Le ruote delle automobili devono conciliare due esigenze: favorire il raffreddamento dei freni e limitare l'attrito con l'aria.
Come superare il compromesso delle ruote
Le razze aperte permettono una buona ventilazione, mentre i cerchi con superfici quasi completamente chiuse offrono una migliore efficienza aerodinamica. Con un nuovo progetto, Hyundai e Kia puntano a superare questo limite attraverso una tecnologia che unisce entrambi i vantaggi (guarda un altro brevetto Hyundai). L'idea prevede alette mobili capaci di chiudere gli spazi tra i raggi quando serve privilegiare l'efficienza.

Il brevetto Hyundai con alette mobili
Il 3 novembre 2026 è stato concesso alle due aziende il brevetto statunitense n. 12.779.902 B2, relativo a una ruota capace di alternare una configurazione aperta e una chiusa. Il progetto introduce un gruppo separato dietro i raggi tradizionali, composto da un anello rotante e da alcune lamelle. Quando l'anello si muove, le pale coprono le aperture tra i raggi fissi, migliorando la resistenza aerodinamica. Quando invece tornano nella posizione iniziale, l'aria può raggiungere nuovamente i freni. I raggi strutturali rimangono sempre immobili.
Come funziona il sistema di regolazione?
Per azionare il dispositivo, Hyundai contempla diverse soluzioni: motori elettrici, sistemi idraulici o attuatori pneumatici. Tra le alternative figura anche una lega a memoria di forma, capace di modificare la propria lunghezza attraverso un'attivazione elettronica. Il movimento viene gestito da una scheda di controllo integrata nella ruota. Un componente elastico, come una molla o un meccanismo elastico, permette invece di riportare le lamelle nella posizione aperta quando l'attuatore viene disattivato. Una soluzione tecnologicamente interessante, ma potenzialmente complessa e costosa da riparare.

Meno consumi ma occhio al raffreddamento dei freni
Secondo le stime di Hyundai, alle velocità autostradali ruote e pneumatici rappresentano circa il 25% della resistenza aerodinamica di un veicolo. Ridurla potrebbe migliorare autonomia ed efficienza, soprattutto sulle auto elettriche. La chiusura delle aperture comporta però un limite: riduce la ventilazione e può favorire il surriscaldamento dei freni, soprattutto nel traffico urbano o durante le discese.
La possibilità di riaprire le lamelle diventa quindi fondamentale. Non sono ancora stati comunicati i criteri di attivazione né i benefici effettivi. Per ora si tratta soltanto di un brevetto, ma la ricerca di piccoli miglioramenti in termini di consumo e autonomia potrebbe rendere questa tecnologia interessante per il futuro. Voi cosa ne dite di questa idea? Può funzionare? Fatecelo sapere.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.




