Ken Block, compianto pilota americano, ha trasformato il drifting in un fenomeno globale, e lo ha fatto con un odio viscerale e persistente per gli pneumatici.
Tra le tante macchine da guerra create dalla sua divisione Hoonigan, ce n’è una che ha un sapore speciale: la Ford Escort Mk2 del 1978, la prima creatura a trazione posteriore a debuttare nelle sue Gymkhana. E ora, quell'auto è all'asta online sul sito Bring a Trailer.

L'anello di congiunzione
Questa Escort non è solo un’auto d’epoca con un kit estetico prepotente. È il ponte tecnologico e filosofico che ha traghettato Block dalle Subaru a trazione integrale dei primi video verso le follie assolute (di nuovo a trazione integrale) come la Mustang Hoonicorn.
Se le prime Gymkhana sembravano prove speciali del WRC prestate al cinema, con questa Escort Ken ha iniziato a giocare con la purezza della spinta da dietro, regalando uno spettacolo più lento, forse, ma decisamente più coreografico. Guarda il video qui sotto.
Tecnica da urlo
Sotto il vestito in carbonio firmato dai giapponesi di Rocket Bunny, c’è un lavoro di ingegneria sopraffino durato due anni. Dimentica il vecchio motore di serie: qui pulsa un 2.5 litri quattro cilindri in linea targato Millington Diamond.
Grazie a quattro corpi farfallati singoli e a una centralina Cosworth (perché ogni Ford veloce che si rispetti deve avere un tocco ''Cossie''), questo motore eroga 333 CV e urla fino a 9.000 giri al minuto. Il tutto accoppiato a un cambio sequenziale a sei marce che trasmette la potenza esclusivamente alle ruote dietro.

Un jack russel sotto caffeina...
Chi mastica pane e rally sa bene che le Escort Mk1 e Mk2 sono ancora oggi le regine delle stradine irlandesi, dove saltano tra i muretti a secco come jack russell iperattivi.
Questa versione, però, è pensata per l’asfalto: telaio rinforzato da specialisti inglesi, roll-bar saldato, vetri alleggeriti e sedili in carbonio. Pesando quanto una scatola di scarpe, è probabile che questa Escort sia più divertente da guidare di gran parte delle hypercar che circolano a Dubai.

...ma è anche un pezzo da museo
Non è un modo di dire: l’anno scorso questa vettura è stata una delle protagoniste della mostra dedicata a Ken Block presso il Petersen Automotive Museum. Il legame con il pilota farà schizzare le offerte alle stelle, ma al di là del pedigree, resta un’auto costruita senza badare a spese, nata per una sola missione: trasformare la gomma in nuvole bianche.







