Oltre 200 CV e quasi 300 km/h per moto nate per il turismo. È la trasformazione alla base della FIM Harley-Davidson Bagger World Cup, il campionato che ha debuttato nel 2026 nei weekend della MotoGP. Un progetto nel quale anche le sospensioni hanno richiesto uno sviluppo specifico, seguito da Andreani Group.
DA BAGGER A MOTO DA CORSA

Le Road Glide utilizzate nella Bagger World Cup derivano dalla piattaforma Grand American Touring di Harley-Davidson, ma sono state modificate in diversi aspetti per affrontare la pista: telaio, sospensioni, freni, elettronica, peso e aerodinamica.
Le moto da gara dichiarano potenze superiori ai 200 CV e velocità vicine ai 300 km/h. Numeri molto lontani da quelli che ci si aspetterebbe da una bagger destinata ai viaggi, che rendono interessante soprattutto il lavoro necessario per adattarne il comportamento alla guida in circuito.
Andreani ha seguito la parte relativa alle sospensioni, lavorando con i team, i piloti e la Factory Harley-Davidson all'interno di un campionato monomarca Öhlins. La messa a punto ha riguardato soprattutto sostegno, controllo, trazione e gestione dei trasferimenti di carico.
SVILUPPO DIRETTAMENTE IN PISTA
Le regolazioni sono state definite e aggiornate anche durante i weekend di gara, in funzione dei diversi circuiti e delle indicazioni raccolte dai piloti. La prima stagione si è sviluppata su sei appuntamenti tra Nord America ed Europa, tutti inseriti nei programmi dei weekend MotoGP. Il titolo inaugurale è andato ad Archie McDonald, davanti a Eric Granado e Oscar Gutiérrez. Quarto Andrea Iannone.

Per Andreani, il primo anno è servito soprattutto a raccogliere dati e informazioni sul comportamento delle moto e a lavorare sullo sviluppo delle sospensioni insieme ai diversi team e alla Factory Harley-Davidson. La Bagger World Cup è quindi ancora agli inizi e il prossimo campionato potrà rappresentare un'ulteriore fase di sviluppo per queste particolari moto da corsa.
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Un talento naturale, nel senso che si è ritrovato a seguire la sezione Moto dopo aver svolto in passato ogni mestiere immaginabile, tranne quello di web editor. Ad aiutarlo, un amore smisurato per tutto ciò che gira attorno alle due ruote, oltre a una contagiosa simpatia e a una professionalità esemplare, che in breve tempo hanno contribuito a fare di Danilo un personaggio amato da colleghi e appassionati. Presto o tardi, il volume della musica che ascolta in cuffia mentre scrive le sue prove ne farà un centauro sordo più di uno scarico privo di Db killer.



