Robotaxi: senza il conducente i passeggeri fanno la cacca a bordo
Guida autonoma

Robotaxi: senza il conducente i passeggeri fanno la cacca a bordo


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42 minuti fa - Robotaxi Waymo: senza conducente è caos a bordo, ecco cos'ha trovato chi pulisce

Senza conducente, a bordo dei robotaxi Waymo succede di tutto. Scopri il retroscena sulla pulizia dei veicoli
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Togli il conducente in carne e ossa, che in qualche modo fa anche da guardiano del taxi, ed ecco che viene meno anche l'ultimo freno inibitorio di certi passeggeri: lo ha scoperto a sue spese una compagnia che gestisce una flotta di robotaxi a guida autonoma: novità recenti che stanno diventando ricettacolo delle più disgustose forme di inciviltà.

Dalle serate alcoliche alle teste di maiale

Immagina la scena: notte del weekend, locali affollati e passeggeri che hanno decisamente esagerato con i bicchieri. Senza la figura deterrente del tassista a monitorare lo specchietto retrovisore, a bordo dei taxi senza conducente succede letteralmente di tutto: da episodi di vomito a veri e propri bisogni corporali lasciati sui sedili.

Secondo la testimonianza anonima di un addetto dei depositi Waymo di San Francisco, nei robotaxi capita di trovare vomito, feci, spinelli e altri rifiuti, soprattutto dopo i turni del weekend.

Non mancano poi le dimenticanze bizzarree: l'addetto ha raccontato che sul divanetto posteriore sono state ritrovate persino due teste di maiale - forse abbandonate da un cliente di ritorno dal mercato - lasciate a rotolare nell'abitacolo durante il tragitto. Cose che, a trovarle, un cliente successivo scapperebbe urlando.

Se da un lato l'uso del robotaxi evita che un automobilista sbronzo si metta al volante – e questo è un bene indiscutibile per la sicurezza stradale (ma allo stesso scopo fungono taxi e Uber) – dall'altro emerge una totale mancanza di rispetto per chi deve poi ripulire il disastro.

Immagine generata con A.I.Immagine generata con A.I.

Esternalizzazioni, precarietà e 29 dollari l'ora

Se ti chiedi come faccia un colosso della tecnologia a gestire queste situazioni, la risposta sta nella classica dinamica dell'esternalizzazione del lavoro. L'operatore intervistato non è infatti un dipendente diretto di Google (a cui Waymo è direttamente collegata attraverso Alphabet), ma lavora per Transdev US, una società fornitrice di servizi. È una prassi consolidata tra le big tech per semplificarsi la vita.

Lavoratori che, dopo aver ricevuto una settimana di addestramento effettivo, sono incaricati di posizionare le auto, metterle in carica, scaricare i dati di bordo e risolvere piccoli inconvenienti tecnici. Il tutto per una paga di circa 29 dollari all'ora. Alcuni, inquadrati nell'ormai indispensabile reparto sanificazione, entrano in azione nei casi di ''malcostume'' più gravi.

Chi controlla i filmati a bordo dei robotaxi?

Viene spontaneo domandarsi se chi devasta l'abitacolo finisca in una blacklist clienti o venga identificato tramite le videocamere di bordo. L’intervistato dice di non sapere come Waymo gestisca la cosa. Quello che sa è che nessuno sembra verificare davvero i filmati fatti al deposito, semplicemente perché non esiste alcun incentivo professionale o tempo per farlo.

Per far fronte alle esigenze del momento, i turni sono gestiti in modo estremamente dinamico dalla sede centrale, nella totale incertezza dei lavoratori: nella Bay Area gli addetti scoprono la sede di lavoro con sole due ore di preavviso, spostati continuamente da un deposito all'altro.

Per gestire un parco di oltre tremila veicoli in tutto il mondo, Waymo impiega appena 70 operatori remoti per volta, che intervengono su richieste specifiche. Significa che una manciata di tecnici deve supervisionare migliaia di vetture in tempo reale quando un'auto si blocca, entra in loop o si trova in difficoltà nel traffico.

La morale è semplice: la tecnologia della guida autonoma compie passi da gigante, ma finché a bordo saliremo noi umani - certi umani in particolare -servirà sempre qualcuno pronto a imbracciare guanti e disinfettante.

Fonte: Bay Area Current

Foto di copertina:  illustrazione generata con A.I.

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Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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