Benelli BKX 125 S: prova su strada, pregi e difetti della naked A1
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Benelli BKX 125 S: la naked-motard pesarese che vuole farti dimenticare che hai solo 16 anni


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3 ore fa - Una naked-motard fuori dal coro, soprattutto nel desing. La prova

Costa poco, è di bell'aspetto ed è anche molto piacevole da guidare. La prova su strada della Benelli BKX 125 S

Quando Benelli ha tirato fuori dal cilindro la famiglia BKX, la sensazione è stata quella di trovarsi davanti a qualcosa che nella categoria 125 non si era ancora visto: da una parte la BKX 125, con vocazione adventure, ruote a raggi e tanta escursione, dall'altra, quella che ho messo sotto torchio io,ovvero la BKX 125 S, la sorella più stradale, più bassa, più ''motard'' nello spirito. L'ho presa in mano con la curiosità di chi sa che il segmento ottavo di litro, in Italia, è quasi sempre un terreno di compromessi: motori onesti ma spesso anonimi, plastiche economiche, ciclistiche ''tirate via''. Sarà così anche per lei? Scopriamolo insieme nelle prossime righe, dai che si va!

Come è fatta: design e qualità costruttiva

Benelli BKX 125 S, le forme sono a metà tra quelle di una naked tradizionale e un motardBenelli BKX 125 S, le forme sono a metà tra quelle di una naked tradizionale e un motard

Il Centro Stile Benelli di Pesaro, che ha disegnato la moto prima della realizzazione in Cina, ha lavorato bene. Se c'è una cosa che mi piace della BKX 125 S (discorso che vale anche per la sorellina adventure) è che non assomiglia a nessun'altra 125 in circolazione, e in un segmento dove spesso si copia (più o meno bene) qualche moto di cilindrata superiore, questa è già una notizia piacevole.

Il frontale è la parte che più la caratterizza: due proiettori full LED sovrapposti, affiancati da luci diurne a sviluppo orizzontale. C'è una piccola palpebra sopra la strumentazione al posto del solito plexi, una soluzione che dà carattere senza appesantire le linee e un becco appena accennato. Il look è decisamente moderno, e anche gli indicatori di direzione integrati nei paramani sono una soluzione dal gusto ''tech''. Al posteriore, come spesso capita recentemente, nelle frecce vengono integrati anche le luci di posizione e gli stop. Piace? Non piace? Io sono per la separazione, anche perché il faro posteriore è spesso elemento distintivo tanto quanto quello anteriore, ma qui si tratta di gusti soggettivi.

Benelli BKX 125 S, il faro è uno degli elementi di design più distintiviBenelli BKX 125 S, il faro è uno degli elementi di design più distintivi

Le forme sono compatte, pulite, con superfici levigate e ingombri contenuti, la coda è corta e tronca, mentre lo scarico è alto con uscita sul lato destro che fa tanto moto sportiva. La S — a differenza della sorella adventure — non ha alcuna velleità fuoristradistica e lo dichiara apertamente con le ruote in lega da 17'' e il parafango basso.

Sulla qualità dei materiali il discorso va fatto con onestà, come sempre: per la fascia di prezzo, il livello è buono. Plastiche con finiture decenti, verniciature ben fatte, saldature del telaio a vista ordinate. Non aspettatevi la cura nei dettagli di una moto da 8.000 euro, ma rispetto alla concorrenza diretta — penso a certe naked cinesi o a modelli più datati — la BKX 125 S si fa notare anche da ferma, ed è un argomento di vendita non banale per chi compra la prima moto e vuole comunque sentirsi ''a posto'' quando la parcheggia fuori dal liceo.

Motore e ciclistica: il cuore pulsante e le gambe della BKX S

Benelli BKX 125 S, il motore è migliorato rispetto a quello della LeoncinoBenelli BKX 125 S, il motore è migliorato rispetto a quello della Leoncino

