Test Drive

Micra C+C 1.6


Avatar Redazionale , il 31/01/06

15 anni fa - Metà coupé, metà cabrio e metà pick up

Quindici giorni con la Micra trasformista: metà coupé, metà cabrio e metà pick up. Brillante quanto basta, ben dotata e tutto sommato a buon mercato. Potrebbe far cadere in tentazione. Specialmente il gentil sesso.

METALLO NON METALLO

Nel 1994 la Mercedes SLK ha inaugurato uno dei trend più in voga sul mercato europeo: le coupé cabriolet con tetto in metallo. Quadratura del cerchio che consente agli amanti della guida en plein air di non temere gli effetti negativi, più che altro psicologici oramai, del tetto in tela.

FENOMENO DURATURO

Oggi le coupé cabriolet sono un fenomeno diffuso e duraturo. E duraturo dovrebbe anche essere il sistema che consente alla piccola Nissan di scoperchiarsi. La trasformazione è stata eseguita da Karmann, autorità e nome storico nello scoperchiamento delle auto, al punto da essere citato nelle bandelle sottoporta.

TRASFORMISTA!

La Micra è un'auto dalla linea personale, anche se si intravede una lontana ispirazione alle forme del New Beetle e alle auto fumettose tanto amate nella terra del sol levante. In questa versione trasformista, metà cabrio, metà coupé e con un bagagliaio da ..pick up, la Micra acquisisce ancora maggiore personalità. Il che non vuol dire necessariamente essere belli.

LIEVITATA

Le forme sembrano ulteriormente lievitate rispetto alla base di partenza e il parabrezza molto inclinato e prolungato come su tutte le CC, salta subito agli occhi. Dall'interno opprime un po'. Il tetto in vetro poi, esclusiva della categoria, fa sì che l'abitacolo sembri una bolla appoggiata sulla carrozzeria. Il posteriore conserva i fanali della berlina, per il resto è completamente diverso, molto old style, ma non riesce a risolvere e mimetizzare del tutto i tipici sederi da CC. Ovvero alti e un po' ingombranti.

PIACENONPIACE.

A molti piace, a molti non piace per niente, altri rimangono perplessi. I machi rimproverano una certa mancanza di grinta per le linee troppo tonde. Il gentil sesso apprezza di più ma con riserva. Abbiamo provato a sottoporla al giudizio democratico di amiche, colleghe, mamme e nonne. Sono stati usati aggettivi che vanno da carina, simpatica a... ciccia!

MAKE UP SPORTIVO

Quel che salta all'occhio dei più attenti è un trattamento estetico sportivo, con i fari anteriori bruniti, cerchi in lega da 16 pollici dall'aria forse troppo aggressiva in un contesto un po' old fashion. Anche i sedili contenitivi sembrano più da piccola bombetta sportiva che da sfilata sul lungomare. Ma sono comodi e trattengono bene.

CONTA FINO A VENTI

Iniziamo dal tetto. La Micra C+C è veloce anche a spogliarsi. Neppure il tempo di contare fino a venti e si toglie il cappello, qualcosa in più per rimetterselo. Basta tenere premuto il pulsante sul tunnel centrale. E il godimento è assicurato. Mentre fa strip tease sembra quasi un robot più che un'automobile.

BEN DOTATA

Nell'uso di tutti i giorni si apprezza una dotazione ricca di gadget, utili e meno utili, che poco hanno a che vedere con la categoria di appartenenza. Molto, quasi tutto è di serie, almeno nella versione 1.6 disponibile solo in allestimento Tekna: sedili misto pelle tessuto anche riscaldabili, clima elettronico, computer di bordo, radio con caricatore da 6 cd in plancia e relativi comandi al volante (in pelle). Ma anche ESP, pneumatici 185/60 su cerchi da 16 pollici. E la chiave elettronica a cui noi continuiamo a preferire quella tradizionale.

