Molte auto ibride plug-in sono state vendute come ponte verso l’elettrico. Ma, di fatto, vengono guidate come normali auto a benzina. Un problema noto nel settore auto che ora viene riconosciuto come tale da Nicole Melillo Shaw, capo di Volvo UK, in un’intervista rilasciata ad Autocar in cui la dirigente spiega la strategia con cui la casa svedese vuole correggere questo comportamento.
«La sfumatura importante qui non è il numero di ibride che vendiamo: è se le persone le guidano davvero come ibride, e non semplicemente come un’auto a benzina», ha dichiarato Melillo Shaw. «In passato, quando l’autonomia dei plug-in era molto bassa, i guidatori le ricaricavano raramente. Volvo ha investito molto per garantire che le nostre ibride offrano un’autonomia lunga, così che le persone possano usarle come previsto. Solo così diventano un vero ponte verso l’elettrico».
Il problema dell’autonomia
Il ragionamento di Melillo Shaw parte da un dato tecnico preciso. Le attuali versioni plug-in di XC60 e XC90 offrono un’autonomia massima in elettrico di circa 50 miglia, poco più di 80 km. Una cifra che sulla carta può bastare per gli spostamenti quotidiani, ma che nella pratica scoraggia molti proprietari dal ricaricare regolarmente. Se la batteria si esaurisce dopo pochi chilometri e il motore a benzina interviene comunque spesso, l’abitudine a collegare l’auto alla presa tende a svanire in fretta.
La nuova XC70 punta a rompere questo schema con un’autonomia dichiarata di 124 miglia, circa 200 km. Si tratta di oltre il doppio rispetto ai PHEV Volvo attualmente in listino nel Regno Unito, anche se va precisato che il dato arriva dal ciclo di omologazione cinese CLTC, storicamente più generoso di quello europeo WLTP. Convertita ai nostri standard, l’autonomia reale scenderebbe probabilmente attorno ai 176 km.
La scelta di Volvo
I dati di vendita UK aiutano a capire perché Volvo stia insistendo così tanto su questo fronte. Le vendite di elettrico puro nel Regno Unito sono cresciute in modo significativo, passando da 4.556 unità nel 2022 a quasi 18.000 nel 2024, con 9.000 unità già nei primi sette mesi del 2026. Nonostante questo progresso, i modelli a benzina restano però nettamente più popolari, rappresentando circa il 75% delle vendite del marchio nel Regno Unito quest’anno (31.000 unità), di cui quasi 7.000 proprio ibride plug-in.
Sono numeri che raccontano un’adozione dell’elettrico più lenta delle attese, e proprio per questo Melillo Shaw ha chiesto un “reality check” sugli obiettivi del mandato ZEV britannico, attualmente in fase di revisione da parte del governo.
Anche il prossimo restyling della XC60 introdurrà un’opzione PHEV a lungo raggio, con una batteria in grado di più che raddoppiare l’attuale autonomia elettrica del modello. Volvo punta quindi sull’aumento dell’autonomia elettrica per rendere i PHEV più utili nella vita quotidiana e, soprattutto, per incentivarne un utilizzo realmente elettrico. L’obiettivo è fare delle ibride plug-in un passaggio concreto verso l'elettrico, non soltanto una soluzione intermedia sulla carta.
Da oltreoceano ci sono esempi di come questa strategia potrebbe funzionare. Abbiamo raccontato di come l’aumento della capienza delle batterie degli EREV cinesi porti gli automobilisti a usare quelle auto completamente elettriche. Pur non acquistando un’auto 100% elettrica, non utilizzano il motore aggiuntivo presente negli EREV.
Un segnale incoraggiante per la scommessa di Volvo. Se l’autonomia elettrica cresce abbastanza, l’abitudine a guidare in elettrico può davvero diventare la norma e i modelli ibridi fare davvero da transizione verso i motori elettrici.
FONTE: Autocar
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




