Berlina elettrica a guida autonoma, dall'abitacolo futuristico che muta aspetto a seconda del programma di marcia. Video tutorial
METAMORFOSI Di giorno, quando il sole è alto e i riflessi sono rapidi, guidi tu, come se fossi a bordo di una sportiva (fuori dal) comune. Di notte, quando la stanchezza bussa alla portiera e il buio ostacola la vista, è l'auto stessa a prendere i comandi, e a riportarti a casa sano e salvo. Non prima di aver convertito il cockpit in una lussuosa cabina di business. Star del NAIAS di Detroit, Nissan IMs concept è l'essenza della guida autonoma, di quella almeno che verrà nei prossimi decenni. La propulsione elettrica e le forme futuristiche completano il pacchetto.

SCHEMA 2-1-2 Espressione massima della divisione Intelligent Mobilitydi Nissan, curiosamente (visto il trend) la IMs concept ha le sembianze di una berlina anziché di un crossover: pianale vicino a terra, abitacolo più alto del solito, ma solo per lasciare spazio al pacco batterie. A proposito di interni: caratteristica principale del prototipo in mostra al Cobo Hall è la natura bivalente del suo "arredamento". Non solo, in modalità "autonomous driving", volante e pedaliera si ritraggono: nella trasformazione entrano infatti in gioco anche i sedili, orientabili quelli anteriori, a scomparsa i due laterali posteriori, per un divanetto tripartito che muta così in una poltroncina singola, con tanto di morbidi braccioli. Ecco perché la definizione di abitacolo "2+1+2". Nel video, il suo funzionamento.

ELECTRIC POWER In materia di alimentazione, Nissan IMs concept è spinta da due motori elettrici (uno per asse) dalla potenza complessiva di 489 cv e dal valore di coppia motrice di 800 Nm. L'autonomia di oltre 600 km (622 km) è assicurata da una super batteria da 115 kWh a carica ultrarapida. La IMs non è destinata alla produzione di serie, non almeno nel breve-medio termine. Ma un giorno, sostengono a Tokyo, la mobilità verrà risolta da strumenti come questi. Cioè da berline lusso intelligenti, digitali, di design squisito.
Infaticabile mulo da tastiera, Lorenzo mette al servizio della redazione la sua esperienza nel giornalismo “analogico” (anni di gavetta nei quotidiani locali) e soprattutto la sua visione romantica dell’automobile, mezzo meccanico ma soprattutto strumento di libertà e conquista straordinaria dell’umanità. Il suo forte accento parmigiano è oggetto di affettuosa derisione ogni volta che apre bocca (e anche per questo preferisce scrivere piuttosto che apparire in video). Penna di rara eleganza, ama le coupé, un po’ meno i Suv coupé. Ogni volta che sale a Milano, si perde.















