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Tesla pubblica i dati sulla sicurezza della Full Self Driving. Ma non sono aggiornati


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6 fa - Il 6 ottobre il voto europeo.

Tesla apre i dati di sicurezza FSD dati ai regolatori UE prima del voto del 6 ottobre, ma tutte le rilevazioni si fermano al 2025.
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Prosegue la diatriba tra Tesla e l’Unione europea in merito alla segretezza dei dati per la regolamentazione della Full Self Driving (FSD) del costruttore statunitense. Ora Tesla ha reso pubblico uno dei documenti chiave usati per ottenere l’omologazione della Full Self-Driving (Supervised) in Europa, il “dashboard” fornito ai regolatori dei 27 Stati membri. Una scelta arrivata a poche settimane dal voto del Comitato Tecnico sui Veicoli a Motore (TCMV) atteso per il 6 ottobre, che potrebbe estendere a tutta l’UE l’omologazione già concessa dai Paesi Bassi lo scorso aprile. Il problema, evidente scorrendo il documento, è che tutte le rilevazioni riportate si fermano al 2025, diversi mesi prima della decisione sull’autorizzazione della FSD in Europa.

Le discrepanze nel documento

Il dashboard, intitolato “Article 39 – FSD (Supervised) Dashboard”, accompagna la richiesta di deroga al Regolamento UN 171 sui sistemi di assistenza al controllo del conducente. Tesla chiede cinque eccezioni, tra cui la possibilità per il sistema di avviare alcune manovre senza che venga richiesta la presenza delle mani sul volante e di superare i limiti di velocità rilevati per adeguare l’andatura al traffico circostante.

Le finestre temporali riportate nel documento si fermano tutte al 2025. La distribuzione dei chilometri copre l’intero anno, mentre le metriche su accelerazione, clacson e frecce si riferiscono al periodo compreso tra il 2 giugno e il 9 settembre 2025. I dati sulla frenata automatica di emergenza arrivano fino al 31 ottobre, quelli sui cambi di corsia sicuri fino al 26 novembre e quelli sull’attenzione del conducente durante i cambi di corsia fino al 5 dicembre, che rappresenta la rilevazione più recente del dashboard. Tre sezioni, dedicate ai test tecnici sulla flotta, ai percorsi fissi e all’analisi della velocità, non indicano invece alcun periodo di riferimento.

Sommando le categorie chilometriche europee riportate nel dashboard per il 2025 si arriva a 755.922 miglia, circa 1,2 milioni di km. Una sezione successiva dello stesso documento parla però di oltre 793.000 miglia percorse in otto Paesi. Le due cifre non coincidono e il dashboard non spiega la differenza.

Per confronto, nello stesso periodo le Tesla europee guidate manualmente con le funzioni di sicurezza attive hanno percorso 8,91 miliardi di miglia. Il campione FSD rappresenta quindi circa lo 0,008% di questo totale. Tesla precisa che i dati europei sulla FSD provengono da operatori tecnici addestrati a utilizzare il sistema con il minor intervento umano possibile. Secondo l’azienda, questa modalità dovrebbe offrire una rappresentazione più fedele delle prestazioni del sistema nell’uso reale.

Come Tesla ha costruito il confronto

Tutti e tre i gruppi di controllo utilizzati nello studio sono composti da veicoli Tesla. Il confronto riguarda quindi la FSD rispetto a Tesla guidate manualmente dai loro proprietari, non rispetto al comportamento degli automobilisti europei nel loro complesso. Il campione più ridotto comprende 120 milioni di miglia percorse dalle prime Model S e Model X prodotte dal 2012, che Tesla utilizza come riferimento per il comportamento dei propri veicoli più anziani.

Il dashboard segnala alcuni limiti del confronto. Le analisi sull’intera flotta non tengono conto di fattori come densità del traffico, condizioni meteo, fondo stradale, ora del giorno e complessità dello scenario, elementi che possono influenzare anche la scelta dei conducenti di attivare la FSD. Tesla precisa quindi che i risultati mostrano associazioni osservazionali e non permettono di stabilire un rapporto di causa ed effetto, come avverrebbe in un esperimento randomizzato.

Il dato più recente non è nel dashboard

Nel comunicato con cui Tesla ha diffuso il dashboard, l’azienda afferma che la FSD sta già salvando vite nei Paesi in cui è approvata. Questa affermazione, però, non compare nel documento allegato.

Tesla accompagna inoltre il dashboard con un dato più recente: secondo l’azienda, la FSD sarebbe 4,1 volte meno soggetta a incidenti rispetto alla guida manuale, sulla base di 100 milioni di km percorsi sulle strade europee dopo aprile. Anche questo dato non compare nel dashboard. Il valore è inoltre inferiore alle 5,2 volte dichiarate dalla stessa Tesla il 28 luglio, quando il campione era di 65 milioni di km. Tra le due rilevazioni, quindi, i chilometri considerati sono aumentati del 54%, mentre il rapporto dichiarato sulla sicurezza è sceso.

Il voto europeo del 6 ottobre

Il TCMV può estendere l’omologazione olandese a tutta l’UE con una maggioranza qualificata di almeno 15 Stati che rappresentino il 65% della popolazione UE. Al momento sono cinque i Paesi che hanno riconosciuto il certificato olandese, Paesi Bassi, Lituania, Estonia, Danimarca e Belgio. Insieme rappresentano circa 40 milioni di persone, pari all’8,9% della popolazione dell’Unione, una quota ancora molto lontana dalla soglia richiesta.

Germania, Francia, Italia e Spagna restano fuori dal gruppo dei Paesi che hanno riconosciuto l’omologazione. La Francia ha dichiarato il 22 luglio che la FSD non sarà autorizzata nella sua forma attuale, mentre il Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti ha chiesto ai ministri dei Trasporti di non riconoscere l’omologazione fino alla pubblicazione di prove di sicurezza verificabili nel mondo reale. Il prossimo passaggio sarà il voto del TCMV, atteso per il 6 ottobre.

FONTE: Eletric-Vehicles

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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