Addio touchscreen? Perché tornano i tasti fisici sulle auto 2026
Comandi touch

La vendetta dei tasti fisici: perché il touchscreen ha "rotto" e alcune Case stanno tornando indietro


Avatar di Emanuele Colombo, il 14/03/26

20 minuti fa - Basta distrazioni: Euro NCAP prepara il conto per chi esagera con i comandi touch

Alcune Case auto fanno marcia indietro: scopri perché i tasti fisici stanno tornando su VW Golf, Hyundai Ioniq 5 e Aston Martin

Ammettiamolo, ci avevano quasi convinto. Ci hanno venduto l’idea che un abitacolo ''minimalista'', privo di tasti e dominato da un unico, enorme lastrone di vetro, fosse il futuro. Figo, pulito, tecnologico.

Ma la verità, quella che scopri al primo incrocio mentre cerchi disperatamente di abbassare il volume della radio senza far casino col clima o finire nel menu delle impostazioni del veicolo, è che ci siamo fatti fregare.

La buona notizia è che, finalmente, se ne sono accorti anche i piani alti delle Case automobilistiche e qualcuno comincia a tornare indietro. Compresi gli organi regolatori.

Lo schermo touch di una BMW - Foto di Gavin Phillips su UnsplashLo schermo touch di una BMW - Foto di Gavin Phillips su Unsplash

Più touch, più distrazioni, meno sicurezza

Per dire che la luna di miele con il tutto-touch è ufficialmente finita, forse, è ancora presto, ma se ne sono accorti ormai in molti che quella nata come una rivoluzione estetica si è trasformata in un incubo ergonomico e, soprattutto, in un problema di sicurezza.

Perché, parliamoci chiaro: distogliere lo sguardo dalla strada per tre secondi per centrare un’icona microscopica sullo schermo a 130 km/h è una follia che non ha senso, né logico né ingegneristico.

E non è molto lontana, concettualmente, dall'armeggiare col telefonino alla guida: prassi punita con multe da 250 a 1.000 € (fino a 1.400 € per recidiva), decurtazione di 5 punti (10 per recidiva) e sospensione patente da 15 giorni a 3 mesi. Anche se lo fai fermo al semaforo.

L'uso del sistema integrato dell'auto è invece tollerato dalle norme, ma i rischi sono analoghi e molti studi dimostrano chiaramente che comporta maggiori distrazioni rispetto ai cari, vecchi comandi fisici dedicati.

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La retromarcia dei giganti: da Volkswagen a Hyundai

Ultimamente sembra che qualcuno, quegli studi, abbia cominciato a leggerli: guarda cosa sta succedendo in Volkswagen... Dopo il mezzo disastro ergonomico della Golf 8 e della famiglia ID, dove persino i tasti sul volante erano a sfioramento (e li attivavi per sbaglio a ogni curva), a Wolfsburg hanno fatto mea culpa.

Sulla nuova Tiguan e sulla Passat di ultima generazione, ma soprattutto con il restyling della Golf 8.5, sono tornati i tasti fisici sul volante. E non è tutto: il celebre ''cursore'' per il volume e la temperatura sotto lo schermo è finalmente retroilluminato. Sembra una banalità, ma il fatto che prima dovessi indovinare dove fosse al buio ti fa capire quanto fossimo finiti fuori strada.

Anche i coreani di Hyundai non le mandano a dire. Il loro capo del design ha dichiarato senza troppi giri di parole che ''la gente odia il tutto-touch''. Guarda la nuova Ioniq 5 facelift: hanno aggiunto una fila di tasti fisici e una rotella vera per le funzioni che usi più spesso.

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Il lusso del ''click'' e la spinta di Euro NCAP

Il vento sta cambiando anche nella fascia alta del mercato. L'ultimo a schierarsi a favore di un ritorno ai comandi fisici è nientemeno che Jony Ive: il padre dell'interfaccia di iPhone e iPad, a cui Ferrari ha commissionato i comandi della nuova Ferrari Luce elettrica: “Il touchscreen è la tecnologia sbagliata per diventare l’interfaccia principale di un’auto”, ha dichiarato Ive.

