Non è la prima volta che un modello di auto cinese ha un design evidentemente “ispirato” (a volte sembra proprio copiato) a modelli storici di marchi europei. Xiaomi ha fatto notizia con la YU7 ispirata alla Ferrari Purosangue, così come HIMA con la Z7 che ricalca le linee della Porsche Taycan. Ora è proprio il marchio Luxeed a far discutere con il nuovo SUV RX. Un SUV che guarda chiaramente alla Ferrari Purosangue per proporzioni, fiancata e linea del tetto. Fin qui, niente di nuovo, anche se discutibile. La novità è che questa volta il brand (joint venture tra Chery e Huawei) ha deciso di rivendicare anche una paternità illustre per il design. Rivendicazione che ha richiesto l’intervento ufficiale di Ferrari.
La “curiosa” vicenda
Secondo Zhao Changjiang, vicepresidente esecutivo di Luxeed, il design dell'RX sarebbe opera di una nuova recluta, descritta come “ex chief designer Ferrari”. L'affermazione ha fatto rapidamente il giro dei social cinesi e ha provocato una risposta immediata da Maranello. Il direttore PR di Ferrari in Cina ha risposto pubblicamente su Weibo chiedendo il nome di questo presunto ex designer, precisando che il marchio non ha perso nessun chief designer. La questione resta aperta perché per ora Luxeed non ha fornito ulteriori dettagli.
Al di là della polemica, l'RX è un SUV di grandi dimensioni che misura 5,02 m di lunghezza, 2,00 m di larghezza con un passo di 3.000 mm. La versione base monta un motore posteriore da 275 kW (373 CV), mentre la variante a doppio motore arriva a 432 kW (586 CV) con velocità massima di 251 km/h. Le batterie sono NMC (CATL per il modello base, CALB per il top di gamma) ma le rispettive capacità non sono ancora state comunicate.
Luxeed descrive l'RX come un “FUV”, Fashion Utility Vehicle, posizionandolo come risposta diretta alla Xiaomi YU7, attualmente uno dei SUV più discussi del mercato cinese.
Il valore del design di un’auto
Ma la discussione ora più che nel confronto con Xiaomi è con Ferrari. Anche perché il caso della Luxeed RX è solo l’ennesimo di una lunga serie. E viene da pensare che l’omaggio e l’ispirazione siano una cosa, l’imitazione un’altra. Con i costruttori cinesi che sembrano averlo trasformato in strategia.
La questione non è meramente estetica. Un'auto che ricorda visivamente un'altra comunica al potenziale acquirente un posizionamento preciso. Al di là dell’aspetto prettamente legale (esistenza di marchi e brevetti), la vicenda è indicativa almeno di due cose. Una del valore e del peso che il design di un’auto ha. Non è un mero rivestimento esterno, ma parte integrante dell’identità di un marchio. Le polemiche sulla recente Ferrari Luce sono un esempio perfetto. L’altro elemento è di come questo valore sia ampiamente riconosciuto in Cina tanto che diversi marchi attingono a questo patrimonio per sviluppare i loro modelli. Non trattandosi di casi isolati sembra che ci sia dietro una strategia. E, quindi, una valutazione sull’utilità di creare auto che nelle forme ne ricordino altre.
FONTE: Carscoops
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



