Affidabilità

Le auto migliorano sotto tutti i punti di vista. Ma i touchscreen continuano a deludere


Avatar di Daniele Di Geronimo,

1 ora fa - I risultati del JD Power Initial Quality Study 2026.

La qualità delle auto nuove ha raggiunto nel 2026 il miglior livello in quasi trent'anni. L'unica eccezione resta l'infotainment.

Che le auto moderne siano migliori rispetto a quelle del passato può apparire ovvio. La ricerca e l’innovazione ne hanno migliorato i consumi, l’efficienza, la sicurezza e il comfort alla guida. Ma non è sempre del tutto vero. L'ultima edizione del JD Power Initial Quality Study (la principale indagine annuale sulla qualità percepita delle auto nuove, condotta negli Stati Uniti su 78.514 proprietari nei primi 90 giorni di possesso) lo conferma e in parte lo smentisce. Nel 2026, infatti, la qualità complessiva è migliorata in nove delle dieci categorie analizzate, raggiungendo il miglior risultato dal 1997. L'unica eccezione è l'infotainment, dove i problemi sono invece aumentati rispetto all'anno precedente.

«Man mano che la tecnologia cresce nei veicoli, mantenere l'esperienza semplice diventa sempre più importante», ha dichiarato Frank Hanley, senior director of auto benchmarking di JD Power. «I guadagni più significativi in termini di qualità vengono dalle funzioni facili da usare: controlli intuitivi, assistenti alla guida meno invadenti, software che funziona come i clienti si aspettano. Quando la tecnologia diventa troppo complessa, la probabilità che il cliente riscontri un problema aumenta considerevolmente.»

Il problema degli infotainment

La categoria infotainment è l'unica in peggioramento. Nel 2025 registrava 42,6 problemi per 100 veicoli, nel 2026 è salita a 44,4 nel segmento dei marchi generalisti e a 38,3 in quello premium. Il principale responsabile del peggioramento è la connettività con Android Auto e Apple CarPlay, che da sola contribuisce all'incremento più significativo tra tutte le sottocategorie. Un risultato che stride con la premessa di questi sistemi, nati proprio per rendere l'esperienza a bordo più familiare e intuitiva rispetto ai software proprietari dei costruttori.

Il problema non è solo di usabilità. Secondo lo studio, tra i proprietari che hanno segnalato episodi di distrazione alla guida attribuibili al veicolo, il 46% indica l'infotainment o il touchscreen come fonte principale della distrazione. Gli avvisi dei sistemi di assistenza alla guida seguono al secondo posto, con il 18%. I touchscreen, insomma, non producono solo frustrazioni, ma rischi. Un dato molto interessante che si inserisce nella riflessione sul mantenimento dei tasti touch o il ritorno (come stanno facendo diversi marchi) ai pulsanti fisici.

I marchi migliori e le sorprese

JD Power Initial Quality Study 2026, i marchi più affidabiliJD Power Initial Quality Study 2026, i marchi più affidabili

Nella classifica generale (che ricordiamo fa riferimento al mercato USA), Porsche si è posizionata al primo posto. Tra i marchi premium seguono Genesis e Lexus, mentre tra quelli di massa, Ford guida la classifica con davanti a Nissan e Buick. Il modello con il punteggio migliore in assoluto è la Porsche 911. BMW è il costruttore con il maggior numero di riconoscimenti per segmento, sei in totale.

Tra i miglioramenti più significativi segnalati dallo studio ci sono i portabicchieri (che JD Power identifica come il singolo fattore più impattante nell'aumento della soddisfazione complessiva, grazie a soluzioni più accessibili e compatibili con le borracce di dimensioni variabili ormai diffuse) ma anche gli avvisi dei sistemi di assistenza alla guida, l'autonomia dei veicoli elettrici, l'insonorizzazione e la qualità degli assemblaggi della carrozzeria.

Qualche annotazione

Lo studio misura la qualità percepita nei primi tre mesi di possesso dell’auto, non l'affidabilità meccanica a lungo termine. Può anche essere (per quanto rimane un dato reale) che chi acquista un’auto nuova si approccia a questa con aspettative elevate (e irrealistiche) e che con l’utilizzo continuativo del mezzo apprezza quelle funzioni e caratteristiche che inizialmente lo avevano deluso. Anche perché quando JD Power parla dei risultati del 2026 come i migliori dal 1997, bisogna tenere conto che le aspettative di chi acquista un’auto oggi sono diverse, presumibilmente più alte, rispetto a quelle di chi comprava una macchina trent’anni fa.

Anche la responsabilità dei problemi di connettività con CarPlay e Android Auto è meno lineare di quanto sembri. Lo studio non distingue se il difetto stia nell'implementazione hardware del costruttore o nel software di Apple e Google.

Un ultimo elemento interessante su cui riflettere è il confronto con i risultati dell’anno scorso, che aiuta a capire la portata del cambiamento. Nello studio JD Power 2025 l'infotainment era già segnalato come area critica, ma si muoveva in linea con le altre categorie. Nel 2026 la forbice si è allargata e mentre tutto il resto migliora, l'infotainment resta un problema.

FONTE: JD Power

VEDI ANCHE




Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 27/06/2026
Tags
Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

Gli articoli di Daniele

Vedi anche