Quando a inizio settembre sono circolate nuove foto spia della cosiddetta baby Defender con l’iconica ruota di scorta sul portellone posteriore, abbiamo sottolineato come quel dettaglio richiamasse il legame del piccolo SUV alla famiglia Defender. Ora però ci sono immagini di un altro prototipo fotografato nei test al Nürburgring nel quale non solo la ruota di scorta non c’è, ma è stata sostituita da una scatola.
Una scatola sul portellone

Il prototipo, in versione con guida a destra, ha sul portellone posteriore, incernierato lateralmente, un grande contenitore rettangolare. Questa nuova soluzione potrebbe ospitare i cavi di ricarica, come fa la Design Box della Mercedes Classe G elettrica, oppure un kit per riparare le gomme.
Le ultime indiscrezioni aggiungono anche altri dettagli. La Baby Defender elettrica arriverebbe per prima, mentre la versione ibrida in un secondo momento (come per la Range Rover GT), ma soprattutto non sarebbe plug-in, ma ibrida tradizionale. Sappiamo che la baby Defender Sport poggia sulla piattaforma EMA a 800 V. Incerto, invece, il nome (Defender Sport e Defender 80) e la data di arrivo. Alcune indiscrezioni parlano addirittura di una presentazione all’ormai imminente Salone di Parigi di ottobre, chi del debutto nel 2027. Le due cose possono comunque essere coerenti tra loro, con una presentazione quest'anno e l’arrivo sul mercato il prossimo anno.

In attesa di nuove anticipazioni o conferme ufficiali resta l’interrogativo sulla misteriosa scatola sul portellone posteriore. La ruota di scorta sul portellone è uno dei tratti più riconoscibili della famiglia Defender, e il responsabile del marchio Mark Cameron ha detto di voler mantenere il DNA della Defender. Se la scatola fosse confermata, il portellone perderebbe il suo simbolo più famoso e riconoscibile. E non è da escludere che ci possa essere chi storcerebbe il naso di fronte a questo “tradimento”.
FONTE: Carscoops
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



