La chiama proprio così, Red Pig, un nomignolo che è tutto un programma. Ma uno di quei programmi che restano chiusi in un cassetto. Fino a quando non trovi il coraggio di parlarne, quando ormai il programma è una lettera morta.
Succede che l'ex chief designer di Mercedes Gorden Wagener, che a gennaio ha sgomberato la sua scrivania, ora tira fuori dal cilindro (o meglio, dal caveau) una concept che nessuno aveva mai visto.

E sì, è proprio lei: la discendente spirituale della mitica ''Rote Sau'' del 1971, traducibile come ''la Scrofa Rossa'', cioè la 300 SEL 6.8 AMG che face nascere la leggenda AMG a suon di podi alla 24 Ore di Spa. E di un aspetto da armadio laccato di rosso sgargiante.
In realtà, il progetto segreto venne già svelato lo scorso novembre, tra le pagine del suo libro Iconic Design. Ma è solo ora che Wagener mostra l'auto su Instagram, che la possono ammirare tutti (noi compresi).
Questo esercizio di stile, nascosto per anni e per la verità mai destinato alla produzione, è interessante perché collega il passato racing al linguaggio Mercedes di oggi.
Infatti la concept reinterpreta la berlina-cannone degli anni '70 con una griglia cromata XXL che strizza l’occhio, ad esempio, a nuova GLC EQ.
Molto audaci anche i fari verticali LED impilati, gli anelli luminosi bassi sul paraurti, infine il suo corpo scolpito, aerodinamico, con splitter vintage e livrea da corsa.
Dietro, luci basse a tutta larghezza e diffusore con altri anelli LED.
Le ruote a cinque razze e il numero di gara “35” sulle portiere omaggiano l’originale, mentre la tinta rossa è un filo più scura, ma sempre urlata.

Dentro? Zero: niente motore, niente cavalli, niente cambio. È puro design libero, senza catene ingegneristiche.
Per chi non lo sapesse, la Red Pig originale era una 300 SEL W109 gonfiata a 6.8 litri e 428 CV, abbassata, allargata e capace di 265 km/h nonostante pesasse come un tir.
Seconda assoluta a Spa ’71 contro sportive leggere, rese AMG un brand credibile prima ancora che Mercedes la comprasse (1999).
L’originale finì a fare da ariete per test aeronautici Matra, poi venne rottamata. Mercedes ne ha fatta una replica fedele nel 2006, ma questo concept è un’altra storia: un omaggio retrò-futuristico, quasi un restomod digitale.
Chissà se un giorno qualcuno avrà il coraggio di costruirla per davvero.




