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Ferrari brevetta un “V8” elettrico. Da fuori sembra uguale, ma non ci sono pistoni, solo motori elettrici


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1 ora fa -

Ferrari brevetta un propulsore elettrico con schema a V nel quale ogni cilindro ospita un motore elettrico al posto del pistone.

Parlare di V8 significa fare riferimento a un motore che nel corso degli anni è diventato un vero e proprio mito, un riferimento per gli amanti delle auto. Un riferimento che si è consolidato, quasi con un misto di nostalgia, con il passaggio all’elettrico. È un motore che sopravvive ancora (anzi, in alcuni casi è tornato protagonista) e sul quale Ferrari starebbe lavorando con una soluzione inedita e originale. Ma che fa discutere. Ferrari ha infatti depositato un brevetto presso l'ufficio statunitense USPTO che mostra come gli ingegneri di Maranello abbiano immaginato di portare almeno l'aspetto di quel V8 dentro un'auto elettrica: un propulsore che dall'esterno somiglia a un otto cilindri, ma al posto dei pistoni ha motori elettrici.

L’idea di questo “V8” elettrificato

Il V8 è un motore a otto cilindri disposti in due bancate inclinate, quattro per lato, che convergono su un albero comune. La configurazione a V lo rende più compatto di un otto cilindri in linea, e la sequenza di accensione degli otto cilindri produce il caratteristico suono. Quello che molti motori elettrici tentano di replicare con soluzioni artificiali.

Il brevetto depositato da Ferrari descrive un propulsore elettrico che dall'esterno somiglia a un motore V8 a combustione interna. Questa dimensione estetica è proprio l’obiettivo principale di questa soluzione. È il brevetto stesso che ne parla.

Nel documento Ferrari spiega il problema dal quale è partita: le auto elettriche, pur superiori per prestazioni, sono percepite da una parte del pubblico come prive di personalità rispetto a quelle con i motori tradizionali. Il problema diventa più evidente quando si apre il cofano. Nelle elettriche non c’è nulla da vedere. La meccanica, specialmente quella dei motori, è quasi inesistente. Quindi a rimetterci non è solo l’esperienza di guida, ma anche l’ascolto e la vista. Il brevetto prova a recuperare almeno l’aspetto visivo.

Il sistema descritto nel brevetto prevede un basamento metallico strutturato come quello di un tradizionale V8 con le due bancate inclinate che convergono verso il basso. Nello spazio che in un motore termico ospiterebbe ciascun cilindro con il suo pistone, Ferrari inserisce invece un motore elettrico indipendente.

Ogni motore elettrico trasmette la coppia attraverso un ingranaggio proprio. Tutti gli ingranaggi convergono su un pignone centrale collegato a un albero di uscita (lo stesso principio di un differenziale) che a sua volta si collega alla trasmissione come in qualsiasi altro veicolo con motore posteriore centrale.

L'aspetto esterno riprende deliberatamente quello di un V8 termico con i cavi ad alta tensione al posto dei cavi delle candele e un inverter (o modulo di controllo) al posto del distributore di accensione. Il basamento funge anche da sistema di raffreddamento, con il liquido refrigerante che circola al suo interno come in un motore a combustione.

Ha davvero senso?

La logica del brevetto è coerente con altri progetti che Ferrari (ma non solo) sta esplorando per trasferire l'esperienza del termico all'elettrico. Abbiamo recentemente raccontato del brevetto per un cambio a griglia manuale simulato e altre soluzioni di questo tipo. Tutti questi documenti condividono la stessa preoccupazione di fondo: come convincere un cliente abituato al sound, alla visibilità e alla tattilità di un motore Ferrari a innamorarsi di qualcosa che non produce né rumore meccanico né calore sotto il cofano.

Al di là delle riserve ingegneristiche (peso, complessità, efficienza) c’è da interrogarsi se abbia davvero senso inseguire un’imitazione esasperata dei motori tradizionali. Se si punta sull’elettrico è logico seguire questa strada anche da questo punto di vista. Perché difficilmente un appassionato di Ferrari storiche accetterà, in nome dell’identità e del purismo, queste soluzioni ibride che sembrano più orientate a nascondere la differenza che a esaltare l’unicità. E chi acquisterà la Ferrari Luce, la prima elettrica di Maranello, difficilmente lo farà per nostalgia del motore termico.

FONTE: CarBuzz

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 29/06/2026
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    Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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