Sotto al serbatoio lavora l'ultima evoluzione del monocilindrico Benelli: un 125 cc Euro 5+ raffreddato a liquido, monoalbero a 4 valvole, con misure quadre di alesaggio per corsa (54 x 54,5 mm). La scheda tecnica riporta 15 CV  a 9.500 giri/min e 12,1 Nm di coppia massima a 7.000 giri/min. Rispetto alle precedenti unità Benelli per questa cilindrata (penso alla Leoncino 125, da cui questo motore deriva), qui si registra un salto in avanti concreto: pistone più compresso, nuovi assi a camme e una gestione elettronica Bosch rivista hanno permesso di passare dai precedenti 12,7 CV a 9.500 giri agli attuali 15 CV, e dai 10 Nm a 8.500 giri ai 12,1 Nm a 7.000 giri. Sulla carta non sono numeri che fanno tremare i polsi — siamo e restiamo nella media della categoria, con il riferimento Minarelli-Yamaha a variatore di fase che resta probabilmente ancora il bechmark per la spinta ai bassi-medi regimi — ma il propulsore Benelli si è fatto valere, risultando elastico e onesto nell'erogazione.

Il cambio è a 6 marce, ben rapportate per non far girare troppo il motore in autostrada (per quanto, ovviamente, una 125 in tangenziale resti sempre un esercizio di pazienza più che di velocità).

La parte ciclistica è probabilmente il vero asso nella manica della famiglia BKX, ed è qui che si vede la differenza con tante concorrenti coetanee. Il telaio è un nuovo traliccio in tubi d'acciaio, sviluppato internamente dall'R&D di Pesaro per garantire rigidità e precisione di guida. Le sospensioni sono il vero contenuto premium: la forcella anteriore upside-down da 41 mm è completamente regolabile — precarico, compressione ed estensione — con un'escursione di 150 mm (contro i 180 mm della BKX adventure, coerentemente con l'impostazione più bassa e stradale della S). Al posteriore lavora un monoammortizzatore con leveraggio progressivo, regolabile in precarico ed estensione.

L'impianto frenante è composto da un disco anteriore da 280 mm con pinza a quattro pistoncini e un disco posteriore da 240 mm, il tutto gestito da un ABS monocanale. Le ruote sono in lega da 17'', calzate con gomme stradali coerenti con la vocazione ''motard urbana'' della moto. Il peso in ordine di marcia si attesta sui 142 kg, con la sella posizionata a circa 820 mm da terra: numeri che rendono la BKX S accessibile anche a chi non ha gambe lunghissime, un aspetto da non sottovalutare per un pubblico spesso alle prime armi. Il serbatoio da 12 litri, abbinato a consumi dichiarati intorno ai 2,4 l/100 km, promette un'autonomia teorica fino a 500 km: in un uso reale, tra città e qualche scappata fuori porta, è ragionevole aspettarsi cifre comunque generose, sicuramente sopra il necessario per non vivere col patema del rifornimento ogni due giorni.

Dotazione tecnologica

Benelli BKX 125 S, il display è semplice ed essenzialeBenelli BKX 125 S, il display è semplice ed essenziale

Qui Benelli ha scelto la strada della sobrietà, evitando di promettere ciò che poi non avrebbe potuto garantire a questo prezzo. La strumentazione è un display LCD compatto, leggibile in diverse condizioni di luce, che riporta le informazioni essenziali senza fronzoli da supercar: velocità, contagiri, marcia inserita, livello carburante, orologio. Non aspettatevi grafica a colori o connettività smartphone, anche se questi aspetti risultano sempre più importanti per i giovani.

Quello che invece c'è, e che fa piacere trovare di serie, è una presa USB per ricaricare il telefono, sempre più utile per chi usa il navigatore dello smartphone come riferimento principale negli spostamenti quotidiani.

Le mie impressioni di guida

In città

Benelli BKX 125 S, si guida con il busto erettoBenelli BKX 125 S, si guida con il busto eretto

È nell'uso quotidiano cittadino che la BKX S dà probabilmente il meglio di sé, e non sorprende: è lì che la maggior parte dei suoi futuri proprietari la useranno davvero. Il peso contenuto (142 kg) e la distribuzione delle masse molto equilibrata si sentono fin dai primi metri: la moto è leggerissima da manovrare, gira quasi su se stessa con un raggio di sterzata generoso e non intimorisce mai. Il motore, già dai bassi regimi, risponde con una progressività che apprezzo molto su una moto pensata per chi sta ancora imparando a gestire l'acceleratore: niente strappi, niente vuoti di coppia improvvisi, con la spinta che cresce in modo lineare. Il cambio richiede di essere usato spesso — il range di utilizzo più redditizio del motore va dai 5.000 agli 8.000 giri, sopra i quali la spinta tende a scemare — ma la leva è precisa, gli innesti netti, e la frizione ha un rilascio morbido che perdona anche le partenze meno fluide.

