Pubblicato il 18/04/21

VELOCITA' E STRATEGIA Appena rientrato nel Motomondiale, Marc Marquez ha subito dimostrato di non essere cambiato. Lo spagnolo ha ottenuto nelle qualifiche del GP Portogallo un ottimo sesto tempo, confermando che la classe è intatta, e si è anche reso protagonista di alcune tattiche non particolarmente gradite dagli avversari. In particolare, il numero 93 ha battezzato ripetutamente la ruota delle due Suzuki, decidendo di seguirle come un'ombra per sfruttarne la scia e strappare una prestazione migliore.

IL PRESSING SU MIR A Portimao Marquez ha iniziato nel corso della Q1, quando si è agganciato alle spalle di Joan Mir nel corso del primo run in pista, dando l'impressione di disturbare il campione del mondo in carica in alcuni tratti (video sotto). Stessa tattica quando il pilota della Suzuki è nuovamente tornato in pista per il secondo tentativo, anche se in questo caso Marquez non ha tenuto il passo. Chiestogli un parere sulla condotta di gara dell'otto volte campione del mondo, Mir ha risposto: ''Sappiamo che a Marc piace sempre fare questo tipo di giochi e il problema è che se ti fermi lui si ferma e allora possiamo creare una situazione pericolosa. È meglio spingere e basta''.

SURPLACE CON RINS Nella successiva Q2 è stato Alex Rins a sperimentare la vicinanza ossessiva di Marquez. I due sono usciti dalla pitlane fianco a fianco e per un po' sono sembrati marcarsi in attesa di capire chi avrebbe aperto il gas per primo. Abituato a questo tipo di situazioni, il pilota della Honda ha dato una prima accelerata, salvo poi accostare e rallentare per mettersi dietro alla Suzuki. Rins, che ha chiuso con il secondo tempo alle spalle del poleman Fabio Quartararo, ha messo a dura prova Marquez che all'ultima curva è finito largo: ''Marc ci stava aspettando per il secondo run e stavamo andando insieme sulla pitlane a 60 km/h. Lui è così intelligente, così furbo nel fare queste cose. A poco a poco sto facendo questo tipo di esperienza e stavo iniziando a fare un po' il suo gioco. La cosa più importante è che ci siamo rispettati e alla fine sono felice perché ho spinto forte da solo e ho fatto il tempo''.


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