Anniversari:

I 50 anni della Porsche 911


Avatar di Andrea  Rapelli , il 08/02/13

8 anni fa - Dal 1963 un concentrato di passione, eleganza e stile

Era il 1963 quando, alla Porsche, hanno partorito la 911. Un concentrato di passione, eleganza, stile. Da 50 anni a questa parte

50 CANDELINE Entrare nell'Olimpo automobilistico di sempre non è cosa facile, specie se devi parlare di un'autentica icona come la Porsche 911, in occasione dei suoi 50 (splendidi) anni. Elegantemente immortale e quasi uguale a se stessa in saecula saeculorum, è un'icona senza tempo. Con cui puoi presentarti davanti ai cancelli di un circuito o ad una serata a teatro in dolce compagnia con la stessa nonchalance. Da sempre.

ENTOMOLOGIA Alle origini fu il Maggiolino, che donò una buona parte della meccanica alla bisnonna della 911, la 356. Poi, tra la fine degli anni 50 e l'inizio dei 60, la svolta: Butzi Porsche, figlio di Ferry, disegna la linea, sempiterna, di quella che diventerà la 901, esposta in gomma e lamiera al Salone di Francoforte del 1963. La gestazione è, insieme, un mezzo disastro e un lampo di genio: la soluzione 4 posti viene abbandonata – causa sketch su sketch bocciati dalla dirigenza – in favore della 2+2, che donerà all'auto il glorioso profilo, così terribilmente sexy, della 911 come la conosciamo.

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LO ZAMPINO DI PEUGEOT La sigla 901, tuttavia, fece stortare il naso a quelli della Peugeot, che avevano già prodotto tutta una serie di modelli con lo zero in mezzo, per di più brevettati. Ecco perché nella testa degli uomini di Zuffenhausen arrivò, limpida come una giornata primaverile, la cifra destinata a diventare un must: 911. Ma solo dopo un anno di produzione (ancora artigianale) con più di 80 esemplari già consegnati ai clienti.

TEDESCA PRECISIONE Motore (6 cilindri boxer, jawohl!) a sbalzo dietro le ruote posteriori e anteriore leggero, anche troppo. La guida delle prime 911 è difficile, strana, scorbutica. Gli inesperti si girano con estrema facilità, i driver professionisti godono. Qualcuno trova il modo di zavorrare l'anteriore, nella speranza di avere più direzionalità di sterzo. Oggi, dopo 50 anni di limature e sviluppo tecnologico, guidare una Carrera è un'altra storia: i difetti del motore là in fondo sono stati annullati, conservandone i pregi. Ad esempio l'eccellente motricità, tanto per dirne una.

911, 964, 993... 996, 997, 991. Lo spartiacque, non lo sapeste, è proprio il raffreddamento: il boxer ad aria, che canta con quella voce così aspra, metallica e suadente insieme, va in pensione a braccetto con la 993. Il mio cuore, come credo quello di molti altri porschisti, sanguina ancora. Forse, la miglior 911 di sempre per stile, contenuti tecnici, potenzialità e carattere. La 996 è una parentesi meno felice, con quegli strani occhi oblunghi e qualche problema dovuto proprio al passaggio al liquido, poi risolto brillantemente. Il resto, è storia di oggi. Una storia che, con tutta probabilità, non si finirà mai di scrivere. Cento di questi giorni, 911!

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Pubblicato da Andrea Rapelli, 08/02/2013
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