Volkswagen (guarda la homepage di Volkswagen Italia) sta facendo fronte a una fase complessa pesantemente segnata dai dazi statunitensi, dalla concorrenza asiatica, dal calo della domanda europea e dalle attuali tensioni geopolitiche.
Strategia globale per affrontare la fase difficile
In un’intervista a Manager Magazin, Oliver Blume, CEO del gruppo tedesco, ha indicato la linea dei prossimi anni: ridurre i volumi produttivi e aumentare l’efficienza industriale (leggi l’intervista di Oliver Blume). L’obiettivo è portare la capacità complessiva da oltre 12 milioni di veicoli l’anno a circa 9 milioni.
Una scelta che nasce dall’evoluzione del mercato e da uno scenario profondamente cambiato rispetto al periodo pre-pandemia. “Le pianificazioni del passato sono irrealistiche nell’attuale scenario competitivo”, ha ammesso il numero uno del gruppo.

Produzione in calo e focus sui costi
La crisi del settore impone scelte rapide. In Europa la riduzione colpirà soprattutto i marchi Volkswagen e Audi, con un taglio di circa un milione di unità entro il 2028.
Una dinamica simile è già partita in Cina, confermando un ridimensionamento su scala mondiale. Per il manager tedesco il tema non riguarda solo le vendite, ma anche il peso economico degli impianti scarsamente utilizzati. Le fabbriche con capacità in eccesso incidono infatti sui conti del gruppo. Per esempio, il problema interessa gli impianti di Emden e Zwickau, oggi lontani dal pieno utilizzo.

Lavoro, alleanze e progetto futuri
Parallelamente al contenimento dei costi, il piano industriale prevede l’uscita di 50.000 lavoratori nel mondo entro il 2030, di cui circa 35.000 in Germania. Tuttavia, il costruttore valuta anche soluzioni alternative per tutelare la forza lavoro, come riconversioni produttive e accordi mirati.
Sul fronte delle nuove iniziative, il marchio Scout avvierà negli Stati Uniti la produzione di suv e pick-up elettrici. In questo progetto non viene esclusa una futura partnership con altri investitori. “È una questione di minimizzazione del rischio”, ha dichiarato Blume, aprendo alla possibilità di collaborazioni strategiche per sostenere il rilancio del brand.





