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Tesla Roadster, le repliche (tra ironia e frecciatine) di Citroën, Rimac, Nio e gli altri marchi


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16 ore fa - Dall’Ami di Citroën a Rimac e Nio, la Roadster vista dalla concorrenza.

Citroën ironizza con l’Ami, McMurtry rivendica il primato, Rimac svela un progetto del 2020. Nio e Xpeng applaudono.
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Dopo nove anni di attesa, Tesla ha svelato la nuova Roadster nel centro prove SpaceX di McGregor, in Texas. Appesa a testa in giù su una rampa grazie alle ventole aspiranti, ha poi scavalcato una fila di Tesla con i propulsori a gas freddo sviluppati con SpaceX. Tesla dichiara uno scatto da 0 a 96 km/h in 0,81 secondi, le prime specifiche indicano fino a 1.360 CV di potenza e la produzione partirà nel 2028.

Un’auto che, anche per la sua teatralità, non è certo passata inosservata, tanto che negli ultimi giorni i social sono pieni di meme e reel creati con l’AI che ironizzano sulle sue capacità. A dire la loro sulla nuova Tesla, però, non sono stati solo i creator ma anche diversi marchi automobilistici. C’è chi ha colto l’occasione per ironizzare, chi per complimentarsi, ma c’è anche chi ha voluto pungere la casa automobilistica americana.

La Citroën Ami

Una Citroën Ami che prova a ripetere la piroetta della nuova Tesla Roadster e, com’era prevedibile, non ci riesce. È questa la risposta che Citroën ha affidato ai social, con una didascalia che scherza sull’avvertenza «non provateci a casa» che qualcuno avrebbe dimenticato di aggiungere.

McMurtry Automotive

Più tecnica la replica di McMurtry Automotive. La casa britannica ha pubblicato su Instagram il video della sua Spéirling appesa capovolta a una piattaforma, con quattro parole di accompagnamento, «Welcome to the club». Il riferimento è al sistema di ventole della Roadster, una soluzione che la Spéirling usa da anni e con cui nell’aprile 2025 è diventata la prima auto a guidare a testa in giù. La versione di serie Spéirling Pure, svelata a luglio, sarà prodotta in 100 esemplari a partire da 132.300 dollari.

Alef Aeronautics

Dal cielo è arrivata invece la punzecchiatura di Alef Aeronautics. La startup californiana, che sviluppa un’auto pensata per viaggiare su strada e decollare in verticale, ha diffuso lo stesso giorno della presentazione della Roadster un video in cui il suo prototipo sorvola un Cybertruck e una Roadster di prima generazione. Il CEO Jim Dukhovny ha dato il benvenuto a Tesla nella corsa all’auto volante, aggiungendo «siamo qui da soli da undici anni», e l’azienda ha definito la Roadster la seconda auto volante della storia, dopo la propria.

Rimac e il progetto rimasto nel cassetto

La reazione più sorprendente porta la firma di Mate Rimac. In un video il numero uno di Bugatti Rimac ha mostrato una mail del 2019 in cui proponeva una deportanza statica ispirata alla Brabham a ventola, complimentandosi con McMurtry per esserci arrivata. Poi la rivelazione. Nel 2020 l’azienda aveva avviato un progetto per montare propulsori a gas freddo sulla Nevera, con i serbatoi nel bagagliaio, per dare all’erede della hypercar croata uno 0-96 sotto il secondo e la possibilità di staccarsi da terra. Il lavoro è stato poi messo da parte per concentrare le risorse sulla Bugatti Tourbillon e sul suo V16 aspirato, una scelta che Rimac rivendica. «Sono contento che l’abbia fatto Elon, che l’abbia fatto Tesla, che l’abbia fatto McMurtry», ha detto, prima di confessare di non vedere l’ora di vederla su strada.

Le reazioni cinesi

Dalla Cina sono arrivati i commenti più espliciti. William Li, fondatore e CEO di Nio, ha ricondiviso su Weibo il video della demo con un messaggio di resa autoironica, «Incredibile! Questa non ce l’abbiamo davvero, complimenti a Tesla», accompagnato da un’emoji che ride fino alle lacrime. Il riferimento è a una frase del 2018, quando Li sosteneva che Nio avesse tutto ciò che aveva Tesla e che Tesla non avesse ciò che aveva Nio. Da allora quella battuta è riemersa di continuo nei commenti social, e la Roadster le ha regalato una nuova vita.

Più misurato He Xiaopeng. Il numero uno di Xpeng, che con la sua divisione Aridge punta a produrre in serie un’auto volante modulare, ha definito la Roadster «un’auto volante molto cool, in un’altra forma». Subito dopo ha ricordato che tutto dipenderà da sicurezza e autonomia di volo, e che nessuno può aggirare la certificazione aeronautica, un percorso lungo in ogni parte del mondo.

Come spesso accade Tesla è riuscita anche questa volta a far parlare di sé.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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