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Long Term Test: diciotto mesi con la Porsche GT3


Avatar Redazionale , il 24/09/01

20 anni fa -

Diciottomilacentoquindici chilometri in meno di un anno e mezzo. Facendo i conti: 1065 km al mese, 35 al giorno includendo i weekend. Niente di che per una Fiat Punto che copre il circuito casa-ufficio-casa quotidianamente, ma un chilometraggio sorprendente per una Porsche 911 GT3, il modello più raffinato tra quelli dell'ultima generazione (sigla 996, per intenderci), prelevato dalle piste e realizzato in 1100 esemplari stradali. Per molti un gioiello da custodire sotto chiave, per qualcuno un giocattolo da strapazzare tutti i giorni. Con le gioie e i problemi che ne derivano

"Ora, però, mi ha un po’ stufato. Non la sto usando un granché!".

Inizia così la nostra chiacchierata con Maurizio Biraghi, 42enne, titolare di una rinomata locanda alle porte di Milano, dal fisico di chi sa apprezzare i piaceri della vita e dallo sguardo mite e buono. In mano ha il telecomando che spalanca la saracinesca verdina del garage dove è custodito il suo gioiello di Zuffenhausen.

La luce intensa di una mattina di primavera corre a lambire le forme sinuose del bolide strettamente derivato dal modello destinato alle corse Supercup. La Porsche GT3 è l’unica della famiglia delle 911 raffreddate ad acqua che mette a tacere chiunque rimpianga le vecchie edizioni.

L’abito giallo limone luccicante calamita i nostri sguardi su quelle curve perfette e tirate a lucido, mentre il nostro cuore ha un piccolo sussulto. Difficile rimanere indifferenti di fronte a un tale capolavoro. Dall’esterno la GT3 si riconosce per lo spoiler frontale più alto, con una presa d’aria centrale per il terzo radiatore, oltre che per le minigonne pronunciate e i cerchi in lega componibili da 18" a 10 razze strette che lasciano intravedere le pinze rosso fuoco marchiate Porsche. Lo spoiler posteriore a doppia ala, invece, si può richiedere anche sul modello "base".

Il sei cilindri boxer si mette in moto borbottando, per poi scandire il rumore della corsa frenetica di ogni singolo pistone. Ecco sotto i nostri occhi, pronto per essere squadrato attentamente, questo bolide da corsa prestato all’asfalto e spremuto a dovere quasi fosse la citycar di tutti i giorni.

"È la numero quattro!". Un amore nato per caso, quello per i bolidi di Stoccarda, ci rivela Maurizio. "Le auto sportive sono state sempre la mia passione. Ma è stato un amico ad avvicinarmi all’universo Porsche, facendomi provare un modello di parecchi anni fa. Poi, quando ho guidato una Speedster…". Da quel giorno ha sempre avuto una 911 parcheggiata sotto casa. La Carrera Cabrio 3.6 argento, l’abito più classico, è stata la prima.

"Durante i viaggi non riuscivo a scambiare una parola con mia moglie, perciò ho deciso di cambiarla. Alla Porsche mi avevano garantito che quella nuova avrebbe avuto una capote meno rumorosa… e invece!" Archiviata pure la numero due, sempre argento, con la terza è stato un autentico colpo di fulmine. "Insieme a questa – lo sguardo corre alla GT3 - la Carrera 4S, anch’essa nella livrea tipica di Casa, è quella che ho amato di più", ci confessa con un pizzico di nostalgia.

"Non le dà fastidio avere sempre gli occhi di tutti puntati addosso?" chiediamo con un pizzico di curiosità, perfettamente consci che c’è una buona componente di vanità a spingere verso questo tipo di acquisto. "No. Ne sono fiero, è come portare in giro una bella donna. È normale che la guardino tutti.". Risponde fermamente.

"Come ci si può stufare di questi gioielli?" lo provochiamo prontamente. "Beh, la GT3 mi è stata consigliata e il passaggio dalla 4S non è stato doloroso. L’avevo ordinata argento, per continuare la tradizione, ma quando l’ho vista gialla non ho saputo resistere! Anche se era già assegnata…".

