Regolare il clima, cambiare stazione, impostare il navigatore, sono tutti gesti quotidiani che sulle auto moderne passano sempre più spesso da uno schermo. Un’abitudine che secondo Allianz costa caro in termini di sicurezza. Il gruppo assicurativo ha presentato al suo Motor Day 2026 lo studio «Swipe. Tap. Crash.», realizzato dal proprio centro tecnico AZT. La conclusione è netta: la distrazione contribuisce a circa un incidente stradale su tre, come causa diretta o come concausa. Allianz ha analizzato oltre 34.000 incidenti con feriti della banca dati tedesca GIDAS. Nelle statistiche ufficiali la distrazione compare solo nell’1,4% dei casi. Rileggendo le ricostruzioni una per una la quota sale al 5%, e considerando altri indizi, come l’assenza di una frenata prima dell’urto, arriva fino al 13%. Secondo l’AZT la distrazione sfugge in gran parte ai verbali, e il suo peso reale è molto più alto di quanto dicano i numeri.
Non è, quindi, solo colpa di chi guida
L’aspetto più interessante dello studio riguarda le auto. In un test su strada, 20 conducenti per ciascuna di due elettriche compatte di ultima generazione, hanno svolto le stesse operazioni, come inserire una destinazione o scegliere un brano. Un sistema di tracciamento dello sguardo ha misurato quanto restavano con gli occhi lontani dalla strada. A parità di compito, il tempo totale cambiava fino al 25% da un’auto all’altra, cioè circa tre secondi. È una differenza enorme, se si considera che gli sguardi più lunghi di due secondi sono associati a un rischio di incidente nettamente più alto.
Secondo Allianz conta quindi come è progettata l’interfaccia, non tanto la bravura di chi guida. Aiutano menu coerenti, comandi facili da trovare, risposte senza ritardi e aree da toccare abbastanza grandi. Al simulatore, realizzato con il Politecnico di Monaco, è emerso che digitare è l’azione che distrae di più, e che trascinare un elemento sullo schermo richiede il tempo più lungo. Scorrere o allargare le dita per ingrandire impegnano molto meno.
Peggio che guidare con l’alcol
Per capire che cosa succede nei momenti critici, l’AZT ha usato un modello al computer del comportamento del guidatore, tarato sui dati reali dello sguardo. Ha simulato quattro situazioni di pericolo, confrontando un conducente attento, uno distratto e uno con 0,8 grammi di alcol per litro di sangue, oltre il limite di legge. In tutti e quattro i casi il guidatore distratto ha fatto peggio di quello che aveva bevuto. Se l’auto davanti frena di colpo, le collisioni passano dal 18,2% dei guidatori attenti al 54,3% dei distratti. Se un bambino attraversa all’improvviso, si sale dal 3,9% all’11,2%, e in quasi quattro casi su dieci il conducente distratto non reagisce affatto. Si tratta, ricordiamo, di simulazioni e non di test reali, ma il risultato è coerente con il resto dello studio.
Gli italiani e gli schermi
Allianz ha anche intervistato circa 1.200 automobilisti in ciascuno di nove Paesi, tra cui l’Italia. Gli italiani sono quelli che riconoscono di più il ruolo della distrazione. Tra chi ha causato un incidente negli ultimi tre anni, l’87% ammette che ha avuto un peso. L’84% ritiene che la tecnologia di bordo abbia peggiorato le cose e il 65% giudica alto o molto alto il rischio, la quota più alta fra tutti i paesi.
Il dato che colpisce di più è quello sugli schermi. Il 45% degli italiani ha vissuto almeno una situazione critica usando il touchscreen negli ultimi tre anni, che sia stata una frenata brusca, un quasi incidente o una collisione. Il 65% vorrebbe tornare ai comandi fisici per alcune funzioni, quota che sale al 70% tra i più giovani. Anche lo smartphone resta un problema. Il 39% ammette di scrivere messaggi col telefono in mano almeno ogni tanto mentre guida, e il 34% dice di aver vissuto una situazione pericolosa per questo, una quota superata solo dal Brasile. Nel complesso, il 79% degli intervistati pensa che la tecnologia di bordo abbia aumentato la distrazione, e il 37% ha avuto almeno una situazione critica a causa del touchscreen.
Cosa chiede Allianz
Le richieste sono rivolte a tutti. Ai costruttori Allianz chiede di progettare l’abitacolo partendo dalle funzioni più importanti. Tergicristalli, frecce, luci, emergenza e sbrinamento devono restare immediati, con comandi fisici o aree dello schermo fisse e sempre disponibili, una scelta che l’Euro NCAP già premia. Ai legislatori chiede di registrare in modo sistematico la distrazione negli incidenti. Per gli automobilisti, invece, di avere maggiore consapevolezza quando si è alla guida della propria auto.
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


