Brevetti auto

Le auto come le piattaforme di streaming? Ford studia un abbonamento che segue l'utente, non l'auto


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7 ore fa - Si avvicina il momento di ripensare l'idea di possesso delle auto?

Un brevetto svela l'idea Ford di abbonamenti a funzioni come BlueCruise legati a un account, condivisibile tra più auto.
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Ci stiamo abituando all’idea che uno dei cambiamenti più profondi nell’utilizzo delle auto non sarà tanto nel tipo di alimentazione o nel livello dei sistemi di assistenza alla guida quanto nelle funzioni a cui si potrà accedere e nel modo in cui verranno pagate? L’utilizzo delle auto è sempre più legato alle funzioni presenti su quel modello e il tema degli abbonamenti sui servizi delle auto continua a dividere case automobilistiche e clienti. Ora Ford prova a fare un ulteriore passo in avanti con il deposito di un brevetto che prova a superare uno degli aspetti più contestati di questo approccio, ovvero il vincolo tra abbonamento e singolo veicolo. L'idea propone di legare la sottoscrizione non all'auto ma a un account personale, un po’ come avviene oggi con le piattaforme di streaming.

Un abbonamento che segue il cliente, non l'auto

Con questo sistema, chi paga per una funzione potrebbe accedervi da qualunque Ford o Lincoln compatibile, anche a noleggio, semplicemente effettuando il login con il proprio account. Il brevetto prevede inoltre login simultanei su più veicoli così che chi possiede due o tre modelli del gruppo pagherebbe un solo canone invece di uno per ciascuna auto, con la possibilità di condividere l'accesso con familiari o amici, entro un limite di dispositivi non ancora specificato.

Il brevetto, però, va anche oltre, ipotizzando che lo stesso meccanismo possa in teoria estendersi anche tra costruttori diversi. Un abbonamento BlueCruise (il sistema di guida assistita di Ford che permette la guida “a mani libere”) potrebbe teoricamente sbloccare il Super Cruise su un'auto GM a noleggio. Si tratta però dello scenario più speculativo del brevetto, che richiederebbe un accordo tra brand concorrenti, un'ipotesi tutt'altro che scontata.

I precedenti

Il caso più controverso resta quello di BMW, che nel 2022 provò a rendere i sedili riscaldati un servizio in abbonamento nonostante l'hardware fosse già montato di serie sull'auto, salvo fare marcia indietro dopo le proteste dei clienti. Altri costruttori hanno aggiustato similmente il tiro. GM, per esempio, limita gli abbonamenti a funzioni che comportano costi ricorrenti reali (come la mappatura per il Super Cruise) mentre Volvo ha dichiarato di voler riservare la formula ai soli sistemi di assistenza alla guida. Non mancano però eccezioni, come l'abbonamento Honda per l'apertura del garage.

Il tema rimane oggetto di discussione con gli automobilisti che non condividono l’idea di acquistare un dispositivo dotato di una determinata tecnologia senza poterla utilizzare se non dietro il pagamento di un abbonamento.

Il meccanismo, però, non è nuovo, e anzi richiama quanto accade da tempo in altri settori. Ci sono stampanti le cui cartucce smettono di funzionare se non si rinnova un canone mensile, anche quando l'inchiostro fisicamente presente nella cartuccia non è affatto esaurito. Allo stesso modo, alcuni produttori di elettrodomestici hanno iniziato a bloccare funzioni avanzate dietro un abbonamento, nonostante l'hardware necessario sia già installato di serie. Un sistema che, con tempi diversi, si sta provando a replicare anche nel settore auto.

FONTE: CarBuzz

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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