In Cina gli EREV sono nati per rispondere al timore di restare a piedi con la batteria scarica, senza una colonnina nei paraggi. All'inizio degli anni 2020, quando la rete di ricarica non era ancora così capillare e i cali di autonomia in inverno nel nord del Paese scoraggiavano l'elettrico puro, Li Auto ha reso popolare la tecnologia del range extender (un motore a benzina non collegato alle ruote, usato solo come generatore per ricaricare la batteria). Una tecnologia che ha convinto così tanto che dopo Li auto l'hanno adottata anche BYD con la Yangwang U8, poi Aito, Deepal, Avatr, Voyah e Xpeng, fino a diventare uno dei segmenti più dinamici del mercato cinese.
Da lì è partita anche una corsa parallela, quella delle batterie sempre più grandi. Se nel 2025 un’auto EREV montava mediamente un pacco da 60 kWh per circa 400 km di autonomia elettrica, nel 2026 alcuni modelli hanno già superato le migliori elettriche pure in termini di capacità, con batterie da 75-80 kWh e oltre 500 km di autonomia (nel ciclo CLTC).
Il risultato è un paradosso che oggi la stessa industria cinese fatica a ignorare. Il motore a benzina, comprato dai clienti per sentirsi al sicuro, resta ormai inutilizzato, ma la cui sola presenza basta a far comprare il biglietto. Secondo un sondaggio ripreso dal portale cinese Donews, oltre il 90% dei proprietari di EREV li utilizza di fatto come veicoli completamente elettrici, con il 70% che fa rifornimento meno di una volta ogni sei mesi. Va precisato che si tratta di dati riferiti all'anno scorso, quando le batterie erano ancora molto più piccole di quelle attuali.
Una corsa alla batteria più che alla tecnologia
Perché allora i costruttori continuano a montare un piccolo generatore a benzina che quasi nessuno usa davvero? Secondo Donews si tratta di una vera e propria operazione di marketing sulla capacità delle batterie. In un mercato dove l'ansia da autonomia è uno dei motivi per cui scegliere un’auto e nel quale la rete di ricarica non sempre è affidabile, il motore a benzina funziona come una sorta di ancora di salvataggio psicologica. Anche chi sa razionalmente di non percorrere mai 1.000 km in un solo giorno, di fronte all'idea di restare a piedi prova comunque un certo disagio.
Non tutti, però, accettano questa situazione. Deng Chenghao, CEO di Deepal Auto, ha detto che secondo lui un range extender con 400-500 km di autonomia elettrica è «inutile» e i clienti sarebbero meglio serviti da un'elettrica pura con batteria più piccola e prezzo più basso.
FONTE: CarNewsChina
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