SUPERCAPIENTE

I tetti in metallo non saranno da puristi, appesantiranno l'auto più del tetto in tela; il parabrezza sarà forse allungato a dismisura, ma quanta comodità. Sembra davvero di avere due auto. E in più il bagagliaio è davvero supercapiente. Anche aprendo il tetto rimane comunque uno spazio accettabile, dove riporre comodamente due trolley da aereo.

DI FORTUNA

Certo i posti dietro sono davvero di fortuna, roba da bimbi piccoli. Ma intanto i posti, magari per un'emergenza, ci sono e altre concorrenti non li hanno. E alla bisogna lo spazio dietro i sedili torna comunque comodo per metterci al volo la 24 ore, la spesa, la sacca da tennis....

DA -9 a +15

Nei giorni della nostra prova la Micra è stata sottoposta ad una discreta escursione termica. C'è stato il grande freddo. Andando in montagna abbiamo anche letto -9 sul termometro di bordo. Non proprio il tempo ideale per viaggiare a cielo scoperto. Eppure sembrava di avere una berlina come le altre. Con la possibilità di guardare la luna dal tetto in vetro. Negli ultimi giorni, complice una puntata in Liguria e un po' di sole ci siamo tolti lo sfizio di scoperchiarla. La protezione dal vento è buona e la Micra regala ovviamente il meglio di sé.

MOTORINO DA CORSA

Il millesei da 106 cavalli sa il fatto suo. Frulla bene agli alti regimi e contrariamente a molti colleghi non regala mai l'impressione di essere soffocato. Anzi. Tanto che quando si trovano motori così ci si ricorda che in fondo anche i benzina non sono male, e forse non è sempre il caso di decantare le lodi dei turbodiesel. Il piccolo sportivo di casa Nissan, neppure si credesse di essere su una 350Z, regala fluidità e grinta inaspettate fino ai 7000 giri.

RUMORE DA CORSA

Il prezzo da pagare è una certa rumorosità, a tratti troppo elevata, dovuta sia ad un'insonorizzazione perfettibile che agli alti regimi a cui gira, complici le marce relativamente corte. Meno male che l'hi-fi adatta da solo, che gentile, il volume....

PARCA BEVITRICE

Inoltre la Micra si è rivelata parca bevitrice in rapporto alle prestazioni. Il computer di bordo, un filo ottimista, ha segnalato un consumo medio di 15 km litro nell'uso misto. Con una certa tendenza a peggiorare. Ma anche guidata con piede molto pesante la Micra rimane attorno ai 10 km/l, e considerate le prestazioni brillanti per la categoria non è male.

CAMBIO E STERZO

Il cambio non invita alla guida sportiva, pur non lamentando difetti, lo sterzo invece è sufficientemente pronto e consistente fra le mani. E soprattutto riesce a trasmettere l'idea al guidatore di cosa sta succedendo sulla strada.

MORBIDOSA

L'assetto rispecchia le linee paciose ed è morbidoso. La Micra si rivela comunque sempre affidabile, anche fra curve e curvoni. Difficile farla scomporre a meno di guidare come degli sconsiderati. E poi a quel punto c'è sempre l'ESP. Per la cronaca la C+C ha superato a pieni voti anche la prova Serravalle tra Milano e Genova, affrontando le curve se non sveltissima, senz'altro sicura.

SCELTA OBBLIGATA

Dando un occhiata al listino ci si accorge che la differenza tra la 1.4 e la 1.6 è risicata, a parità di dotazioni. Basta aggiungere ESP e qualche dettaglio per pareggiare le dotazioni e la differenza di prezzo si annulla. La cubatura più grande diventa quasi una scelta obbligata.

SOFT DISCOUNT

In fondo, per poco più di 18.000 euro vi portate a casa una CC trasformista ma anche ben dotata e con un motorino brillante. Se non vi aspettate una spider sportiva, un'auto da macho o che piaccia a tutti potrebbe essere una buona scelta. Dipende se siete inclini al compromesso, con tutti i vantaggi e gli svantaggi del caso. E se viaggiate prevalentemente, al massimo, in due.
Pubblicato da Luca Pezzoni, 31/01/2006
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