Autore:
Luca Cereda
Pubblicato il 29/08/2008 ore 10:40

PAGELLONE Sebbene le sue linee non siano ancora riuscite a smuovere gli ormoni del pubblico e a regalarle un debutto col botto nel mercato, il botto vero a cui è stata sottoposta le farà riconquistare un po' di credito sul pubblico, almeno per quanto riguarda la sicurezza. La Koleos torna a casa dal "ring" dell'Euro NCAP con le lamiere piegate ma porta a "mamma" Renault una pagella di cui essere orgogliosi: 5 stelle nella protezione degli occupanti anteriori più 4 nella tutela dei bambini "seggiolonati".

COLPO IN FACCIA Prima prova: l'impatto frontale. Terminato il test, gli ingegneri tirano fuori dalla Koleos due pupazzotti quasi illesi. La scocca della Suv francese dimostra di saper attutire bene il colpo e i passeggeri non sembrano correre grossi rischi, fatta eccezione per la superficie interna dello sportello del portaguanti, minaccioso per i femori di chi siede di fronte. E' questo l'unico punto in cui la protezione è risultata marginale. Tutto liscio, poi, anche quando il colpo arriva di lato.

5 + 4 = 10 E LODE A far brillare ancor di più la prestazione della Koleos si aggiungono le quattro stelle guadagnate nella protezione del passeggero seduto sul seggiolone posteriore (alias un bambino di massimo tre anni). La Koleos diventa, così, una delle teste di serie in materia di sicurezza passiva nel segmento che l'Euro NCAP chiama "Small off-road 4x4" (i suv compatti). Come lei, solo la Ford Kuga, la Land Rover Freelander e la Volkswagen Tiguan hanno avuto lo stesso riconoscimento (5 + 4 stelle).

DA MIGLIORARE Volendo cercare il pelo nell'uovo, bisogna constatare la solita noncuranza nei confronti del pedone. Non si sa fino a che punto, nella disgrazia di un investimento, le sue sorti possano migliorare con l'utilizzo per cofano e paraurti di materiali meno lesivi in caso di impatto. E' altrettanto vero, però, che i risultati continuano a far registrare scarsi - se non inesistenti - progressi da parte delle Case. Anche la Koleos, con le sue sole due stelline, non sfugge infatti alla mediocrità generale.