Batterie ibride: il concept di moto elettrica Nawa Racer
Moto elettriche

Nawa Racer: un concept elettrico per il CES 2020


Avatar di Claudio Todeschini , il 20/12/19

1 anno fa - Batterie ibride: il concept di moto elettrica Nawa Racer

Al prossimo CES di Las Vegas verrà presentata la concept Nawa Racer, con batterie "ibride" capaci di surclassare quelle tradizionali. Ecco come funzionano

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UN SETTORE IN CRESCITA Il potenziale dei veicoli elettrici è ancora tutto da scoprire: quello che stiamo vedendo in questi anni, e quello che vedremo nei successivi saranno cose molto diverse tra loro. Il settore delle batterie, in particolare, è destinato a cambiare ed evolversi, alla ricerca del miglior compromesso tra prestazioni, durata, potenza e sostenibilità, fattori che oggigiorno non sempre vanno d’accordo.

BATTERIA IBRIDA Nawa Technologies, specialista in questo ambito, presenterà al prossimo CES di Las Vegas (che si terrà a gennaio) un prototipo a due ruote che monta una soluzione inedita per il mondo della mobilità elettrica: una batteria “ibrida”. La tecnologia sviluppata da Nawa Tech, inglobata nei suoi ultracondensatori (letteralmente, da “ultracapacitor”), offre dieci volte la potenza e cinque volte l’energia prodotta dalle normali celle a ioni di litio, che oggi sono considerate le batterie più performanti in circolazione. La moto Nawa Racer si ispira, nel design, alle cosiddette “café racer” che andavano per la maggiore a Londra negli anni Sessanta: due ruote compatte, potenti e leggere usate - appunto - per spostarsi rapidamente da un café all’altro, con uno stile e un approccio perfetto per le congestionate città moderne.

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CARICA ULTRARAPIDA Gli ultracondensatori sono in grado di caricarsi e scaricarsi nel giro di pochi secondi, di accumulare energia dalle frenate e trasmetterla al motore molto più rapidamente, e di fare tutto questo milioni di volte senza degrado delle prestazioni. L’ibrido che definisce le batterie di Nawa sta nel fatto che questo sistema è accoppiato alla tradizionale tecnologia a ioni di litio, comunque molto efficiente. Uno degli effetti positivi di questo sistema è la durata, che risente molto meno del decadimento di prestazioni legato ai continui cicli di ricarica.

Nawa Racer: tecnologia ibrida per le batterie di questa moto elettrica Nawa Racer: tecnologia ibrida per le batterie di questa moto elettrica

ULTRA-VERSATILITÀ Gli ingombri della soluzione ibrida di Nawa sono dimezzati rispetto ad accumulatori di pari potenza: questo vuol dire che a parità di spazio occupato si può raddoppiare l’autonomia; parimenti, a parità di autonomia si può guadagnare spazio prezioso. E questo vale soprattutto nel caso delle automobili. Perché, manco a dirlo, il sistema ibrido di Nawa non si applica solo alle moto, ma al mondo della mobilità elettrica in generale: la scelta di presentare il prototipo Nawa Racer è puramente estetica, e da questo punto di vista non ci sentiamo di dar torto all’azienda inglese. 

ULTRA-AUTONOMIA Qualche dato tecnico: il recupero di energia in frenata degli ultracondensatori di Nawa si aggira intorno all’80%, contro il 30% che è possibile ottenere oggi, e questo ha permesso agli ingegneri di montare sulla Racer una batteria di “soli” 9 kWh. Il sistema, chiamato NawaCap e montato al posto del serbatoio della benzina, ha una potenza di 0.1 kWh e pesa solo 10 kg: unito al telaio in fibra di carbonio e i pannelli in materiale composito, permette alla moto di pesare solo 150 kg, contro i circa 200 di una moto elettrica tradizionale. L’autonomia dichiarata è di 150 km su percorso misto, ma è in città che la Racer riesce a dare il meglio di sé: la sua capacità di gestire così bene frenate e ripartenze permette di raddoppiare l’autonomia nel traffico cittadino. L’impianto NawaCap si ricarica in due minuti e le batterie raggiungono l’ottanta percento di carica in un’ora (collegate a una presa domestica). Il motore produce 100 CV secchi, scatta da 0 a 100 km/h in meno di tre secondi e raggiunge la velocità massima di 160 km/h. Il NawaCap supporta le modalità “Race” per uno scatto bruciante quando serve, ed “Eco” per massimizzare il recupero di energia.


Pubblicato da Claudio Todeschini, 20/12/2019

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