A Sant'Agata lo spirito competitivo è il pane quotidiano e sorprende solo fino a un certo punto, che Lamborghini chiuda il 2025 con l’ennesima doppietta da libro dei record: 10.747 vetture consegnate e 3,20 miliardi di euro di fatturato (+3,3% sul 2024), roba che neanche il miglior toro da esposizione.
Poi, però, scorri la riga sotto, quella che di solito interessa agli azionisti più che ai collezionisti, e la musica cambia: risultato operativo a 768 milioni, in calo rispetto all’anno precedente (835 milioni).
Lamborghini vende di più, incassa di più, ma guadagna un po’ meno (comunque guadagna). E come te la spieghi?

Forse il sostantivo ''dazi'' ti dice qualcosa? Ebbene sì, nemmeno Lambo, alle famigerate tariffe trumpiane, è immune. Ma limita i danni, ecco.
Dazi, ma non solo: la Casa parla anche di “scenario macroeconomico complesso” e “fluttuazioni dei cambi”. Resta in ogni caso il paradosso: Lamborghini corre come mai prima, ma il vento contrario soffia proprio sul margine, nonostante un mix prodotto più ricco (grazie Revuelto) e un Ad Personam che ormai personalizza pure l’aria nei condotti.

Stephan Winkelmann la mette sul filosofico: la forza del marchio sta nella capacità di “governare la complessità”. E in effetti, tra ibridizzazione totale, un quarto modello elettrificato in arrivo e una Temerario che promette 10.000 giri/min, la complessità non manca.
Il 2026 porterà nuove presentazioni tra Goodwood e Monterey e, probabilmente, nuovi record. Nella speranza che anche i profitti tornino in formato Toro Scatenato.



