MotoGP, Bagnaia e Vinales: mal comune, nessun gaudio
MotoGP 2021

Bagnaia e Vinales: mal comune, nessun gaudio


Avatar di Simone Valtieri , il 17/04/21

7 mesi fa - Bagnaia e Vinales entrambi sfortunati nelle qualifiche di Portimao

L'italiano e lo spagnolo sono stati sfortunati nelle qualifiche di Portimao, e scatteranno - praticamente senza colpe - in 11° e 12° posizione
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DALLA PRIMA ALLA QUARTA FILA Sono il secondo e il quarto della classifica mondiale, e domani scatteranno rispettivamente dalla 12° e dalla 11° casella del Gran Premio del Portogallo, al termine di una sessione di qualifica sfortunatissima per motivi simili ma diversi. Parliamo, ovviamente, di Maverick Vinales e Francesco Bagnaia, titolari di ben cinque dei sette giri veloci cancellati nel corso delle qualifiche di Portimao (gli altri due sono di Luca Marini, che è però riuscito a tenersi il tempo migliore del pomeriggio). Senza errori (ma che errori?) e sfortuna, entrambi partirebbero ben più avanti: l'italiano sarebbe in pole con il tempo di 1:38.494, una cosa impressionante se si pensa che la pole di Fabio Quartararo è stata di quasi 4 decimi più lenta (1:38.862, è comunque il nuovo record della pista). Lo spagnolo, invece, sarebbe secondo, con 1:38.732.

GIALLE PER PECCO Cos'è successo? Il caso di Francesco Bagnaia lo si può riassumere con una sola parola: ''sfiga'', perché ''sfortuna'' non rende l'idea. Nei suoi due tentativi veloci l'italiano è incappato nelle bandiere gialle provocate prima da Johann Zarco e poi da Miguel Oliveira, caduti entrambi pochi secondi prima che passasse il torinese, impegnato a far tremare l'asfalto di Portimao. Non abbiamo visto i filmati nel primo caso (un 1:39.145 che appena fatto valeva la seconda posizione, ma che avrebbe comunque significato una partenza in 7° piazza), ma nel secondo le bandiere gialle sono state esposte all'esterno di un curvone a sinistra (curva 9), praticametne impossibili da vedere per il pilota. Il tempo cancellato è sacrosanto, per regolamento, ma dov'è la sicurezza se le bandiere gialle sono segnalate in punti ciechi e i piloti non rallentano? E poi, dov'è la giustizia? Pecco, se avesse potuto vedere le bandiere, con ogni probabilità avrebbe saputo del giro cancellato e si sarebbe potuto esprimere in un ultimo tentativo, essendo passato con 4 secondi di margine sulla bandiera a scacchi.

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''Il problema è stata la posizione della bandiera'', ha spiegato Pecco. ''Per me era impossibile vedere la bandiera. In quel punto si arriva da uno scollinamento e ci si sporge a sinistra per preparare la curva successiva, ma la bandiera era stata esposta a destra. Anche Luca Marini, che era davanti a me, mi ha detto di non averla vista. Mi hanno cancellato due giri in 10 minuti, oggi sarebbe stato meglio restare ai box e guardare gli altri girare. Sono il primo a rispettare le regole, e infatti mi ero accorto delle bandiere esposte per Martin (FP3) e Zarco (Q1), rallentando. Ma nella curva in cui è caduto Oliveira non si vedeva, e se l'avessi vista avrei mollato per fare un altro tentativo. In casi come questo bisognerebbe guardare le virgole. Mi spiego meglio: in qualifica tutti spingono al massimo ed è facile che si cada, ma con 15 minuti per fare 4 giri se te ne cancellano uno già è dura. Ho visto i filmati in direzione gara e si vede bene come non potessi accorgermi della bandiera, così come si vede che la moto di Oliveira non era più lì e dunque non c'era una vera situazione di pericolo. Non sono d'accordo su com'è stata applicata questa regola. Domani cercherò di recuperare posizione, anche se ormai vincere sarà complicato''.

VERDE PER MAV Discorso diverso, ma dello stesso tenore, per Maverick Vinales. Lo spagnolo si è visto annullare due giri per bandiere gialle, esattamente come Bagnaia (1:39.514 nel primo run, 1:38.990 nel secondo) ma, al contrario dell'italiano, ha potuto fare il suo ultimo tentativo, che con il senno di poi gli sarebbe valso la prima fila e - al netto della penalità di Bagnaia - anche la pole position con tanto di nuovo record della pista in 1:38.732. Peccato che con le ruote abbia pizzicato lo spazio verde all'esterno di una curva dove i nuovissimi sensori di pressione insatallati quest'anno l'hanno pescato in fallo. Peccato che, se andiamo a vedere il filmato (dal quale è stato tratto il fotogramma in alto), la gomma non sembra passare oltre la zona bianco-rossa del cordolo. Una vera beffa e un messaggio alla Dorna: va bene la tecnologia (nel tennis l'occhio di falco è anche più severo), ma quando mortifica il gesto sportivo come in questo caso, forse serve cambiare qualcosa.


Pubblicato da Simone Valtieri, 17/04/2021
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