Guida autonoma

Tesla Cybercab, la NHTSA chiede spiegazioni: ora Tesla deve rispondere


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1 ora fa - Tesla deve dimostrare la conformità agli standard di sicurezza

Il Tesla Cybercab finisce nuovamente sotto esame della NHTSA
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Tesla Cybercab ha fatto il suo debutto ufficiale da meno di 2 settimane. Il robotaxi è parte fondamentale della strategia di Elon Musk nella corsa verso la vera guida autonoma. Modello che sin dalla sua presentazione aveva fatto discutere. A stretto giro dal debutto su strada la NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration) cioè l'agenzia federale statunitense parte del Dipartimento dei Trasporti che si occupa della sicurezza stradale e dell'efficienza dei veicoli, aveva avviato un audit sulle modalità di certificazione del veicolo da parte di Tesla.

In pratica aveva avviato un'inchiesta per verificare la reale idoneità del mezzo durante la circolazione su strada aperta al pubblico. Tesla ha dichiarato all'agenzia di essere pienamente conforme a tutti gli standard federali di sicurezza (FMVSS), sostenendo che la situazione sia perfettamente in regola.

Tesla Cybercab (Robotaxi)Tesla Cybercab (Robotaxi)

Adesso, però, c'è una novità perché la NHTSA è andata oltre chiedendo all'azienda di dimostrare, sotto giuramento, come un veicolo senza volante, pedali e specchietti retrovisori sia conforme agli standard di sicurezza federali scritti per i conducenti umani. Tesla ha tempo fino al 30 settembre per rispondere. La mancata risposta completa e veritiera comporta sanzioni salatissime.

Il problema dell'autocertificazione

Negli Stati Uniti non è prevista un'approvazione preventiva dei progetti dei veicoli. Le case automobilistiche autocertificano che i loro veicoli siano conformi a tutti gli standard federali di sicurezza (FMVSS) applicabili, e la NHTSA effettua controlli a posteriori. Tesla ha certificato il Cybercab come conforme a tutti gli standard FMVSS, come abbiamo anticipato in precedenza.

Tuttavia, la maggior parte di questi standard presuppone la presenza di un conducente. Tesla ha una sua argomentazione per difendere il Cybercab. La casa automobilistica probabilmente si difenderà affermando che non si possono imporre a un robotaxi norme pensate per una persona che non è seduta al volante. Tuttavia, per la NHTSA fino a che tali norme non saranno formalmente riscritte, rimangono valide, e la dicitura ''non applicabile'' non è una casella che un produttore può spuntare a proprio piacimento.

Tesla non è la prima azienda a costruire un robotaxi progettato appositamente e privo di volante. È però la prima a tentare di metterne uno in servizio commerciale autocertificandolo, anziché chiedere l'autorizzazione coma ha fatto invece Zoox di Amazon. Zoox ha dovuto presentare domanda, dimostrare la propria affidabilità e attendere. Ha ottenuto prima un'esenzione per i test, poi quella per l'uso commerciale. Tesla ha intrapreso la strada opposta. Ha certificato il Cybercab come già conforme e ha iniziato a offrire servizi di trasporto passeggeri a pagamento. Esiste un percorso legale per un'auto come questa, un concorrente diretto lo ha appena percorso, mentre Tesla lo ha aggirato.

Come andrà a finire? Lo scopriremo nel corso delle prossime settimane.

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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).

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