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Waymo, lo studio IIHS e il vero problema dietro i dati sul numero degli incidenti


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1 ora fa - Per l'IIHS i dati sono insufficienti per monitorare la situazione.

Lo studio IIHS certifica meno incidenti per Waymo, ma denuncia anche la scarsa affidabilità dei dati federali.
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È stato pubblicato uno studio indipendente che ripropone il tema della sicurezza dei robotaxi confrontandola con quella dei veicoli guidati da automobilisti umani. Una conferma, per certi aspetti, di quanto già sappiamo, ma che si rivela utile anche per ampliare l’analisi sull’argomento. Lo studio indipendente è quello condotto dall’IIHS (Insurance Institute for Highway Safety). E ha mostrato come i robotaxi Waymo hanno registrato il 68% in meno di incidenti per miglio percorsi rispetto ai guidatori umani in quattro città americane. Lo studio, oltre a evidenziare questo dato positivo, denuncia anche l'inadeguatezza del sistema nazionale di raccolta dati sugli incidenti legati alla guida autonoma. Ed è forse questa la notizia più interessante.

Cosa dice lo studio

Lo studio ha analizzato circa 50 milioni di miglia percorse in modalità completamente autonoma dai robotaxi Waymo. Il dato è stato confrontato con i circa 222 miliardi di miglia percorse da guidatori umani nelle stesse città (Phoenix, San Francisco, Los Angeles e Austin). Il tasso di incidenti per miglio risulta inferiore del 76% a Phoenix, del 71% a Los Angeles e del 35% a San Francisco. Unica eccezione Austin. Qui il tasso di incidenti è addirittura del 4% superiore rispetto ai guidatori umani. Un dato che l'IIHS attribuisce alla scarsa numerosità del campione in quella città. Nelle quattro città analizzate, Waymo ha ottenuto anche l'85% in meno di incidenti senza il coinvolgimento di altre auto e l'81% in meno di incidenti con feriti.

L’allarme lanciato dall'IIHS

David Harkey, presidente dell'IIHS, ha dichiarato che su scala limitata le auto senza conducente si sono dimostrate più sicure dei guidatori umani, ma che il sistema nazionale di raccolta dati resta insufficiente per monitorare un'espansione su larga scala. Il dato citato a supporto è netto: dei 736 incidenti con sistemi di automazione attivi segnalati alla NHTSA tra il 2021 e il 2024, solo il 22% risultava “police-reportable”, cioè del tipo che porterebbe un guidatore umano a chiamare la polizia. Una discrepanza che riflette requisiti di segnalazione più severi per gli operatori di veicoli autonomi rispetto ai comuni automobilisti, rendendo di fatto i due insiemi di dati difficili da confrontare tra loro. Eric Teoh, direttore dei servizi statistici dell'IIHS, ha aggiunto che una raccolta dati migliore sarà essenziale per garantire che il buon record di sicurezza regga anche quando la tecnologia crescerà di scala.

C’è anche da considerare la questione trasparenza dei dati sui quali l’IIHS (o altri enti) possono effettuare le analisi. I report che, per esempio, Tesla invia alla NHTSA, nel 99,9% dei casi sono oscurati. Niente di illecito, rientra tra le facoltà delle case automobilistiche, e Waymo ha invece deciso di procedere in controtendenza, tanto da essere l'unico grande operatore di robotaxi a mostrarsi disponibile a fornire i propri dati di percorrenza a ricercatori indipendenti.

Anche per questo in Europa, dove Waymo ha da poco registrato nuove società in Spagna e Francia (dopo la Germania) in vista di un futuro ingresso, il modello regolatorio si basa su omologazioni nazionali caso per caso e non su statistiche fornite volontariamente dalle aziende.

FONTE: Automotive World

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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