Mentre Waymo vuole dimostrare che i suoi robotaxi guidino meglio dei conducenti umani, è al secondo richiamo in meno di due mesi. Dopo il blocco causato dalle strade allagate, questa volta il problema riguarda i cantieri autostradali. Secondo un documento ufficiale della National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA), 3.871 robotaxi con sistema di guida di quinta generazione potevano entrare a velocità sostenuta nelle corsie chiuse per i lavori in corso.
Il difetto
Secondo la descrizione del difetto, in determinate circostanze il sistema «dà priorità in modo inappropriato all'elusione di altri pericoli autostradali e/o non riconosce la zona di cantiere», con il risultato di superare i cartelli, i coni (è interessante che sui coni stradali un episodio simile era già accaduto circa tre anni fa) e la segnaletica che indica la chiusura di quell’area continuando ad andare con la stessa velocità prevista per le autostrade. Fortunatamente non c’è stato nessun incidente e nessun ferito e il rimedio previsto da Waymo consisterà in un aggiornamento del software che l’azienda del gruppo Alphabet (la stessa di Google) applicherà a tutta la flotta coinvolta.
Il documento dell’NHTSA ricostruisce la cronologia degli episodi che hanno portato al richiamo. Il primo risale all'11 aprile a Phoenix, in Arizona, seguito da altri cinque casi simili l'11 e il 19 aprile, in cui i veicoli non hanno riconosciuto la segnaletica di chiusura della rampa, entrando comunque in zone di cantiere adeguatamente contrassegnate come tali. Solo il 20 aprile il comitato interno di sicurezza di Waymo ha aperto una revisione dell'accaduto, introducendo restrizioni temporanee alla guida in autostrada.
Tra le particolarità della vicenda c’è che queste limitazioni non hanno comunque impedito un altro episodio, oltretutto più esteso, il 18 maggio. Questa volta nella Bay Area di San Francisco sette veicoli sono entrati all’interno delle corsie all’interno delle quali vi erano in corso dei lavori, passando tra i coni che delimitavano la corsia chiusa. Solo dopo la revisione del Safety Board dell'8 giugno l'azienda ha deciso di procedere con il richiamo formale, depositato presso l’NHTSA il 17 giugno.
FONTE: Reuters
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



