Amanti del cambio manuale, brutte notizie. I modelli con la cara e vecchia leva e il pedale della frizione stanno scomparendo. Succede in Italia, succede in tanti Paesi europei e l’ultimo in ordine di tempo è l’Inghilterra, dove un tempo dominava il mercato.

Il declino del manuale
Secondo una ricerca di CarGurus, piattaforma di compravendita di auto che opera anche sul mercato italiano (guarda la homepage di CarGurus), nel 2026 saranno disponibili solo 67 modelli nuovi con trasmissione manuale, contro gli 82 dell’anno precedente in Regno Unito.
Un calo significativo che conferma una tendenza già evidente da anni. Oggi meno di un quarto delle nuove auto offre ancora il manuale, mentre il cambio automatico è sempre più diffuso tra gli automobilisti.

Il trionfo dell’automatico
La crescita del cambio automatico non sorprende: SUV, ibride ed elettriche dominano il mercato e difficilmente integrano il pedale della frizione. Su circa 300 modelli analizzati, ben 225 sono disponibili esclusivamente con trasmissione automatica.
Diversi costruttori hanno già abbandonato il manuale in Inghilterra, riflettendo una trasformazione che riguarda l’intera Europa. Le motivazioni sono tecniche e pratiche: maggiore efficienza, facilità d’uso nel traffico e migliori risultati nei test di consumo.

Il futuro per gli appassionati
Nonostante il trend, alcune sportive (guarda BMW M3 cambio manuale) e modelli accessibili continuano a offrire il cambio manuale, mantenendo viva la passione per la guida tradizionale. Tuttavia, come sottolinea Chris Knapman di CarGurus, “Negli ultimi dieci anni, il numero di auto con cambio manuale nuove si è più che dimezzato. Ma per gli automobilisti che apprezzano ancora il coinvolgimento e il controllo offerti da un cambio tradizionale, il mercato dell'usato offre ancora un'ampia varietà di opzioni”.
Una prospettiva che lascia spazio alla passione, ma guarda a un futuro sempre più automatico. Voi preferite la guida analogica del cambio manuale o quella più attuale con un bell’automatico? Diteci la vostra.