Le sospensioni, abbastanza sostenute nella taratura di base, fanno comunque un buon lavoro nell'assorbire gli ostacoli tipici delle nostre città: buche, tombini, dossi mal segnalati. Non è un tappeto volante, sia chiaro, ma per l'uso che la moto è destinata a fare il compromesso è ben calibrato. Le vibrazioni del motore si fanno sentire solo agli alti regimi, su manubrio e pedane, mentre nel traffico normale restano contenute.

In tangenziale

Qui, va detto con franchezza, la BKX S fa quello che ogni 125 fa: il suo dovere, senza miracoli. Portarla a velocità di crociera autostradale-tangenziale (intorno ai 90-100 km/h) richiede di tenere il motore vicino al fondo scala, e a quel punto le vibrazioni si fanno sentire più chiaramente. Non è un limite della BKX S in particolare, è la fisica di un monocilindrico 125 che eroga 15 CV: chi cerca prestazioni autostradali sostenute sta semplicemente guardando nel segmento sbagliato.

Detto questo, la posizione di guida lascia un po' esposti al vento, ma la stabilità ad alta velocità resta sempre rassicurante, merito di un telaio che lavora bene anche fuori dalla sua zona di comfort naturale, che resta comunque quella cittadina. Anche perché percorrendo lunghi tratti in tangenziali e auotstrade gli ottimi consumi peggiorano leggermente. 

Tra le curve

Benelli BKX 125 S, tra le curve s'apprezza l'efficacia della ciclisticaBenelli BKX 125 S, tra le curve s'apprezza l'efficacia della ciclistica

È probabilmente il capitolo che mi ha lasciato più soddisfatto. Appena la strada comincia a disegnare qualche curva, la BKX S cambia personalità e si rivela divertente in un modo che raramente associo alle 125 economiche. Il merito è quasi tutto della ciclistica: la forcella USD regolabile dà un feeling all'avantreno preciso, ben lontano dalla genericità di tante forcelle tradizionali che si trovano in questa fascia di prezzo, e il monoammortizzatore posteriore, una volta trovata la taratura giusta tramite le regolazioni disponibili, mantiene la moto composta anche cambiando ritmo o affrontando sequenze di curve veloci.

Le pieghe si affrontano con agilità e sveltezza che le moto di cilindrata superiore non hanno. Ovviamente, data la poca cavalleria, bisogna lavorare di percorrenza e scorrevolezza, doti che spesso mancano a chi parte con moto di prestazioni superiori. Insomma, questa BKX S è un'ottima palestra per imparare a guidare bene la moto tra le curve. Certo, l'impianto frenante con ABS monocanale fa il suo dovere senza eccellere — il disco da 280 mm anteriore con pinza a quattro pistoncini ha un morso adeguato, ma su una guida più ''sportiva'' si percepisce qualche margine di miglioramento, soprattutto in staccate repentine.

Conclusione e prezzo

Benelli BKX 125 S, il divertimento non manca, anche se la cavalleria non è esagerataBenelli BKX 125 S, il divertimento non manca, anche se la cavalleria non è esagerata

La Benelli BKX 125 S è una delle 125 più interessanti che mi sia capitato di provare negli ultimi tempi, non tanto per le prestazioni del motore — onesto, ma nella media — quanto per una ciclistica che raramente si trova a questo prezzo: forcella USD completamente regolabile, monoammortizzatore regolabile, telaio curato, freni adeguati. È una moto che invita a guidare, che diverte tra le curve e che in città fa esattamente quello che deve fare senza intimorire nessuno.

A 3.390 euro franco concessionario, con tre anni di garanzia e un'estetica che si fa notare anche da ferma, la BKX S si propone come una delle scelte più sensate per chi cerca la prima moto vera — non un ripiego, ma qualcosa che si guida con piacere anche dopo i primi mesi di patente A1, quando la voglia di divertirsi comincia a farsi sentire davvero.

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Pubblicato da Danilo Chissalè, 28/06/2026
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Danilo Chissalé
Danilo Chissalé
Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.

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