Se sei stanco di guidare un ufficio mobile che ti chiede costantemente aggiornamenti software o di navigare tra mille sottomenù solo per alzare la temperatura del clima, ti capiamo. E abbiamo una notizia per te. Facciamo due: una buona e una... meno.
La prima, è che il 2026 non sarà l'anno della capitolazione totale al digitale: sopravvivono sacche di resistenza. La seconda, è che per fuggire dai display dovrai attraversare l'oceano.
Gli irriducibili: Chevrolet Express e GMC Savana
Mentre i produttori europei e asiatici fanno a gara a chi infila più pollici nel cruscotto, negli Stati Uniti resistono due veri e propri monumenti all’analogico: il Chevrolet Express e il suo gemello GMC Savana.
Questi due furgoni sono in produzione dal 1996 — sì, hai letto bene, sono trent'anni che GM vende lo stesso progetto — e rappresentano l'unico caso al mondo di veicoli di un grande produttore ancora in vendita nel 2026 senza uno schermo di infotainment di serie, né un quadro strumenti digitale, nemmeno in opzione.

E come diavolo riescono a sopravvivere? La strategia si articola in tre mosse:
- affidabilità per le flotte: le aziende li amano perché sono facili da riparare e non hanno tecnologie che invecchiano precocemente
- il trucco della telecamera: per legge (NHTSA), anche loro devono mostrare le immagini della retromarcia; per farlo, utilizzano un piccolo monitor integrato direttamente nello specchietto retrovisore
- lusso... anni 2000: se proprio volete esagerare, potete pagare 10 dollari per visualizzare la temperatura esterna sul display del contachilometri o 200 dollari per il Bluetooth.

Aspetta, aspetta! Che non è finita qui. Non solo dinosauri...
La ribelle: Slate Auto
Se i furgoni GM sono figli del passato, la startup Slate Auto vuole essere il futuro ''analogico''. Finanziato da Jeff Bezos, il piccolo pick-up elettrico previsto per la fine del 2026 nascerà volutamente senza schermo centrale. Caso più unico che raro, a occhio e croce.

L'idea è semplice: il produttore mette il supporto, e l'utente ci incastra il proprio smartphone o tablet. Niente sistemi operativi che diventano obsoleti dopo due anni, solo la praticità del proprio dispositivo.
Perché in Europa (e in Italia) non esiste più questa opzione?
Ti starai chiedendo perché, nei nostri listini, sia ormai impossibile trovare un’auto ''nuda''. Beh, tutte le fonti indicano che l'assenza di schermi è considerata un suicidio commerciale. Per almeno tre motivi principali:
- l’oro degli abbonamenti: gli schermi sono il portale magico attraverso cui le case automobilistiche sperano di vendere servizi in abbonamento e generare profitti ricorrenti.
- costi di produzione: paradossalmente, integrare tutte le funzioni in un unico display economico costa meno che progettare, produrre e montare decine di tasti fisici e cablaggi complessi.
- il fattore ''vecchiaia'': nulla fa sembrare un’auto più datata della mancanza di un touchscreen. In un mercato come quello europeo, dove l'estetica e la percezione tecnologica sono fondamentali, un’auto senza schermo verrebbe percepita come un pezzo d'antiquariato.
In breve: se nel 2026 vuoi un'auto senza display, la tua migliore opzione rimane probabilmente un buon usato. O un biglietto sola andata per Detroit.



