Se hai buona memoria, ti ricorderai sicuramente del Dieselmax. Sono passati vent’anni da quando quel siluro giallo ha riscritto le regole della velocità per i motori a gasolio, lasciando un segno profondo sulle distese di sale dello Utah.
Oggi, JCB ha deciso che è ora di aggiornare quel ricordo, ma cambiando completamente spartito tecnico: la nuova sfida si chiama Hydromax e, come suggerisce il nome, punta tutto sull’idrogeno.
Non è il solito prototipo
Dimentica le show-car da salone. Qui si parla di un progetto da 100 milioni di sterline (115 milioni di euro) durato cinque anni, sviluppato insieme ai maghi di Prodrive; gente che di corse e ingegneria estrema ne mastica parecchia.
L’obiettivo è semplice, almeno a parole: battere il Diesel con un'auto (per così dire) a idrogeno. In pratica si tratta di superare i 563 km/h (350 mph), raggiunti proprio dal Dieselmax nel 2006: un primato ancora oggi imbattuto tra i veicoli terrestri alimentati a gasolio.
Sotto la carrozzeria aerodinamica, lunga quasi dieci metri, l’Hydromax nasconde due motori a combustione interna sviluppati in casa da JCB, modificati per bruciare idrogeno e capaci di scaricare a terra una potenza complessiva di 1.600 CV (1579 bhp per i britannici).
Destinazione Bonneville
Il programma è già fitto. I primi test inizieranno il mese prossimo, per poi fare le valigie in direzione delle distese salate di Bonneville. L’appuntamento è per la Speedweek, dal 1° al 7 agosto, dove il team si mescolerà ai cacciatori di record di tutto il mondo prima di tentare il colpo ufficiale sotto l’occhio vigile della FIA.
Al volante troverai una vecchia conoscenza: Andy Green. Se il nome non ti dice nulla, sappi che è l’uomo più veloce del pianeta, l’unico ad aver abbattuto il muro del suono a terra con il Thrust SSC spinto da due motori jet, raggiungendo nel 1197 i 1.227,985 km/h.
Green è convinto che l’Hydromax sia superiore al suo predecessore a gasolio sotto ogni aspetto: più leggero, più potente e, nelle sue previsioni, decisamente più veloce (del Dieselmax, non certo del Thrust SSC, per essere chiari).
Perché proprio l'idrogeno?
Potresti chiederti perché un’azienda che produce scavatori e macchine agricole si metta a correre nei deserti di sale. La risposta di Lord Bamford, il presidente di JCB, è piuttosto pragmatica: ''Se vuoi fare sul serio con le emissioni, devi fare sul serio con l’idrogeno''.
Per loro, un record di velocità non è solo marketing, ma il banco di prova definitivo per dimostrare che questa tecnologia può sostituire il diesel anche nei lavori pesanti.
D’altronde, a quelli di JCB la velocità è sempre piaciuta: ti basti pensare che nel 2019 hanno spedito in pista un trattore (il Fastrac) facendogli toccare i 217 km/h. Se riescono a far correre un mezzo agricolo, puoi stare certo che con l’Hydromax non andranno a Bonneville solo per farsi un giro turistico.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




