Da quando è stato presentato nel 2024, il Tesla Cybercab continua a far parlare di sé (guarda Tesla Cybercab). Con il debutto ufficiale, i riflettori sul taxi a guida autonoma si sono accesi ancora di più.
Cybercab, la prova che nessuno si aspettava
E insieme all'entusiasmo sono tornati anche i dubbi dei più scettici sulla sicurezza. Così qualcuno, negli Stati Uniti, ha deciso di non limitarsi alle parole e di mettere il veicolo davanti a una situazione decisamente fuori dall’ordinario, trasformandola in un vero test di sicurezza.

Un po' di coraggio e quella mossa da brividi
A raccogliere la sfida è stato David Moss, nome tutt’altro che casuale quando si parla di Tesla e guida autonoma. In passato ha infatti percorso 20.000 miglia con una Model 3 e ha attraversato gli Stati Uniti da costa a costa utilizzando il sistema di guida autonoma della Casa. Questa volta, però, la prova è stata molto più rischiosa: in un video pubblicato su Instagram, Moss salta improvvisamente davanti a un Cybercab in movimento. L'obiettivo? Scoprire se l'auto avrebbe frenato. Vediamo se tutto è andato bene...
Il Cybercab frena: tempismo perfetto
La risposta arriva in pochi istanti. Il Cybercab riconosce la presenza dell'uomo e si arresta con perfetto tempismo, evitando l'impatto. Una scena che può impressionare e che, inevitabilmente, alimenterà il dibattito sulle potenzialità della tecnologia.
Ma un singolo test non basta a cancellare ogni dubbio: per gli scettici serviranno molte altre esperienze prima di considerare davvero affidabile questa nuova frontiera della mobilità. Voi cosa ne pensate? Vi affidereste a un veicolo completamente autonomo su strada? Diteci la vostra.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.







