Toyota Gazoo Racing parteciperà alla Dakar 2027 con la DKR GR FC Hilux. Al di là dell’interesse per gli appassionati di motorsport, la notizia è interessante e rilevante anche perché la DKR GR FC Hilux è un prototipo che segna una svolta rispetto a tutti gli esperimenti a idrogeno visti finora da Toyota. La base di partenza è la DKR GR Hilux, la vettura che ha già vinto nella categoria regina del rally raid più duro al mondo, ma qui il motore a benzina lascia il posto a un sistema fuel cell. Il cambiamento è notevole: niente più combustione, solo una reazione chimica tra idrogeno e ossigeno che genera elettricità per alimentare un motore elettrico. L'unico scarico è vapore acqueo. Ma il cambiamento apre qualche interrogativo.
La differenza rispetto ai precedenti esperimenti Toyota

Per capire la portata della novità della DKR GR FC Hilux fuel cell è necessario contestualizzare il percorso fatto da Toyota con l’idrogeno nel settore del motorsport. Fino a oggi, ogni volta che Toyota aveva parlato di motorsport a idrogeno, si trattava in realtà di motori a combustione interna modificati per bruciare idrogeno al posto della benzina. È quello che avviene sulla GR Yaris H2 vista a Ypres e al Rally di Monte-Carlo, sulla Corolla H2 del Super Taikyu, o sul prototipo TR LH2 mostrato alla 24 Ore di Le Mans.
Questi propulsori continuano a usare pistoni e valvole, e producono comunque piccole quantità di NOx per via delle alte temperature di combustione. La DKR GR FC Hilux è invece la prima volta in assoluto in cui Toyota porta in gara una vera cella a combustibile, la stessa tecnologia già utilizzata sulla berlina di serie Mirai.
La vettura correrà nella categoria sperimentale Dakar Future Mission 1000, non nella classe regina Ultimate dove Toyota continuerà a schierare la Hilux tradizionale a benzina. Si tratta di 13 tappe per un totale di 1.000 chilometri cronometrati, un formato pensato apposta per testare tecnologie immature senza mettere a rischio il risultato complessivo della squadra. Le condizioni della Dakar, tra caldo estremo, terreni accidentati e tappe lunghissime senza assistenza, mettono sotto pressione proprio i punti deboli delle celle a combustibile. Così da metterle alla prova e capirne le future applicazioni. Gli obiettivi sono diversi: rendere la cella a combustibile più compatta, tenerla sufficientemente fresca nonostante il caldo del deserto, farla durare per tappe lunghissime senza assistenza, e gestire bene l'energia prodotta. Secondo Toyota, le lezioni raccolte in un ambiente estremo come quello del rally raid alimenteranno lo sviluppo della tecnologia fuel cell anche per auto, camion, autobus, treni, applicazioni marine e generatori stazionari.
I test del powertrain sono già iniziati in Belgio, con un programma più ampio nei prossimi mesi prima del debutto a King Abdullah Economic City, il 1° gennaio 2027.
La sfida, però, sarà anche infrastrutturale. C’è da capire come Toyota intende portare e stoccare l'idrogeno per il rifornimento nel mezzo del deserto saudita. Toyota potrebbe prevedere un fornitore per le stazioni mobili di rifornimento della categoria Future Mission 1000, ma per il momento sono suggestioni che non trovano conferme ufficiali.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




