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Sai che il rotativo Mazda vinse una 24 Ore di Le Mans? Il mini film


Avatar di Lorenzo Centenari, il 25/04/26

30 minuti fa - Un documentario sul motore più folle mai arrivato sul podio della Sarthe

Il documentario che racconta come si tiene in vita il motore più folle mai arrivato sul podio della Sarthe

C'è un suono che non assomiglia a nulla di ciò che si sente normalmente in un paddock. Non è il rombo profondo di un V8, non è il fischio da turbina di un quattro cilindri sovralimentato. È qualcosa di acuto, quasi isterico, che sale fino a 9.000 giri e si porta dietro una scia di fiamme. È il canto del R26B, il quattro rotori Mazda che nel 1991 fece qualcosa che nessun Costruttore giapponese aveva mai fatto prima: vincere la 24 Ore di Le Mans.

Trent'anni dopo, Mazda Motorsports pubblica un mini-documentario di sei minuti sul proprio canale YouTube. Non è solo un video di archivio. È la risposta a una domanda precisa: come si fa a tenere in vita un motore del genere?

Un motore che non aveva fratelli

La 787B che trionfò alla Sarthe nel 1991 - stesso anno in cui debuttava la FD RX-7 stradale - non montava il classico bicilindrico 13B. Sotto il cofano c'era il R26B, un quattro rotori stimato in circa 700 cavalli in assetto gara.

I rotori in sé erano parenti di quelli usati sulle vetture di serie, ma tutto il resto era un mondo a parte: tre candele per camera invece di due (per migliorare l'efficienza di combustione), tenute di precisione ceramica, molle di tensione rinforzate per evitare quel ''chatter'' - quel rimbalzo fastidioso delle tenute sulle pareti della cassa - che affligge i rotativi stradali ad alto regime.

YouTube / Mazda MotorsportsYouTube / Mazda Motorsports

Trovare ricambi oggi è un'impresa. Fortunatamente, la natura stessa del motore rotativo aiuta: pochi componenti in movimento, usura distribuita in modo prevedibile. I grandi elementi strutturali reggono bene l'invecchiamento. Ma i meccanici non si fidano delle apparenze: durante ogni revisione misurano con cura lo spessore interno della cassa del rotore, quella esposta al calore, confrontandola con la parete esterna. Un assottigliamento eccessivo rompe la tenuta di compressione, e a quel punto il motore non è più un motore: è un pezzo da museo.

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L'unico, e forse per sempre

Mazda rimase l'unico Costruttore giapponese a vincere Le Mans fino al 2018, quando Toyota portò a casa il suo primo trionfo assoluto. Poi vennero i cambiamenti regolamentari, che resero il rotativo sostanzialmente inutilizzabile in competizione. Il marchio ci riprovò nell'IMSA — prima con un Diesel, poi con un turbo quattro cilindri — prima di ritirarsi definitivamente dalla serie dopo la stagione 2021.

Oggi l'unico programma racing Mazda rimasto è la MX-5 Cup, che è divertente e popolare, ma è un'altra cosa. Ed è proprio per questo che tenere attive le vecchie 787B diventa qualcosa di più di una questione di manutenzione ordinaria: è un atto quasi simbolico. Queste vetture ricordano cosa Mazda è capace di fare quando decide di osare davvero.

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Quanto a un nuovo rotativo sportivo - che sia una sportiva stradale o, figuriamoci, una Le Mans Prototype - i rumor ci sono sempre, ma il contesto di mercato attuale non lascia molto spazio all'ottimismo. Per ora, il R26B urla ancora nei video. E per chi lo sente anche solo attraverso uno schermo, è più che abbastanza.

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 25/04/2026
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