La bella favola di Aleix Espargarò dell'Aprilia, vincenti in Argentina
MotoGP 2022

Aleix Espargarò, l'Aprilia e il successo che fa felici tutti


Avatar di Simone Valtieri , il 04/04/22

1 mese fa -

Il GP d'Argentina è già un pezzo di storia della MotoGP, grazie al bellissimo (e mai più meritato di così) primo successo di Aleix Espargarò e dell'Aprilia
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UNA PRIMA STORICA  La storia scritta ieri da Aleix Espargarò e dall'Aprilia Racing a Termas de Rio Hondo è meravigliosa, sotto qualsiasi punto di vista la si guardi: da quello del pilota, del team, degli avversari e anche di un mero osservatore, che ha visto per caso la gara. Aleix è un pilota di MotoGP atipico, un veterano velocissimo ma con una macchia da levare, di quelle che ti si appiccicano addosso per sfortuna, o per scelta d'amore (verso l'Aprilia) e che non vanno via facilmente: non aveva mai vinto una gara nel Motomondiale. Com'è possibile che tra i 24 piloti più forti del mondo ce ne sia uno che non ha mai vinto? A parte che, da ieri, non è più così, questo era ed è stato possibile perché Aleix è, in primis, una brava persona, un pilota serio, velocissimo, che si è sempre impegnato, che ha sempre lavorato per la squadra e che ce l'ha sempre messa tutta, non avendo mai a disposizione il mezzo tecnico adeguato. 

MERITO DI RIVOLA Ma forse ieri in Argentina qualcosa è cambiato. L'Aprilia in questi anni, grazie al duro lavoro di tutti gli uomini di Noale, e grazie soprattutto all'approdo di Massimo Rivola all'interno del box (l'ha detto subito anche Aleix, appena sceso dalla moto, ''da quando è arrivato Massimo, tutto è cambiato, Romano Albesiano ha potuto fare l'Albesiano e concentrarsi sulla parte tecnica, e tutto ha iniziato a funzionare, questa vittoria è merito suo e del team'') è cresciuta, lentamente, gradualmente, ma è cresciuta tantissimo. Presto, con questi risultati e con lo status di moto ufficiale, Aprilia non potrà più beneficiare delle concessioni della Dorna, che gli hanno permesso di fare più test dei rivali in passato, ma poco importa, perché una volta acquisita la conoscenza tecnica adeguata, si può volare e andare lontano.

NON UN CASO Che il successo degli uomini dell'Aprilia non sia frutto del caso, è evidente. Non è piovuto dal cielo, ''non è stata una gara bagnata, o vinta per il ritro di alcuni rivali'', ha sottolineato lo stesso Aleix Espargarò nel corso dei festeggiamenti post gara, ma è stato il frutto di tanto, tantissimo lavoro. E chi più di Aleix può essere l'emblema di una vittoria così bella? Un pilota che, come dicevamo, ha corso 284 gare nel motomondiale (l'ottavo più presente di sempre dopo Rossi, Dovizioso, Capirossi, Luthi, Corsi, Lorenzo e Pedrosa) senza mai (fino a ieri) salire sul gradino più alto del podio. E quella di ieri per lo spagnolo, era la 200° gara in MotoGP: conoscete qualcuno che ha festeggiato in modo migliore la sua 200° gara nella massima serie? Noi no...

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AMBIZIONI IMPENSABILI Aleix Espargarò nel 2017 ha sposato il progetto Aprilia e ci sono volute sei stagioni e 91 gare prima di conquistare, finalmente, la vittoria. Lo scorso anno con il podio di Silverstone aveva già fatto vedere che la musica stava cambiando, e oggi, in un motomondiale così clamorosamente senza padroni, dopo tre tappe si ritrova persino al comando della classifica iridata. Non sarà facile mantenere questo tenore, ma la buona notizia è che anche il suo compagno Maverick Vinales, che ancora non capisce e non ha cucita sulla pelle l'Aprilia come inevitabilmente può averla Aleix, ha fatto un'ottima gara. Segno della crescita complessiva del progetto e di un team che ha ambizioni fino a ieri impensabili.

UN PODIO FELICE Va sottolineato un altro aspetto del successo di Aleix. La gioia e la contentezza vera (e dichiarata) di pressoché tutti gli altri piloti. Il più grande degli Espargarò (il fratello Pol si è commosso con lui dopo il traguardo, nonostante la caduta e il podio sfumato) è tra i più benvoluti nel paddock e ieri sono stati tutti visibilmente felici per lui, in primis il suo compagno, e non è cosa da poco visto che nel motorsport, notoriamente, è il primo dei battuti. E invece è stato proprio Aleix a volere Maverick Vinales al suo fianco in Aprilia, proprio perché con il suo talento e la sua velocità poteva spingere il team ai più alti livelli. E che dire dello sconfitto di ieri Jorge Martin: ''Devo molto a lui, mi ha aiutato molto in passato riempiendomi di consigli, mi ha reso un pilota migliore. Io vengo da una famiglia umile, e Aleix mi ha aiutato persino dandomi parti delle moto o da mangiare quando ne avevo bisogno, sono felice che sia stato lui a battermi, andremo a festeggiare con una birra insieme''. E pure il terzo sul podio, Alex Rins, si è unito al coro: ''Sono molto felice per la sua vittoria, è una splendida persona oltre che un pilota di talento. Quando arrivai ad Andorra nel 2017 lui era lì da un paio d'anni e iniziammo subito ad allenarci insieme, ho dei bei ricordi con lui''. Insomma, una volta tanto, un podio felice.


Pubblicato da Simone Valtieri, 04/04/2022
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