nuova sportiva sia il maxi sport utility non saranno esclusivamente elettrici.
Il progetto K1 adotterà infatti la piattaforma Premium Platform Combustion, compatibile con motorizzazioni V6, V8 e sistemi ibridi, segnando un'importante revisione della strategia tecnologica del costruttore.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.






