Prova

Peugeot 206 CC 1.6 HDi


Avatar Redazionale , il 08/05/05

16 anni fa - Quattro anni dopo arriva il diesel.

Quattro anni dopo anche per l'enfant terribile in tanga arriva il motore diesel: un bel 1.6 HDi con filtro antiparticolato FAP. Per le vasche sui lungomare estivi o le scorribande vacanziere en plein air senza sensi di colpa. E senza l'ansia del serbatoio che si prosciuga.

PSICANALISI Una cabrio diesel? In teoria non dovrebbe esserci niente di strano. Eppure, ancora oggi, il common-rail su una vettura scoperta rischia di diventare un evento. Che sia una questione psicologica? Potrebbe anche darsi, non si capisce infatti per quale motivo non dovrebbero esserci le versioni a gasolio, ma la cosa fa ancora notizia. Come con l'ultima arrivata in ordine di tempo, la più diffusa delle Coupé-Cabrio, che a quattro anni dalla nascita si adegua al mercato e si propone finalmente con una motorizzazione diesel.

SECONDA GENERAZIONE La scelta Peugeot è caduta sul famoso millesei PSA/Ford, common-rail di seconda generazione, uno dei gioiellini della atuale tecnologia a gasolio insieme al Multijet Fiat/Opel. La sigla completa dice già tutto: "1.6 HDi 16v FAP Euro 4", un quattro cilindri in alluminio già presente sulle Peugeot 206, 307 e 407 con testata a 16 valvole, doppio albero a camme in testa, distribuzione a bilancieri e punterie idrauliche.

OVERBOOST La cilindrata esatta è di 1.560 cc, sovralimentata con un turbocompressore Garret GT 15 a geometria variabile che consente al quattro cilindri Peugeot di sviluppare 110 cv di potenza massima a 4.000 giri, e una coppia massima di 240 Nm a 1.750 giri, la vera ciliegina sulla torta per quest'auto con doppia personalità. Non solo, grazie a un sistema overboost, che in determinate condizioni arricchisce la camera di scoppio di aria e gasolio, la coppia sale fino a 260 Nm portando ancora più pepe alla 206 CC.

SENSI DI COLPA Ultima chicca, il filtro antiparticolato FAP, brevetto PSA, che cattura il particolato e lo brucia riducendo la quantità di ossido d'azoto fino a comprenderlo nei limiti stabiliti dalle norme Euro 4. Ma ciò che è più importante, riducendo quel senso di colpa che gli amanti della natura, come i clienti di questo tipo di vetture, si portano dietro de sempre.

DUE PIU' DUE Fin qui le novità, perché il resto della 206 CC non cambia, lasciando intatto quel concentrato di originalità e trasgressione stilistica che ha fatto la sua fortuna. Il tetto che scompare o riappare in 20 secondi, la struttura compatta che in soli 3,83 metri offre due posti comodi più altri due posteriori più simbolici che pratici (salvo guidare col il volante a contatto di sterno), restano immutati.

TUTTO FUORI Non c'è ruota di scorta, sostituita da due bombole antiforatura impacchettate a lato bagagliaio, ed è un bene se si deve viaggiare. Il bagagliaio in versione coupé offre 410 litri complessivi e anche a tetto aperto lascia spazio per un borsone sportivo da 175 litri. Nel caso, le eccedenze possono trovare posto all'esterno, sopra il cofano posteriore, attraversato da nervature orizzontali e da due maniglione alle estremità per fissare meglio eventuali borse e valige.

COMPATTA Per i due che viaggiano davanti non ci sono comunque grossi problemi di comfort da superare. Le misure sono quelle di una compatta (è sei centimetri più corta della 206 berlina); i sedili avvolgenti sono bassi, ma se lo fossero ancora di più si eviterebbe di ritrovarsi con il parabrezza quasi a contatto di testa quando si è mediamente alti e si scoperchia il tetto.

TAGLIO SPORTIVO L'interno ha una caratterizzazione sportiva, con i sedili avvolgenti, il nero come colore base e piccoli particolari, come la pedaliera traforata, che richiamano vetture di prestazioni ben più alte della 206 CC HDi. Di serie è disponibile il controllo dinamico della stabilità (ESP) disinseribile, la ripartizione della coppia frenante (ESBS) in funzione delle condizioni di aderenza di ogni ruota, la funzione antipattinamento (ASR) e il controllo dinamico della stabilità (CDS).

DI SERIE La dotazione comprende inoltre Abs, airbag frontali e laterali, immobilizzatore, servosterzo, alzacristalli elettrici, volante e sedili anteriori regolabili in altezza, vetri azzurrati, climatizzatore (automatico nella versione classica) con ricircolo aria e filtro antipolline, retrovisori elettrici sbrinabili, radio hi-fi, cerchi da 16".

SENZA NOME Due gli allestimenti: Quicksilver, il più economico, con interni in tessuto e carrozzeria in grigio metallizzato (19.470 euro di listino, ma 18.000 in offerta lancio) mentre con 1.200 euro in più (20.670 in totale) si passa alla versione più lussuosa alla quale però non è ancora stato dato un nome.

SOSPENSIONI L'assetto è lo stesso della versione benzina da due litri della 206 berlina, con sospensioni adattate al maggior peso della CC ma sempre con un avantreno pseudo McPherson e un retrotreno a bracci tirati con due barre di torsione e barra antirollio. Accorgimenti che, come con la 206 berlina, offrono grande stabilità e piacere di guida.

VIA COL VENTO Il 1.6 HDi porta infatti una ventata di freschezza in più alla CC, ma soprattutto una rumorosità contenuta, che non disturba anche durante la guida a tetto scoperto. L'effetto tagliaerba è mitigato da insonorizzazioni adeguate all'uso e solo il fruscio del vento disturba le chiacchiere a cielo aperto o il godimento musicale dell'impianto stereo a nove casse. Il parabrezza inclinato e alto protegge abbastanza bene i due passeggeri anteriori, ma chi sta dietro deve adeguarsi ai vortici d'aria.

SUBITO ALLEGRA Quanto alle prestazioni, il 1.6 HDi sorprende per la prontezza di risposta sin dai primi giri del motore. A 1750 giri, che si potrebbero far corrispondere a una velocità di 30 km/h, il motore è in coppia massima e le ripartente anche in terza non temono buchi di potenza. Già a 1.500 giri il valore di coppia è comunque vicino al massimo e sul misto delle strade delle vacanze guidare diventa davvero uno spasso.

CONSUMA POCO La rapportatura delle marce è corta nelle prime due, ma già la terza è sufficiente per guidare anche nel traffico senza smanettare sulla leva del cambio. Il massimo rendimento del motore non è poi molto in alto: a 2.400 giri ci sono le condizioni migliori e se si gioca con le marce per restare attorno a questo valore anche i consumi ne beneficiano. In media la Casa dichiara percorrenze di 20 km/l, che possono scendere a 16,6 in città, o salire a quasi 24 km/l in autostrada.

PIEDI PESANTI In Peugeot hanno comunque pensato anche a chi vuole divertirsi un po' e dare più pressione alla 206 CC: con una delle tre marce superiori inserite interviene infatti un overboost che alza automaticamente la coppia massima fino a 260 Nm donando alla 206 CC ancora più grinta. Questo succede in un arco di giri che va dai 1.500 ai 3.750 giri, oltre i quali si iniziano a sentire i primi segni di affanno dell'HDi. Più che sufficienti per togliersi sfizi sportivi senza incidere sul portafogli.


Pubblicato da Gilberto Milano, 08/05/2005
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