"La GT3 – prosegue - è sì una macchina comoda e sicura per viaggiare, dotata di tutti i comfort (climatizzatore, servosterzo, alzacristalli elettrici e quattro airbag sono di serie, n.d.r.) ma l’assetto è rigidissimo, i sedili sono due gusci e quando non si è in perfetta forma… Non sono più uno sbarbato!". Il carattere di quest’auto non è infatti dei più docili. Come le illustri progenitrici GT1 e GT2, la GT3 ha spiccate doti per il gran turismo e un fisico da bolide da pista per assecondare i 360 CV scatenati dal "flat six". Quanti bastano per fiondare questo bolide a 100 all’ora partendo da fermo in 4"8 (la Turbo impiega solo mezzo secondo in meno).

Con la rabbia ancora negli occhi, ci racconta di un sabato pomeriggio in Montenapoleone a Milano, quando ha trovato lo spoiler posteriore scalfito per un metro da una chiave. "Qualche invidioso!", ricorda amareggiato. Il problema principale è il parcheggio. Solo due tra quelli custoditi nel capoluogo lombardo sono su misura per ospitare il gioiello tedesco senza graffiare il sottoscocca."All’inizio l’entusiasmo fa passare sopra a tutto.

Ma alla lunga la passione si affievolisce. E poi quella serie infinita di verbali…" "Multe per eccesso di velocità?", domandiamo. "Non solo. A ogni sgarro, con la GT3 è difficile passare inosservati e impuniti. E quando iniziano a scrivere, non la smettono più…". È ancora la gelosia, pare, il principale motivo di sconforto per chi possiede una "dream car". Chi l’avrebbe detto…

Proviamo a stuzzicare Maurizio con la domanda di rito su problemi meccanici e consumi, dalla quale non possiamo esimerci per motivi di cronaca. Ma essendo una blasonata tedesca… "Non ho ancora fatto il primo tagliando, è programmato per i 30 mila. Quanto ai consumi, la Opel Frontera che uso in alternativa tutti i giorni è un’idrovora a confronto. Per ora ho solo dovuto sostituire le gomme posteriori: non la tratto certo con i guanti di velluto!". A riprova della proverbiale affidabilità…

"Qual è la velocità più elevata che ha raggiunto?" azzardiamo…

"La massima!", ci confessa Maurizio abbassando lo sguardo "300 all’ora… ma non le dico dove!". Quasi un atto criminale.

"La GT3 è un bolide nato per le corse, è difficile resistere alla tentazione di buttare tutto giù, l’adrenalina ha l’effetto di una droga. E poi non è nemmeno tanto difficile da guidare, è incollata a terra".

"Il viaggio più emozionante? Quello per Roma, l’estate scorsa. Nel tratto appenninico mi sono reso conto di quanto quest’auto sia insuperabile! Curva dopo curva è stata una sinfonia di emozioni. E che musica il motore. Ma la GT3 si guida bene anche in montagna, in città. Le riprese sono fulminanti e schiacciando a fondo in tutte le marce è un vero missile".

Nonostante ciò, il nostro interlocutore "porschista doc" sta pensando di abdicare a un amore per tornare a un’altra passione di gioventù: "La Mercedes CL 500 è la mia preferita e oltre a essere sexy è un salottone semovente. Ho provato la 911 Turbo, ma il frontale non mi convince, con quelle grosse prese d’aria. Anche se è più confortevole, meno rumorosa, ma anche meno sportiva della mia… Potrei prendere in considerazione una M3. Non ho mai avuto una BMW. Quanto alle Porsche… la prossima SUV è un’idea niente male, una comoda 4x4 di carattere!".

"Allora è vero che si vuol disfare della GT3? Se ci scrive qualche potenziale acquirente lo mettiamo in contatto con lei?", indaghiamo l’ultima volta sulla fine dell’idillio. "Beh, non ne sono sicuro, però…". Chi ha orecchi per intendere intenda. Potrebbe fare suo un sogno davvero esclusivo.


Pubblicato da David Giudici, 24/09/2001
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