Non a caso, se sali su una Aston Martin Vantage o su una DB12, troverai una console centrale che è un tripudio di tasti zigrinati in metallo e interruttori a bilanciere. È un piacere tattile che un vetro freddo non potrà mai restituire.

Persino Porsche, pur cedendo a molta digitalizzazione, continua a mantenere i comandi fisici sul tunnel centrale per le funzioni dinamiche. Perché quando guidi davvero, non hai tempo di navigare tra i sottomenu.

Ma c'è anche un motivo meno ''romantico'' e molto più burocratico dietro questo ritorno alle origini: si chiama Euro NCAP. Anche se il suo intervento, per ora, punta il dito su questioni marginali.

L'ente che valuta la sicurezza delle auto ha infatti deciso che, a partire dal 2026, non potranno ottenere il punteggio massimo di cinque stelle i modelli che non hanno comandi fisici per le frecce, i tergicristalli, il clacson e la chiamata d’emergenza.

Sulla nuova norma inciamperebbe la Volvo EX30, che adotta un comando touch per le luci d'emergenza, le Tesla Model 3 (Highland) e Model S/X che hanno le frecce a sfioramento sulle razze del volante.

Anche alcune Ferrari 296 GTB e SF90 hanno molti comandi di questo tipo, ma il Cavallino è corso ai ripari mettendo in vendita un volante retrofit che ripristina i tasti fisici.

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La sorpresa che arriva dalla Cina (e da Tesla)

Persino chi ha inventato lo smartphone su ruote sta iniziando a capire l’antifona. Hai presente la Xiaomi SU7, l’auto elettrica del gigante della telefonia? Beh, hanno previsto una barra di tasti fisici magnetici che puoi ''attaccare'' sotto lo schermo se non ti piace il touch.

Una genialata che la dice lunga su cosa vogliano davvero i clienti. E che dire di Tesla? Mentre Elon Musk continua a togliere tutto (persino il selettore delle marce, ora sullo schermo della Model 3 Highland), il mercato del post-vendita è esploso con accessori che aggiungono pulsanti fisici dove la fabbrica li ha tolti. Se non è un segnale questo...

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Gli ''irriducibili'' del vetro: la scommessa (azzardata?) sull’Intelligenza Artificiale

Eppure, nel bel mezzo di questa restaurazione analogica, c’è chi ha deciso di raddoppiare la posta sul digitale, convinto che il problema non sia lo schermo in sé, ma come ci interagiamo.

Il caso più clamoroso è quello di Mazda. Proprio loro, che per anni hanno fatto della ''rotella'' sul tunnel centrale un dogma di fede e di ergonomia, con la nuova CX-5 hanno compiuto un vero e proprio dietrofront: via il comando fisico, dentro un touchscreen gigante.

La filosofia? ''Non avrai bisogno di toccarlo perché l’auto ti capirà al volo''. Grazie all’integrazione profonda con le AI generatrici, i nuovi comandi vocali promettono di eliminare le distrazioni: basta dire ''ho freddo'' o ''metti quel pezzo rock che mi piaceva ieri'' per far fare tutto all'algoritmo.

Una scommessa basata sull'idea che, se il software è abbastanza intelligente, le tue mani non devono staccarsi dal volante. Un approccio affascinante, certo, ma che si scontra con la realtà: funzionerà anche quando la connessione prende male o quando a bordo c'è il caos dei bambini che urlano? Il rischio è che, nel tentativo di eliminare un tasto, si finisca per urlare contro un cruscotto che non ci capisce.

In conclusione, mettiamoci il cuore in pace: gli schermi non spariranno, sono troppo comodi per le mappe e l'infotainment. Ma la dittatura del vetro è finita. Stiamo tornando verso una situazione di maggior equilibrio dove la tecnologia fa il suo mestiere dietro le quinte e le nostre dita ritrovano il piacere di un comando che risponde con un suono secco e preciso.

Il futuro dell'auto non è tutto in un tablet, ma un abitacolo pensato per chi guida. E onestamente, non vedo l’ora.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 14/03/2026
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