Ferrari continua a esplorare soluzioni inedite nel campo dell'aerodinamica. Dopo il brevetto sul recupero del calore degli scarichi e le ali aerodinamiche della Ferrari Luce, il Cavallino Rampante ha depositato un nuovo brevetto che riguarda un'ala aerodinamica montata direttamente sul braccio della sospensione, capace di muoversi e posizionarsi autonomamente senza alcun attuatore, motore elettrico o sistema di controllo attivo.
Come funziona e perché è interessante

Il concetto è sorprendentemente semplice e proprio per questo interessante. L'ala è montata attorno al braccio della sospensione in modo da poter ruotare liberamente. Il suo movimento è limitato da un elemento fisico chiamato nel brevetto “abutment element” (una staffa a forma di U che funge da fine-corsa meccanico) fissata al mozzo ruota oppure alla scocca. Quando la sospensione si comprime o si estende (per esempio in curva, in frenata o sui dossi) l'ala ruota attorno al braccio e si porta automaticamente nella posizione desiderata, senza che nessun sistema elettronico debba intervenire. È la fisica a fare il lavoro.

I bracci della sospensione sono uno degli ultimi spazi ancora poco sfruttati per generare carico aerodinamico. Sono nascosti nei passaruota, vicini alle ruote, e il loro effetto aerodinamico è solitamente limitato. Aggiungervi un'ala passiva (che oltretutto si adatta automaticamente alle condizioni di guida senza aggiungere peso significativo né complessità elettronica) è una soluzione particolarmente interessante per i veicoli elettrici, dove ogni grammo può fare la differenza.
L’altro aspetto interessante è Ferrari non è il primo costruttore a esplorare questa strada. Anche Porsche ha depositato un brevetto simile che prevedeva un'ala che cambia l’angolo di attacco in base alla corsa della sospensione tramite un collegamento alla scocca. La soluzione di Ferrari è però più radicale nell'eliminare qualsiasi collegamento cinematico, affidandosi esclusivamente al fine-corsa fisico. Resta però la continuità nell’esplorare soluzioni in grado di migliorare l’aerodinamica senza dipendere necessariamente da soluzioni elettroniche.
FONTE: Carbuzz
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



